Single a vita

Niente, io rimarrò single a vita. Appena nasce qualcosa, io mi sento soffocare e scappo manco bussasse Equitalia al citofono. Vorrei tanto essere una persona romantica, che si da all’altro senza condizioni, che vive le proprie emozioni almeno tanto intensamente quanto il primo a spingere la porta di Euronics quando inizia il FuoriTutto, ma proprio non ci siamo. Ogni tanto, quando fa freddo e si bloccano i termosifoni, mi assalgono degli spiriti da principessa della Disney, e cerco un compagno. Ma quando il termostato supera i 27 gradi, chiamerei amorevolmente i NAS a disinfestare casa dalla creatura che fino a pochi istanti prima sbacciucchiavo con tenerezza. Nella mia testa continua la vocina “non hai ancora trovato quello giusto”. Potrebbe essere vero, ma parliamoci chiaro. A trentatre anni, non hai più il desiderio di litigarti su quale serie TV da vedere su Netflix, e non accetti compromessi sull’annosa questione “tavoletta del cesso abbassata si tavoletta del cesso abbassata no”. Non vuoi trascorrere neanche un secondo a dibattere su dentifrici strizzati al centro e non alla fine o su calzini sporchi che volano per caso manco Pomi d’ottone e Manici di Scopa. E no, non voglio prenotare le vacanze assieme in un villaggio della Valtur dove finiremo per litigarci perché ho guardato troppo il culo dell’animatore che insegna origami ai non vedenti, non voglio diventare un “noi”, che somiglia tanto a “non io”. Dice che Gesù si è fermato a Eboli, ma l’amore si è fermato sul Raccordo. E mica sono il carrattrezzi.

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