Aspè dale

Adoro andare negli ospedali. Almeno quanto amerei stare in una vasca da bagno con ricci di mare nel culo. Io passo la vita a preoccuparmi dei centimetri dei miei muscoli, e per me stare male significa non essere cresciuto di massa in un mese. Poi arrivi qui, e ti senti cosi piccolo, ma cosi microscopico, che vorresti vederti tutti i film di Bigas Luna per punizione. In binge-watching.
Dopo i primi momenti di sconforto, inizia un momento di lucidità mentale, ed osservo lucidamente la fauna che mi circonda. Variegata, avariata e vagheggiante, ma tutta accomunata da una sola grande E: egoismo. Tutti sono chiusi nel loro dolore, si litigano per un numeretto della fila, si guardano in cagnesco, si odiano. Una immensa guerra tra poveri, dove il dividi et impera spopola, e la legge del taglione è per beginners.
É triste vedere a cosa ci riduciamo quando soffriamo. Torniamo bestie allo stato brado. Rancorosi e senza alcuna morale. E i sacerdoti di questa religione del guarisci-me-per-primo sono i dottori. Che si crogiolano nel loro potere mondano, come piccoli buddha illuminati dal neon.

No, non mi piacciono gli ospedali. E con tutta onestà, spero di morire ben prima di ridurmi ad una carcassa deambulante senza arte nè parte.

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