Aspè dale

Adoro andare negli ospedali. Almeno quanto amerei stare in una vasca da bagno con ricci di mare nel culo. Io passo la vita a preoccuparmi dei centimetri dei miei muscoli, e per me stare male significa non essere cresciuto di massa in un mese. Poi arrivi qui, e ti senti cosi piccolo, ma cosi microscopico, che vorresti vederti tutti i film di Bigas Luna per punizione. In binge-watching.
Dopo i primi momenti di sconforto, inizia un momento di lucidità mentale, ed osservo lucidamente la fauna che mi circonda. Variegata, avariata e vagheggiante, ma tutta accomunata da una sola grande E: egoismo. Tutti sono chiusi nel loro dolore, si litigano per un numeretto della fila, si guardano in cagnesco, si odiano. Una immensa guerra tra poveri, dove il dividi et impera spopola, e la legge del taglione è per beginners.
É triste vedere a cosa ci riduciamo quando soffriamo. Torniamo bestie allo stato brado. Rancorosi e senza alcuna morale. E i sacerdoti di questa religione del guarisci-me-per-primo sono i dottori. Che si crogiolano nel loro potere mondano, come piccoli buddha illuminati dal neon.

No, non mi piacciono gli ospedali. E con tutta onestà, spero di morire ben prima di ridurmi ad una carcassa deambulante senza arte nè parte.

Mosca TsiTsi(pras)

L’avevo detto. E godo a poterlo dire a ragion veduta. Tsipras è un codardo senza palle. Ha usato il popolo per non prendere una decisione in autonomia. E quando il popolo l’ha seguito, votando NO alle misure di austerità volute dalla UE, si è piegato a NOVANTA GRADI a richieste ancora più dure. E’ successo ieri, ed ora tutti i pro Tsipras – tanti fecondi di elogi nei giorni passati – sono inspiegabilmente in silenzio stampa. Mi fanno pena.

Il populismo – che sia di destra o di sinistra – porta solo danni alla gente comune. Come si può pensare di NON PAGARE UN DEBITO? L’economia si basa sulla fiducia, se questa valuta perde valore, crolla tutto il sistema. Ma quanto mi fa più rabbia sono proprio gli italiani che sostenevano questo lestofante comunista in salsa tzatziki.  Questi signori lo sanno che la Grecia ci deve 35 miliardi? Questi signori sanno cosa potremmo farci con questi soldi? Altro che 80 euro!

Non amo la Merkel, sta distruggendo il sogno di Europa Unita, riducendola ad una poltiglia di clausole vessatorie da ragionieri con l’ossessione del controllo. L’Europa dei commercialisti, e non dei popoli. Mi viene il vomito a pensarci. Eppure questa volta ha avuto ragione la Cancelliera. Volente o nolente, ha difeso tutti noi europei contro un indebito colpo di stato mascherato da democrazia diretta.

Mi spiace per i Greci. Ma ora tocca pagare tutto. Fate le riforme, a testa bassa. Come tutti noi. La mosca TsiTsipras è stata schiacciata. Non avete più scuse.

Democrazia (in) diretta

La più grande BALLA della storia umana è la democrazia diretta. Un’idea che poteva andare bene per le polis greche (e non era democrazia plebiscitaria), ma non per gli Stati moderni. Non dico che “tecnicamente” non si possa fare; ormai con Internet puoi anche gestire una compagnia di miliardi di dollari con il cellulare, mentre bevi un cocktail sulla spiaggia di Ipanema. La questione è più politica che altro.

Da sempre, il modello della democrazia rappresentativa è la meno peggio che esista. La ragione è semplice. Ogni decisione non si può basare sulla semplice preferenza di un’opzione piuttosto che un’altra. Ogni legge è frutto di compromesso e discussione. Non si può assolutamente derogare questo punto, altrimenti è DITTATURA dei Fatti Nostri. Scelga la busta 1 , 2 o 3.

La democrazia diretta presuppone che ci siano persone dedite 100% a questo mestiere. E se tutto un Paese fosse di politici, il PIL chi lo produrrebbe? Gesù è già occupato in questioni ben più gravi. Nonostante questo semplicissimo assunto di base, che mia nipote di 7 anni capirebbe all’istante, tantissimi movimenti politici fanno della democrazia diretta la loro bandiera. Di fatto, è una bandiera dell’ISIS, che mozza la testa alla democrazia stessa.

Le ragioni per cui si indice un referendum sono varie. Alcune sono legittime, altre sono pretestuose. Ma in tutti i casi rappresenta un FALLIMENTO del sistema democratico. Se io ti delego il potere di decidere, perché torni da me? Se chiamo un idraulico per riparare il lavandino, non è che l’idraulico mi chiede di ripararlo io. Suvvia, mi sembra una logica così stringente che quasi mi sento di offendere chi legge.

Ed è per questo che trovo DEPLOREVOLE il referendum indetto da Tsipras per Domenica prossima. E’ l’ennesimo stratagemma di una politica senza coglioni, che demanda al popolo una responsabilità che il popolo stesso gli ha delegato. E’ un modo per chiamarsi fuori da ogni responsabilità, dal pagare qualsiasi conseguenza delle proprie azioni. E si finisce schiavi della pressione della diretta TV che spinge per azioni eclatanti, che riempiano i telegiornali.

Non amo che il Paese che ha inventato la parola “Europa” vada fuori dall’Unione Europea. E’ una sconfitta totale dell’idea stessa per cui questo progetto nacque. E mi fa male vedere come sia l’ennesimo comunista fuori tempo massimo a generare questo dramma culturale, politico ed economico.

Se la gente greca vorrà questo, si metterà nelle mani del fascista Putin, con il quale il comunista Alexis Tsipras sembra vada molto d’accordo. La storia si ripete. Gli “ismi” sono tutti uguali, e non finiranno mai di distruggere la vita delle persone comuni.

Buonismo social

Vi prego, fermate questo professore. Lo dico con la massima laicità possibile. Se avessi beccato un insegnante così, avrei fatto produrre una notifica all’Ispettorato. Sia da studente che da genitore. Un personaggio del genere è l’altra faccia della medaglia dei professori razzisti ed idioti. Che ad un eccesso di odio reagiscono con un eccesso di peace and love. E si sa, due forze uguali e contrarie si annullano. Il nulla sono gli studenti italiani, che pasciono in un iperuranio perenne tra Youporn e lo smartphone.

Non voglio entrare nelle banalità da spot della Sammontana che il sedicente professore elenca. Mi sembra un insulto all’intelligenza di chi legge il blog, e soprattutto mia, che ancora devo riprendermi dall’attaco iperglicemico. Io contesto proprio l’intenzione di un demente buonista, sessantottino mancato. Questi ragazzi avranno milioni di profeti della nullafacenza, del piacere facile della vita. Non c’è bisogno che anche la scuola se ne faccia portavoce.

Siamo realisti. Con professori di questo tipo, non meravigliamoci se ragazzini vanno in giro con i machete e amputano arti manco fosse Resident Evil.

Pi-lota

La “lota” in napoletano è la sporcizia, la spazzatura, la lordura. Non ho altri modi per descrivere il pilota tedesco che, per porre fine alla sua insulsa esistenza, ha ucciso altri 149 passeggeri. Di questa vicenda, mi fanno incazzare così tanti aspetti che ho dovuto attendere diversi giorni prima di scriverne.

1. L’insensatezza del gesto. Se vuoi morire, perché coinvolgere altri?

2. L’assenza di sicurezza. Ma chi minchia ha scritto le procedure di sicurezza degli aeroplani?

3. La compagnia aerea. Che continua a cercare scuse, nonostante il kamikaze fosse malato.

4. La nazionalità dell’assassino. Perché non sono stupito che sia tedesco un genocida?

5. Quel coglione di Grillo che usa questo evento per fare propaganda.

6. I test psicologici delle compagnie aeree sono presi da Topolino?

7. Gli addestratori che lo hanno definito “esemplare” da quale pusher andavano?

Ma la cosa che più mi fa incazzare è che quest’episodio ci ha privato della sicurezza di prendere un aereo in pace. Fin quando si tratta di un terrorista, è orribile, ma c’è uno scopo, c’è una motivazione. Ma quando ti può ammazzare un demente solo perché si lascia con la ragazza, ti fa perdere ogni tipo di speranza, ogni tipo di appiglio logico.

E questo ci mancava proprio, vero?

Allupati

Tutto inizia nel ’92. Mani pulite. Il popolo italiano, cordardo ed incapace di cacciare i politici corrotti, delega il compito alla Magistratura. Che attua la più grande operazione di marketing politico del Novecento. Il revisionismo storico a colpi di commi. Inizia la cosiddetta Seconda Repubblica. Col tempo si comprenderà che era esattamente uguale alla Prima. Stessi cittadini codardi, stessa politica corrotta, stessi Magistrati forcaioli.

Ma la corruzione sembra sparita, così come la Mafia. La Grande Bellezza della classe dirigente di questo paese è l’averla insabbiata con un golem mediatico e appetibile: Il Conflitto d’Interessi. Un elemento fondante del bipolarismo italiota, che non farà altro che discutere sul si o sul no ad un personaggio grottesco e puttaniere, che va a minorenni – a sua insaputa – e che ci sputtana per mezzo mondo. Dai nani e ballerine, al Nano e le Zoccolette.

La Magistratura si avvinghia attorno al golem Conflitto d’interessi, come se fosse l’unico male italiano. Inizia un feroce accanimento terapeutico al cadavere deambulante del Brianzolo, che senza questi nemici sarebbe morto vent’anni fa nell’oblio. Lui si rafforza, si nutre di questa rabbia, di questa invida del pene di magistrati improbabili. E vince, stravince. E gode.

Ma Vent’anni sono tanti. Ed anche la migliore delle messinscena perde il suo appeal per i consumatori-cittadini. Col puttaniere condannato, di cosa si occuperanno i magistrati – ancora sotto effetto alcolico-giudiziaro di Mani Pulite? Ed ecco che iniziano una serie di indagini-capestro, di intercettazioni pure alla nonna di terzo grado del più infimo dei peones parlamentari. Tutte regolarmente pubblicate ancor prima di essere pronunciate dagl’interessati. Minority Report all’Italiana.

Ed è in questo contesto che va letta l’indagine che ha portato alle dimissioni del ministro Lupi. Premettendo che penso abbia fatto bene, è l’incoerenza del sistema che contesto. Se la Magistratura, in combutta con i Giornalai (giornalisti in Italia sono pochi e sono già morti), decide che un politico deve cadere, cade. Ed ecco l’ennesima abdicazione dei cittadini, che non prendono in mano la situazione e lasciano il lavoro sporco ai togati.

Allupati, eccitati dalla forca (se brandita da altri), pronti per il prossimo erogatore di prebende da decapitare in piazza Loreto o in un talk show. Questo sono gl’Italiani, e ne sono profondamente annoiato.

Fotti e Gabbana

Non voglio boicottare Dolce e Gabbana. Non voglio che si possano permettere dei penosi giri di walzer per chiedere perdono come fece Guido Barilla. Non voglio che subiscano crolli di fatturato cosi da avere una scusa per licenziare dipendenti. Non voglio imporre a nessuno le mie idee con la violenza, né verbale né fisica (nonostante le loro frasi istighino alla violenza).

Non voglio.

Quello che però voglio fare è provare pietà per questi due personaggi. Chiusi in un mondo parallelo egotico, in cui solo loro hanno diritto ad essere gay e felici, non sanno cosa si stanno perdendo. Il mondo é molto meglio degli stilisti che lo vestono. Ce ne faremo una ragione.
Che l’indifferenza e l’oblio li gettino nell’ombra come si meritano.
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