Breakfast Date, Angelina, e Maria de Filippi

Il mondo delle casalinghe frustrate (mi ci includo) è nel panico. Sarà vero che Maria de Filippi lascerà la conduzione di Uomini e Donne a Raffaella Mennoia, una sua autrice? Sarebbe sostituire Gesù con un evangelista! Esiste solo un precedente: Magalli era un autore di Raffaella, per poi diventare lui stesso conduttore (così agoniato dalla Rai da farlo sparire da youtube per diritto di autore!!).

Manco potremo andare al Billionaire per distrarci. Briatore ha perso quattro denti, e non è proprio aria. Nè potremo più recarci dal Wallmart a comprare un bel fucile per far fuori qualcuno come fanno gli americani per sport, o decapitare gente come fanno i russi per ammazzare la noia. Magari possiamo chiamare la Casta, che ultimamente sta incazzata nera, e ci pensa lei a risolvere la questiona da donna a donna.

Sicuramente, nessuno di noi farà come l’ex rugbista Trevisan, che si vuole far prete. Non esageriamo. Sopravviveremo anche senza Maria (quella originale, ma non la fake del cattolicesimo).

Ora devo lasciarvi. Ho un breakfast date. Ci vediamo nella nuova casa di Angelina e Brad!

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Lindsay, Matteo, Belen, e gli animali superdotati

Per una vita che va, una vita che non viene. Ieri è morto il gatto della Pellegrini. Ho pianto tutto il giorno assieme a lei. Speravo di consolarmi con la nuova gravidanza di Belen, ma invano. Era solo un’abbuffata di astice a Formentera con Stefano. E mentre la Rodriguez gozzoviglia, rubano sia a casa della Lucarelli che a Lindsay Lohan. I ladri non vanno mai in vacanza, ma con Lindsay gli ha detto male: ora vuole 60 milioni di dollari indietro.

Chiediamoli al Premier, al quale è evidente che avanzano spicci (dopo l’annuncio del taglio di 50 miliardi di tasse in 4 anni, pure Carmen Di Pietro è andata da Renzi a fare la questua per delle nuove tette). Oppure a Valerio Scanu, che ha fatto incetta di soldini mettendo all’asta una sua canotta, guadagnando ben 3000 euro.  Parlando di aste, eccovi la storia di Mark, l’uomo che per avere qualche centrimetro in più, si è ritrovato impotente.

A chi si è ispirato? Semplice: o alla campagna twitter JunkOff, dove da giorni gli utenti si scatenano a suon di foto di genitali di animali oppure alla famosa palla gigante a cui si appendeva Miley Cyrus nel suo più famoso video (complimenti a lei per la conduzione dell’MTV Music Award). Sicuro non ha tratto ispirazione da Selena Gomez, che fino a qualche tempo fa indossava l’anello di castità. E poi si chiede perché Justin l’abbia lasciata.

A Lindsay non rimane che batter cassa da Salvini. Pare che abbia chiesto 500mila euro di risarcimento per un videogioco dove lo si deve uccidere per guadagnare punti. Che sarà mai, Matteo. Ci uccidi i coglioni almeno 4 volte al giorno in Tv e Radio, mica ti abbiamo mai chiesto una lira. Roba che solo lo spogliarello di Nadal in campo ci può far risuscitare dopo una tua ospitata in un talk.

Lindsay, vedi tu. Se poi ti rimane qualche dollaro, invece di spenderlo in alcol, ricordati del tuo amico Massimo (il sottoscritto). Mi raccomando.

Pupo, Nicki e le altre del mucchio

L’evento che tutti aspettavano è finalmente una realtà. Pupo ed Emanuele Filiberto tornano su Rai1! Mentre già scaldate i polpastrelli per live-twittare tutto l’odio che avete in corpo, ai maschietti consiglio la visione di un altro top trend del momento, ovvero la nuova statua di Niki Minaj al Madam Toussad. Apriti cielo. L’hanno scolpita a quattro zampe, e via con le accuse di razzismo e sessismo. Hanno sbagliato “ismo”, trattasi infatti di puro realismo.

Se fossi in Niki non me la prenderei, anzi per rilassarmi, me ne andrei a Porto Rotondo a divertirmi assieme a Silvio, che una volta sceglieva il predellino per l’ascesa politica e oggi preferisce il piano bar. Un ritorno alle origini, avendo lui iniziato come animatore sulle crociere. E poi, mia cara Niki, c’è chi sta molto molto peggio: una a caso, Tori Spelling, che a furia di botox sembra tutta una statua di cera vivente!

Chi invece dovresti prendere come esempio, mia cara amica dell’anaconda, è Barbara D’Urso, per gli amici Carmelita (come ogni buona trans cambia nome). Ha rilasciato diverse interviste in questi giorni, le due dichiarazioni shock: 1. “Voglio fare altri programmi” 2. “Mi corteggiano uomini di tutte le età“. Iperattiva e cougar (a tal scopo le raccomando il bimbo a tre palle appena nato). A volte mi domando perché gli assassini si rivolgano sempre agli obiettivi sbagliati.

Niki, invece, non ti consiglio di andare 1. a Copacabana, che ha appena perso il suo unico vantaggio competitivo su ogni spiaggia del mondo, i giovani neri; 2. in Russia, dove non ti potrai più lavare; 3. In Germania, dove si prevede un pò di sovraffollamento nei prossimi tempi.

Ho un’idea: datti all’alcol! Basta che non ti riduci come l’atleta che ha venduto la medaglia d’oro per pagare il taxi. Oppure, goditi i gattini al Momi di New York, e prepara i popcorn per il nuovo reality di Madonna.

Insomma, cara Niki, pensa che qui in Italia ci dovremo subito il ritorno di Pupo ed Emanuele Filiberto in TV. Tu a quattro zampe stai decisamente meglio di noi.

A.A.C. Aurora, Ashley e Casamonica. Notizie Cercasi

Mentre il mondo si dispera per l’anno sabbatico dei One Direction (sono stanchi, poveri), le coscienze degl’italiani sono state scosse da alcune notizie di ordine morale superiore. Roba che non avrebbe saputo risolvere neanche Locke (non quello di Lost).

La prima riguarda la figlia di Ramazzotti, Aurora, che in poche ora è passata dall’essere un singolo del padre ad un multiplo di rotture di palle per tutti. Il web si è scatenato quando è stata scelta per la striscia quotidiana di X Factor. Posto che il web non ha una benemerita cippalippa da fare per essersi scatenato così tanto, mi domando: perché non si imbufaliscono pure per la figlia di Albano che condurrà lo Zecchino d’Oro e per gli altri migliaia di figli d’arte presenti in Italia?

La seconda riguarda l’hackeraggio del sito di incontri clandestini Ashley Madison. Milioni di fedifraghi sono finiti online. Tra questi anche un famoso personaggio TV americano, bigotto e contro le famiglie non tradizionali. Adesso si parla addirittura di suicidi. Io l’ho sempre scritto che la privacy è sopravvalutata. Fai di tutto per nasconderti, e poi becchi un hacker qualsiasi – un annoiato cingalese di 12 anni – e hai il culo più esposto di Cicciolina.

Pagine e pagine di inchieste socioculturali su questi due casi (assieme ai funerali dei Casamonica). I giornalisti che – orfani di politici che dichiarano pure quando vanno al bagno – devono riempire i loro articoli e vendere qualche copia di giornali quando imperversano i vari diva e donna in spiaggia. Li capisco, a Roma c’eravamo solo io ed il fenicottero rossa ad Agosto.

Ma non mi capaciterò MAI della gente che abbocca e che di questi casi ne fa questione di vita o morte. Mentre hanno magari il figlio disoccupato o che si sfascia in discoteca. Sarò tardo io.

La Grande Apparenza

Le polemiche su Roma (o meglio su Marino) sono un herpes. Quando sembrano sopite, ecco che riemergono per la minima folata di vento. L’ultimo ridicolo appiglio è il funerale di Vittorio Casamonica, nel quartiere tuscolano. Una cerimonia in pieno stile “il Padrino”, che al massimo poteva esser tacciata di mancanza di stile, è diventata addirittura un caso politico. L’ennesimo esempio dello scempio in cui versa la Capitale. Peraltro nella stessa Chiesa dove furono rifiutati i funerali di Welby. E apriti cielo.

Siamo al parodosso logico:

  1. La politica come poteva saperlo? Ora Marino deve controllare pure le tombe?
  2. Roma è piena di locali gestiti da camorra e ndrangheta. Un funerale è il vero problema?

Non solo. Al di là di questo episodio, la maggioranza delle critiche è sul fatto che la Capitale dovrebbe essere perfetta, perché ci rappresenta nel mondo. Io sono in totale disaccordo. La Capitale deve rappresentare plasticamente lo stato di sfacelo del nostro paese, proprio perché ne è la Capitale. Non vorrei MAI una città-modello per i turisti, circondata da discariche di inciviltà.

La vera lotta che la gente dovrebbe fare è sul migliorare il Paese per intero, e non solo la Capitale. Ma come al solito, ci si concentra su piccole inezie, perché siamo piccoli piccoli piccoli in un mondo di Gulliver che ci stanno lentamente inghiottendo.

Au contraire

A tutti capitano i giorni storti. Giorni in cui tutto sembra andare al contrario. Il problema è quando ogni giorno è così, e per il nostro paese sembra proprio una condanna a vita. Se penso agli eventi degli ultimissimi giorni, sono leggermente basito.

  1. L’Italia cresce dello 0,2%, più della Francia: invece di rallegrarsene, i politici attaccano il governo. Che poi è come se una donna s’incazzasse col marito impotente perché ha avuto la sua prima erezione dopo anni. Hai voglia a rialzarlo un’altra volta.
  2. La donna che ha riempito di acido il suo ex ha partorito e le viene subito levato il bimbo. Gl’italiani scandalizzati, “povero bimbo“. Certo, non sia mai le rimanesse qualche dose di acido da usare sul neonato. Che spreco!
  3. La Chiesa è per accogliere quei disgraziati degl’immigrati: i politici indignati “libera Chiesa in libero Stato!”. La Chiesa è contro l’amore omosessuale: i politici l’appoggiano “Ha ragione la Chiesa!”. Ricapitolando, la logica è: se si tratta di accogliere immigrati, la Chiesta è una merda, ma se si tratta di amore non eterosessuale, la Chiesa ha ragione.

Queste sono solo tre notizie, che ci fanno capire come tutto in questo paese funzioni al contrario. Tutto. La gente s’indigna per le cose sbagliate, si focalizza più sulla divisione che sull’unità, e si cerca lo scontro ideologico pure alla fila del fast food. Siamo tra i paesi con maggiori cellulari pro-capite. C’è chi pensa: siamo italiani, ci piace comunicare. Io ho un dubbio: i telefonini hanno così successo, perché ci chiudono in un’isola tutta nostra. Dove l’altro non rompe le balle, basta mettere in modalità aereo.

Ed è proprio così che ormai ci muoviamo come nazione, in costante modalità aereo.

Peccato che così non ci stiamo rendendo conto dello schianto.

Aspè dale

Adoro andare negli ospedali. Almeno quanto amerei stare in una vasca da bagno con ricci di mare nel culo. Io passo la vita a preoccuparmi dei centimetri dei miei muscoli, e per me stare male significa non essere cresciuto di massa in un mese. Poi arrivi qui, e ti senti cosi piccolo, ma cosi microscopico, che vorresti vederti tutti i film di Bigas Luna per punizione. In binge-watching.
Dopo i primi momenti di sconforto, inizia un momento di lucidità mentale, ed osservo lucidamente la fauna che mi circonda. Variegata, avariata e vagheggiante, ma tutta accomunata da una sola grande E: egoismo. Tutti sono chiusi nel loro dolore, si litigano per un numeretto della fila, si guardano in cagnesco, si odiano. Una immensa guerra tra poveri, dove il dividi et impera spopola, e la legge del taglione è per beginners.
É triste vedere a cosa ci riduciamo quando soffriamo. Torniamo bestie allo stato brado. Rancorosi e senza alcuna morale. E i sacerdoti di questa religione del guarisci-me-per-primo sono i dottori. Che si crogiolano nel loro potere mondano, come piccoli buddha illuminati dal neon.

No, non mi piacciono gli ospedali. E con tutta onestà, spero di morire ben prima di ridurmi ad una carcassa deambulante senza arte nè parte.

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