L’Orso Brunetta

E così ci siamo persi anche Renato.

Ad un congresso del pdl a Cortina d’Ampezzo, il mini-ministro ha tuonato dall’alto del suo metro e trenta contro l’elite “di merda” della sinistra, alla quale augura vivacemente di andare a “morire ammazzata”. Singolare il pulpito da cui ha deciso di mandare il messaggio al “suo popolo”: la comunissima e poverissima Cortina. Dove, si sa, è pieno di operai.

Il delirio populista – come lo chiama Serra da Repubblica – ha assunto tinte molto più definite di recente. Ormai non parlano solo per investitura popolare plebiscitaria, ma per autoreferenzialità onanistica. Loro si masturbano su sedicenti sondaggi di popolarità al 70%, e da lì ci costruiscono discorsi di sovranità Supposta. Nel senso del medicinale.

Perchè il loro regno è fatto di inculate alla gente, di inculate tra di loro, di inculate agli immigrati, di inculate ai “culattoni”, di inculate a qualsiasi essere vivente si presti ad essere inculato. Ed è così che si va avanti in un’orgia di offese, autoflagellazioni e deflagrazioni verbali senza precedenti.

E così nascono i capri espiatori du jour. La crisi? Colpa dei cinesi! La disoccupazione? Colpa degl’immigrati! La libertà di stampa? Colpa dell’elite di merda di sinistra!

Loro non hanno responsabilità, loro non hanno tempo da perdere per attribuirsela. Loro sono la “destra del fare”. Del fare cazzate. E noi siamo il popolo del ricevere. Tanto cazzo in culo, ogni giorno.

Questo Paese è un rapporto omosessuale: il governo fa l’attivo, ed i cittadini sono tutti passivi.

Scusate, ma ora ho da fare: devo andare a morire ammazzato.

Il Cavaliere ha fatto 13

L’onore ed il rispetto battono Berlusconi.

No, non siamo diventati un paese civile, perche’ “Onore e rispetto” e’ una fiction e non dei valori presenti nella politica italiana. Ed e’ una fiction che ha battuto Berlusconi nell’arena televisiva che contrapponeva un disgustoso monologo del premier (imbastito ad arte dal gran giullare di Sua Maesta’ Vespa) ad una fiction sulla rete principale del Premier stesso.

Raccogliere solo il 13% di share in prima serata per Porta a Porta e’ un flop enorme, perche’ si attesta di 4 punti sotto la sua media di prima serata e di ben 7 punti sotto la media di rete. Pare sia stato Vespa ad insistere per il prime time, perche’ Berlusconi preferiva di gran lunga la seconda serata. Ed ora il direttore della Rai Masi e’ nei guai, forse sara’ commissionato, non si sa.

Il premier migliore “da 150 anni“, il grande comunicatore, l’uomo della tv e del 30% alle elezioni non e’ abituato a perdere: e’ andato su tutte le furie. Ma perche’ ha perso?

E’ una semplice ragione di target: in prima serata c’e’ un pubblico più generalista, mentre in seconda e’ più specifico e colto. Gli argomenti trattati (il terremoto era un pretesto: la liberta’ di stampa era l’argomento principale) non erano adatti ad un audience abituata al delitto di Cogne, alla Sai l’ultima e a fiction melliflue e strappalacrime. Ed e’ per questa ragione che il Premier voleva la seconda serata.

Hegel diceva che ogni epoca storica cova in se’ il suo opposto, che un giorno prendera’ il sopravvento. Berlusconi non e’ di certo al tramonto, ma e’ ironico che si faccia battere da se stesso, dalla sua creatura commerciale.

Chi di conflitto d’interessi ferisce, magari un giorno ci perisce pure…e speriamo che avvenga presto. Perche’ tanto se aspettiamo l’opposizione, stiamo freschi.

Sciopero, Show-pero e Shock-pero

L’ultimo grande caso di ripensamento aziendale e’ quello avvenuto ieri in France Telecom. La compagnia ha fermato i licenziamenti di massa a seguito della catena di suicidi (23, oltre a 11 tentativi falliti) messa in moto della ristrutturazione organizzativa. Ma anche in Italia, negli ultimi mesi abbiamo assistito a scioperi meno drammatici  ma decisamente spettacolari: quelli del Colosseo sono stati i primi a usare l’effetto sorpresa per guadagnare le prime pagine della stampa.

Lo sciopero diventa show-pero e, nei casi estremi, shock-pero. Perche’?

1) Nella societa’ mediatica esisti solo se appari in TV. Ne consegue che chi protesta deve saltare agli onori della cronaca per esistere ed ottenere risultati.

2) Il sistema mediatico non si occupa di ordinario, ma di straordinario. Ed uno sciopero classico non fa audience.

3) Il lavoro, ovvero l’offerta di tempo e capacita’ in cambio di un ricompenso economico, non ha dignita’ in quanto tale. L’acquisisce solo se e’ pubblicitariamente appetibile.

In questo scenario, e’ chiaro capire quanto sia necessario una revisione del sistema dei sindacati, del loro rapporto perso con i lavoratori, della concertazione sociale. Ma emerge anche l’assenza totale del lavoratore in politica. Tutti lo sventolano, ma nessuno lo tutela davvero. Chi lo dovrebbe fare, e’ troppo occupato nella logica delle primarie permanenti: i lavoratori diventano pane per riempire le loro bocche, ma non bocche da ascoltare.

Così il lavoratore del futuro potrà protestare solo se sponsorizzato e brandizzato. Ma per ora, non gli rimane che uccidersi, occupare monumenti o trasformarsi in attore: SIAMO TUTTI OPERAI DELLO SHARE. Ma nessuno sembra curarsene: meglio passare ai consigli per gli acquisti.

Stampiamoci il sorriso

L’Italia padano-berlusconiana e’ ormai una nazione triste, di inebetiti catodici, di bavosi maniaci sessuali, di xenofobi vigliacchi, di politici-secrezioni-intestinali, di giornalisti imbavagliati dallo stipendio. Vedendoci dall’estero (vi consiglio nuovamente il film Videocracy), siamo un paese di morti viventi. Ma nessuna alba è all’orizzonte, come nei film di Romero. Perchè quello che ci manca è evidente: il sorriso. Sorridere e’ passato in secondo piano nella societa’ dell’invidia al plasma e dell’individualismo pubblicitario.

Chaplin diceva: “Un giorno senza sorriso e’ un giorno da buttare”. Vero, e noi italiani dovremo buttare al compostaggio gli ultimi 15 anni della nostra storia. Non hanno di certo aiutato una sinistra che diventa La Cosa (nostra?), una destra che diventa pecoreccia e (grana) padana, ed un centro demagocico-cristiano. Ed il sorriso reale ed autentico della gente e’ stato rimpiazzato dalla smorfia al botulino e dalla paresi facciale del nostro Premier.

Quando si fanno operazioni di lifting al volto, il paziente firma una liberatoria dove si dichiara consapevole di poter perdere la “capacita’ di registrare emozioni con il volto”. L’Italia quella capacita’ l’ha ormai persa: l’immensa operazione di lifting che è stata la Seconda Repubblica è visibilmente fallita.

La libertà di stampa e di espressione e la satira sono l’unico antidoto alla tristezza che pervade il Bel Paese (nomen omen: siamo forse tutti formaggi stagionati?). Eppure la si vuole abbattere, distruggere, annientare in nome del sorriso di plastica imperante e del pensiero unico della triade tette/culi/emilio fede. E allora diciamo no: scendiamo in piazza il 19 settembre, a Roma.

La manifestazione per la liberta’ di stampa e’ l’ultima grande occasione per riprenderci il sorriso che ci hanno tolto.

VENITE IN TANTI.

Berlusconi è un tumore

Berlusconi ieri ha avuto uno delle sue solite vampate da menopausa. Una conferenza stampa delirante, resa particolarmente interessante da un giornalista de El Pais che gli ha chiesto se non pensasse che il barigate non avesse incrinato l’immagine dell’Italia all’estero.

Apriti cielo: UNA DOMANDA VERA, ma come cazzo si e’ permesso ‘sto spagnolo? Non ci bastava La Repubblica e alcune centinaia di giornali mondiali a rompere: ora ci si mette pure El Pais. Il povero Zapatero, al fianco del nostro Premier-donna, non sapeva che dire, si vedeva imbalsamato, rigido.

Frattini parla di una “rete internazionale” contro il suo datore di lavoro e quindi, contro l’Italia. Alcuni questa rete la chiamerebbero DEMOCRAZIA, ed ha ragione Frattini: le democrazie di tutto il mondo vanno contro l’americalatinizzazione a cui sta andando incontro il nostro paese. Stanno cercando di debellare il tumore con il vaccino più potente: la liberta’ di stampa.

Ma come ogni tumore, Berlusconi e’ furbo, e’ difficile da colpire, e non esiste cura indolore per il resto del corpo. L’Italia dovra’ soffrire, e la chemioterapia sara’ lunga. Ma ce la faremo se avremo anche un po’ di culo*. Quello del Veline stavolta non bastera’. Potremmo chiedere aiuto alla Levi’s, che ha annunciato la guerra al “difetto” dei suoi jeans per donna, creando un database di 60 mila culi da tutto il mondo. Obiettivo: creare il jeans femminile perfetto. I Berluscones sono avvertiti: se non basta il nostro, lo compreremo dall’estero il culo che ci serve per cacciarli!

30 ragazze per me

Oggi compio 27 anni. Oggi ho fatto il mio primo finanziamento per i mobili della mia prima casa da solo (da nove anni condivido casa con altre persone). Sono emozionato, impaurito, stanco, felice e orgoglioso di me: ho sudato e faticato per quello che ho.

Poi stamane apro i giornali e leggo delle 30 ragazze in 18 feste del nostro Premier: i mortali fanno il puttan-tour in auto, lui a Palazzo Grazioli. Più che un tour, una maratona. Io vado da Ikea e faccio un finanziamento per 1000 euro, ma lui con quei soldi ci paga solo una tetta di una sua ospite.

Ma io sono solo un impiegato (e devo pure ringraziare!), e lui e’ il Presidente. Le troie sono uno dei tanti benefit del ruolo, tra cui ci sono anche il liberticidio, le dichiarazioni deliranti, il rutto libero e la grattata di palle in pubblico.

Mi chiedo come sia possibile che un uomo tanto fortunato sia votato dall’italiano medio, invidioso per eccellenza. E mi rispondo con due altri privilegi del nostro Premier: un opposizione cosi’ antipatica che sembra lo faccia apposta per fare il suo gioco e un apparato mediatico al suo comando. E si ritorna al punto di partenza: sia nell’uno che nell’altro caso, sempre di sue puttane si tratta.

18 feste, dite? Io ne aggiungerei un’altra: quella che sta facendo lui al nostro Paese.

E a questa partecipano sessanta milioni di troie. Nessuno escluso.

Zanzara Rossa

Devono essere le zanzare. Devono proprio essere loro. Leggo che esistono due odori principali che le attirano: quello del sebo prodotto dal cuoio capelluto e quello degli ormoni sessuali. Il nostro Premier manca del primo (le parrucche emettono sebo?), ma pare sia pieno zeppo del secondo: il povero B sara’ braccato dalle zanzare giorno e notte.

Tutti i comunisti (??? Ah ah ah) si lamentano del suo piglio autoritario e stizzato, ma di che umore sareste voi se vi tormentassero sempre quelle orribili bestioline? Io sarei incazzato nero!

Un giorno se la prende con La Repubblica, un altro con L’Unità, un altro con la Chiesa, un giorno con Avvenire, un altro ancora con i magistrati; e persino con i commissari ed i portavoce europei. “Che stiano tutti zitti una volta per tutte, ‘ste cazzo di zanzare non mi danno una fottuta tregua e questi non fanno che blaterare”.

PER FAVORE, e mi rivolgo ai suoi lacche’, scendete un secondo dal tabaccaio e comprate un anti-zanzare a questo povero cristo! E visto che ci siete, procurategli anche una Gazzetta Ufficiale: dovesse mai ricordarsi di vivere in Italia e non in una tropicale Repubblica de las Bananas.

In attesa delle querela anche al cesso di casa Arcore, perchè fa troppo rumore, ricordatevi di firmare l’appello per la libertà di stampa !

Omofollia

Mentre Alemanno sta parlando con la Madonna a Lourdes, la sua citta’ s’incendia di odio omofobo. Ieri ennesimo attacco alla gay life: due bombe carta al Coming, pub e luogo di ritrovo gay alle spalle del Colosseo. Perche’ a questi pezzi di merda, non bastavano gli accoltellamenti al Gay Village, gli artisti aggrediti e l’incendio al Muccassassina. Ma invece di rompere il cazzo a noi, perche’ non vi rompete il vostro con le seghe, dementi del cazzo? Oppure, meglio: trombate di più, cosi almeno la smetterete di pensare alle trombate degli altri.

Un appello ad Alemanno:
Mio caro sindaco, invece di invocare la Madonna, ti prego di prestare DAVVERO attenzione a chi Madonna va a sentirla ai concerti. Saranno meno santi, ma sono esseri umani. Dove e’ finita la lotta per la sicurezza dei cittadini?

Un appello ai miei amici e lettori romani: stasera alle 22, venite tutti alla manifestazione che si terra’ al Colosseo. Contro ogni omofobia, discriminazione. Non e’ la paura a fondare una nazione, ma la speranza di un futuro migliore. Insieme.

Lieto fine?

Non finirà come tutti speriamo. La naturale conclusione dei diversi scandali in cui è coinvolto il nostro primo ministrone da diverso tempo sarebbe una soltanto: DIMISSIONI IMMEDIATE.

In pochi mesi,

– è stato condannato per corruzione del processo Mills

– è andato con prostitute nella sua residenza romana

– ha suggerito ai pubblicitari di non investire su un giornale d’opposizione

– ha denunciato dei giornalisti perchè gli fanno delle domande legittime

– ha creato uno scandalo enorme attraverso il giornale del fratello

Questo per non contare le migliaia di altri peti legislativi che il culo della sua maggioranza politica ha espulso nei primi mesi di Governo.

Ma l’opposizione (quale?) è totalmente MORTA. Avete visto i manifesti di Bersani per le primarie? Sembra CASPER, il fantasma. E le dichiarazioni di Franceschini? DENUNCIACI TUTTI? Ma magari, io vi manderei a tutti in galera, perchè avete regalato l’Italia a questo nano fallocratico con il parrucchino. Ieri ero al Gay Village, ed ha parlato Nicola Zingaretti, presendente della provincia di Roma, è del PD. Ha ovviamente parlato della fiaccolata che organizzeranno per la sicurezza dei cittadini, a seguito dell’accoltellamento del ragazzo gay venerdì passato.

Vi giuro: PER LA PRIMA VOLTA da quando è nato questo partito, sono stato attento più di 10 secondi al discorso di un suo MEMBRO. E per la prima volta, quando dico MEMBRO, non penso ad un CAZZO, ma ad una persona REALE, con delle idee in cui CREDE DAVVERO, che esprime con PASSIONE su un palco DIFFICILE come quello del gay village. Forse si candiderà a sindaco di Roma, ma io speravo in qualcosa di più.

Perchè andare alle prossime politiche, con Bersani o Franceschini è ciò di cui l’Italia NON ha bisogno. Tante vale tenerci Berlusconi, almeno ci divertiamo.

Il silenzio è LORO!

Mi rendo conto che per la labile psiche di Berlusconi (“Denuncio le 10 domande di Repubblica”) e per quella di Tremonti (“Gli economisti ora stiano zitti“) la gente che parla sia una fastidio tremendo. Loro sono come chi si spara 2-3 canne consecutivamente: hanno i sensi così amplificati che persino il ronzio di una zanzara sembra il concerto del Primo Maggio nella stanza affianco.

Ma la democrazia, o meglio, l’illusione che ne esista una, si è sempre basata su due libertà: di espressione e di stampa. Possiamo non essere d’accordo, ma non è un dettaglio: se si accetta la democrazia, si accetta la libera parola e la circolazione d’idee. Un corpo non può fare a meno della circolazione del sangue, e la democrazia non fa eccezione. Non è mica colpa nostra se il massimo della democrazia che concepiscono sia Passaparola.

Certo, il primo ministro ed il ministro dell’Economia hanno obiettivamente tante gatte da pelare (La CEI che annulla gl’inviti a cena per il primo, la crisi economica che incalza per il secondo), però perdere il senso comune è tipico degli squilibrati o di persone non in grado di ricoprire certe cariche.

E’ ora che questi pagliacci si facciano da parte. Riescono a governare solo un paese anestetizzato dal culo delle Veline. Ma quando si tratta di realtà, di vita vera, il culo dovremmo farglielo noi.

Che stiano zitti loro, perchè noi non lo faremo mai!

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