Buonismo social

Vi prego, fermate questo professore. Lo dico con la massima laicità possibile. Se avessi beccato un insegnante così, avrei fatto produrre una notifica all’Ispettorato. Sia da studente che da genitore. Un personaggio del genere è l’altra faccia della medaglia dei professori razzisti ed idioti. Che ad un eccesso di odio reagiscono con un eccesso di peace and love. E si sa, due forze uguali e contrarie si annullano. Il nulla sono gli studenti italiani, che pasciono in un iperuranio perenne tra Youporn e lo smartphone.

Non voglio entrare nelle banalità da spot della Sammontana che il sedicente professore elenca. Mi sembra un insulto all’intelligenza di chi legge il blog, e soprattutto mia, che ancora devo riprendermi dall’attaco iperglicemico. Io contesto proprio l’intenzione di un demente buonista, sessantottino mancato. Questi ragazzi avranno milioni di profeti della nullafacenza, del piacere facile della vita. Non c’è bisogno che anche la scuola se ne faccia portavoce.

Siamo realisti. Con professori di questo tipo, non meravigliamoci se ragazzini vanno in giro con i machete e amputano arti manco fosse Resident Evil.

Pi-lota

La “lota” in napoletano è la sporcizia, la spazzatura, la lordura. Non ho altri modi per descrivere il pilota tedesco che, per porre fine alla sua insulsa esistenza, ha ucciso altri 149 passeggeri. Di questa vicenda, mi fanno incazzare così tanti aspetti che ho dovuto attendere diversi giorni prima di scriverne.

1. L’insensatezza del gesto. Se vuoi morire, perché coinvolgere altri?

2. L’assenza di sicurezza. Ma chi minchia ha scritto le procedure di sicurezza degli aeroplani?

3. La compagnia aerea. Che continua a cercare scuse, nonostante il kamikaze fosse malato.

4. La nazionalità dell’assassino. Perché non sono stupito che sia tedesco un genocida?

5. Quel coglione di Grillo che usa questo evento per fare propaganda.

6. I test psicologici delle compagnie aeree sono presi da Topolino?

7. Gli addestratori che lo hanno definito “esemplare” da quale pusher andavano?

Ma la cosa che più mi fa incazzare è che quest’episodio ci ha privato della sicurezza di prendere un aereo in pace. Fin quando si tratta di un terrorista, è orribile, ma c’è uno scopo, c’è una motivazione. Ma quando ti può ammazzare un demente solo perché si lascia con la ragazza, ti fa perdere ogni tipo di speranza, ogni tipo di appiglio logico.

E questo ci mancava proprio, vero?

Allupati

Tutto inizia nel ’92. Mani pulite. Il popolo italiano, cordardo ed incapace di cacciare i politici corrotti, delega il compito alla Magistratura. Che attua la più grande operazione di marketing politico del Novecento. Il revisionismo storico a colpi di commi. Inizia la cosiddetta Seconda Repubblica. Col tempo si comprenderà che era esattamente uguale alla Prima. Stessi cittadini codardi, stessa politica corrotta, stessi Magistrati forcaioli.

Ma la corruzione sembra sparita, così come la Mafia. La Grande Bellezza della classe dirigente di questo paese è l’averla insabbiata con un golem mediatico e appetibile: Il Conflitto d’Interessi. Un elemento fondante del bipolarismo italiota, che non farà altro che discutere sul si o sul no ad un personaggio grottesco e puttaniere, che va a minorenni – a sua insaputa – e che ci sputtana per mezzo mondo. Dai nani e ballerine, al Nano e le Zoccolette.

La Magistratura si avvinghia attorno al golem Conflitto d’interessi, come se fosse l’unico male italiano. Inizia un feroce accanimento terapeutico al cadavere deambulante del Brianzolo, che senza questi nemici sarebbe morto vent’anni fa nell’oblio. Lui si rafforza, si nutre di questa rabbia, di questa invida del pene di magistrati improbabili. E vince, stravince. E gode.

Ma Vent’anni sono tanti. Ed anche la migliore delle messinscena perde il suo appeal per i consumatori-cittadini. Col puttaniere condannato, di cosa si occuperanno i magistrati – ancora sotto effetto alcolico-giudiziaro di Mani Pulite? Ed ecco che iniziano una serie di indagini-capestro, di intercettazioni pure alla nonna di terzo grado del più infimo dei peones parlamentari. Tutte regolarmente pubblicate ancor prima di essere pronunciate dagl’interessati. Minority Report all’Italiana.

Ed è in questo contesto che va letta l’indagine che ha portato alle dimissioni del ministro Lupi. Premettendo che penso abbia fatto bene, è l’incoerenza del sistema che contesto. Se la Magistratura, in combutta con i Giornalai (giornalisti in Italia sono pochi e sono già morti), decide che un politico deve cadere, cade. Ed ecco l’ennesima abdicazione dei cittadini, che non prendono in mano la situazione e lasciano il lavoro sporco ai togati.

Allupati, eccitati dalla forca (se brandita da altri), pronti per il prossimo erogatore di prebende da decapitare in piazza Loreto o in un talk show. Questo sono gl’Italiani, e ne sono profondamente annoiato.

Fotti e Gabbana

Non voglio boicottare Dolce e Gabbana. Non voglio che si possano permettere dei penosi giri di walzer per chiedere perdono come fece Guido Barilla. Non voglio che subiscano crolli di fatturato cosi da avere una scusa per licenziare dipendenti. Non voglio imporre a nessuno le mie idee con la violenza, né verbale né fisica (nonostante le loro frasi istighino alla violenza).

Non voglio.

Quello che però voglio fare è provare pietà per questi due personaggi. Chiusi in un mondo parallelo egotico, in cui solo loro hanno diritto ad essere gay e felici, non sanno cosa si stanno perdendo. Il mondo é molto meglio degli stilisti che lo vestono. Ce ne faremo una ragione.
Che l’indifferenza e l’oblio li gettino nell’ombra come si meritano.

Gli hanno messo le ali

Non parliamo della Red Bull, ma del nostro caro Primo Ministro, il quale in questi giorni gongola come pochi nel Pianeta Terra. E non perché inanella un successo politico dopo l’altro (cambia la Costituzione con la mano destra, con la sinistra la Scuola e con il piede la RAI). Semplicemente, perché tutti gli altri partiti ce la stanno mettendo TUTTA, perché prenda il 60% alle prossime elezioni.

Ai lati della corte fiorentina ci sono tre ali estreme: La Lega lepenista-salviniana, i Cinque Stelle estremisti confusi e ora si aggiunge anche Landini, il vetero-comunista (nel senso veterinario). Ricapitoliamo gli ultimi eventi, che si susseguono ormai al ritmo trash-narrativo di un film di Vanzina. E peggiorerà mano a mano che ci si avvicina al momento del box office, le regionali 2015.

Nella Lega si è consumato il divorzio tra Salvini e il moderato Tosi. Non c’era più spazio per un democristiano nel partito-fotocopia del Front Nationale. Salvini, ormai caudillo dell’ampolla del Po, doveva disfarsene. Ed ha atteso la prima ghiotta occasione, la scelta dei candidati alle regionali, per attuare il suo piano polli-tico. Tosi ha abboccato, condannadosi al nulla cosmico come un qualsiasi Fini o Alfano.

Nel Movimento Cinque Stelle esiste una sola cosa chiara: non si capisce una mazza. Un giorno dichiarano che la Germania è nazista, un altro che dobbiamo dialogare con l’ISIS, l’altro che la Riforma della Scuola favorisce la moglie di Renzi. Ed ecco il peggior difetto di questo movimento: ti fanno muovere le palle. Di tutte le accuse che si potevano muovere a questa riforma, loro scelgono la meno rilevante. Dimostrano l’intelligenza politica di una ragade. Non fanno politica, ma solo tweet acchiappa-like.

L’altro problema dei M5S è che non è nè carne nè pesce. E così, si è inserito in questo vuoto a sinistra il mitico Maurizio Landini. Ormai eccitato dall’odore di Tsipras e di Podemos, ha sentito la necessità di creare un “movimento sociale” che aggreghi chi non ci sta con questo governo. E considerando che ci sono già due partiti ad occuparsene, direi che si spartiscono un bella fetta del nulla cosmico di cui sopra. Mossa argutissima e aritmeticamente sensata. Complimenti.

Neanche menziono Forza Italia, che nel Veneto si allea con Tosi, ma sul nazionale rincorre Salvini. Ormai è allo sbando. La recente assoluzione di Berlusconi dal processo Ruby li ha rincoglioniti. Si parla di una discesa in campo di Silvio, la terza o quarta, ormai ho perso il conto. Ed ormai ci siamo arresi a quest’uomo, che in campo scenderà pure con la sedia a rotelle, semmai dovesse finirci sopra. E fatelo scendere, dategli questa soddisfazione.

Ditemi voi come non può godere Renzi di quello che gli succede attorno. Io sarei in estasi di Santa Teresa perenne se fossi in lui. Ed anche se fa qualche cazzata, passa totalmente in secondo piano di fronte alla piccolezza di questi politici all’amatriciana. Non è buono che non ci sia un’opposizione al Governo. Ci fa somigliare sempre più ad una Repubblica delle Banane.

E sapete dove e a chi le inseriranno se non torniamo alla normalità.

Lagnatevi pure

Il genere umano è facilmente divisibile in due categorie. Chi fa, e chi si lagna. Chi fa non perde tempo in chiacchiere, cerca di cambiare quello gli sta attorno se non gli piace, e ci mette la passione, l’entusiasmo, la voglia di mettercela tutta. Sempre e comunque. Dall’altra parte del fiume, ci stanno i lagnosi. Ogni cosa è un peso, ogni nuovo compito un incubo da attraversare, ogni imprevisto una disgrazia senza fine.

Chi prevale nel mondo? Lo ignoro, ma in Italia posso affermare con un minimo margine di errore che siano i secondi a farla da padrone. La lagna come sport nazionale è tipico delle prostitute che si lamentano del proprio pappone. E cosa è l’Italia (e gli italiani) se non un branco di venduti al primo paese estero che lo conquista?

Mi dispiace dirlo, perché conosco gente che questo paese vuole cambiarlo davvero. Gente eccellente, gente che in America sarebbe milionaria e leader di multinazionali. Persone di enorme talento. E’ difficile combattere contro i mulini a vento. E soprattutto contro mulini che passano il tempo ad escogitare il modo per abbattere chi ce la vuole fare.

Mia madre lavorava nel pubblico. Si spaccava il culo dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Amava il suo lavoro più di ogni cosa. Era appassionata, dedicata, precisa, professionale, accurata. Ma era l’unica nel suo ufficio. E da giovane il suo capo le disse: “non fare troppo, metti in cattiva luce gli altri”. Mia madre non gli diede ascolto, e diventò capo ufficio dopo pochi anni.

Non siamo un paese per vincenti. Siamo un paese di perdenti compiaciuti. 

Sarò stupido, folle, visionario. Ma io non mi arrendo a questa filosofia del ribasso e dei saldi morali. Non ci sto a pensare che tutto sia perduto. Non credo a chi vorrebbe un paese affossato nella merda, così da potersene cibare a più non posso. Io non lascio il mio paese ai coprofagi di professione.

Signor no.

La malaoccupazione

Prenderó schiaffi in faccia, ma io credo che in Italia non ci sia disoccupazione. Esiste un problema ben più grave: la malaoccupazione. C’è difatti una grande fetta di lavoratori che non ha assolutamente voglia di fare un cazzo, e che toglie posto a chi invece si farebbe in quattro pur di lavorare. E non a caso parlo di “mala”, perchè sono una mafia di iperprotetti dai sindacalisti, i reazionari del lavoro. 

Mi fa una rabbia pazzesca, sento storie di ragazzi della mia età ancora senza una meta, senza una prospettiva, costretti ad emigrare, ad abbondare il proprio paese (ed il suo PIL) pur di avere uno straccio di vita normale. E poi, mi giro attorno e vedo gente con niente di cui lamentarsi lagnarsi come se non ci fosse un domani. 

Poi mi chiamano “fascista” quando celebro l’eliminazione dell’articolo 18 attraverso il Jobs Act. Un’accusa pretestuosa, perchè garantire un posto ai volenterosi avviene solo attraverso un repulisti dei fannulloni. Questo significa difendere i deboli, ed essere di sinistra

Spero che questi ultimi trovino presto giustizia (e che gli altri patiscano la fame più nera). Chiamatemi fascista, io penso di essere solo giusto.

Il Natto del Pazzareno

Chi non salta Nazareno è! Ed a ritmo nazionalpopolarcalcistico è finito il rinomato patto tra PD e FI per le riforme istituzionali. Il casus belli è stata l’elezione di Mattarella alla Presidenza della Repubblica. L’effetto è stato devastante, ma si può riassumere in un tweet: tutti contro Verdini. Fitto ormai è un’Erinna scatenata per il Transatlantico. La Santanché e la Biancofiore, eccitate dall’odore del sangue, rilasciano interviste al napalm. E Berlusconi per ricompattare i suoi è costretto a serrare i ranghi e focalizzare le truppe contro il PD.

Ed intanto, Alfano si piega a novanta. “Persona valida, ma non ci è piaciuto il metodo” commenta. Ma poi lo vota. Il metodo: Renzi ha deciso, gli altri hanno fatto si con la testa. Il merito: se una persona è valida, perché non votarla? E’ come dire ad un idraulico chiamato dalla vicina: lo so che puoi ripararmi il tubo, ma siccome non ti ho chiamato io, preferisco morire annegato in casa.

Ma la Mattarellata di Renzi ha relegato allo stato di anti-materia anche i grillini. Ridotti ormai a fare spot elettorali anti-euro da far invidia ai video di Nino D’Angelo degli anni 80, quelli del M5S hanno dichiarato una vittoria della loro linea. Quale questa fosse è chiaro sicuramente al direttorio e a Grillo. Agli elettori non è dato sapere. Cliccate “mi piace” sul blog, e non rompete i coglioni.

Queste elezioni hanno sancito una grande verità: Renzi è uno scienziato. E’ l’unico politico che applica la fecondazione assistita con due mamme ed un padre. Riesce a stare in equilibrio tra 3 maggioranze differenti (Lui e NCD, Lui e la Sinistra, Lui e Forza Italia), fa votare le leggi che vuole, quando le vuole e come le vuole. Canguri, tagliole e ghigliottine, quasi gli provocano un’erezione.

E a noi italiani? A noi non ci resta che ridere. Ma non troppo, che poi ci escono pure le rughe.

Ben arrivato e buon lavoro, Presidente Mattarella!

MattaTrolley

Habemus Mattarellam!

E’ sempre commovente assistere in diretta all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica (by the way, buon lavoro Presidente!). Vi scrive un frignone che, quando vota, piange come un bambino per l’emozione. Ma, mie turbe psichiche a parte, c’è stato un dettaglio che mi ha fatto girare le balle: i trolley.

Tutti i parlamentari sono arrivati stamattina con le valigie. Quasi a dire: oggi votiamo e finiamo prima di lavorare. Butta ‘a past, Marì. E se dovevano dare un’immagine di vicinanza al Paese, hanno mancano l’occasione alla grande. Perché votare un Presidente è l’atto più solenne si possa fare in una nazione. Non esistono cose più importanti nella vita di un politico.

Perché tutta questa fretta? Non hanno da lavorare? Siccome per 4 giorni hanno fatto riunioni anche di sera, ora si prendono una settimanella di riposo?  Tutti dicono che è una vittoria della linea di Renzi.

Io penso abbia vinto solo il culo pesante dei nostri parlamentari.

Giustizia

Che alcuni giudici scrivessero sentenze col culo era ben chiaro a tutti. Che lo facessero fisicamente non ce lo aspettavamo. Eppure è proprio così: al tribunale di Roma, un giudice è costretto a lavorare in bagno per mancanza di spazio.

La polemica sulla Giustizia è infinita. Dopo Mani Pulite (e meno male, ora che sappiamo dove si siedono i giudici), è stata una guerra costante tra Presidenti del Consiglio infervorati contro le “toghe rosse” e giudici invasati in cerca di popolarità. E ora Renzi gli ha pure ridotto le ferie. Apriti cielo. Se una biscia vede un magistrato di questi tempi, cambia strada. 

La giustizia è il tipico esempio di spauracchio ideologico, come l’articolo 18. Nessuno ne capisce una beata minchia, eppure tutti ci mettono il becco. Come sempre la verità è nel mezzo. I giudici italiani sono tra i più produttivi al mondo. Ma non hanno personale che li aiuta. La giustizia è poco informatizzata, ed i giudici sono troppo vecchi per modernizzarsi. Sono una casta, ma i più giovani si spaccano il sederino. Esistono troppe leggi in Italia. La normificazione del Paese equivale alla sua mummificazione. Di questo rito, i giudici sono le vestali.

La lentezza della giustizia è il primo motivo per cui non si investe nel nostro Paese. Eppure, è la cosa più lenta da riformare. Appena la si tocca, si scatenano le Erinni da ogni procura e soviet italiano. E mentre tutti sono ossessionati dalle leggi ad personam, nessuno se ne sbatte delle proliferare di leggi contra paesem.

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