GLBT – Già, Leggiamo Bene Titoli

Amo i diritti. Tutti i diritti. E quando vengono estesi, è un momento di gioia infinita per me. Tutti i tipi di diritti, per qualsiasi persona o minoranza. Sempre. Non esistono diritti di seria A e di serie B. Esiste anche il diritto di non voler diritti per gli altri. Si chiama LIBERTA’ DI PENSIERO, che tra i diritti è il più importante. Perché senza espressione di sé l’uomo è uno schiavo.

Per tutti questi motivi, sono in ESTASI sapendo che la Corte Suprema americana abbia reso legale in TUTTI gli Stati USA il matrimonio gay. Sto festeggiando da ieri, sto invadendo le bacheche dei miei amici di arcobaleni e hashtag del cazzo. Mi amano per come sono, mi perdoneranno.

Ma allo stesso modo, sono STRA-FELICE quando vedo una piazza come quella di San Giovanni PIENA zeppa per protestare contro l’estensione di tale diritto. Dimostra democrazia, voglia di partecipare, e che siamo un paese dove tutti possono dire quello che vogliono, in LIBERTA’.

Non c’è contraddizione in quello che dico. Solo un cieco non riesce a vedere l’estrema logica dietro al mio pensiero. Solo un pazzo non riesce a capire che, senza libertà di pensiero, neanche staremmo parlando di Matrimoni Gay. Se accetti le regole del gioco, cerchi di VINCERLO il gioco con le tue argomentazioni, e non di TRUCCARLO solo perché non ti conviene.

La COERENZA è un valore estremo nella mia vita. E di certo non lo dismetto per via di qualche hater attivista GLBT, che magari a lavoro non dice di essere gay, ma poi va al Gay Pride pensando di essere meglio di me, che al Gay Pride non ci va manco morto ma che dice di essere gay pure alle pietre.

Il mio esempio, e non il vostro da ghetto-repressi, ci aiuterà ad ottenere i diritti. Sappiatelo.

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Di Ventennio in Ventennio

Persino Anna Wintour, potentissima direttrice di Vogue America, ha un’opinione sul nostro premier. “Sono disgustata, dovete mandare via il Cavaliere”. E continua: “Da una parte il Made in Italy che vi fa onore in tutto il mondo, e dall’altra un politica cosi compromessa. Come fate a tollerarlo?”.

Come darle torto.
Ieri, durante la crisi mondiale, e mentre era riunito il G20 e all’ONU Abu Mazen pronunciava un storico discorso che portera’ alla creazione (inevitabile) di uno stato palestinese, il nostro premier si e’ intrattenuto 90 minuti con l’Ape Regina delle “cene eleganti”, Sabina Began. “Abbiamo discusso di temi spirituali”. Culi e tette entrano ufficialmente nella metafisica mondiale.

Quante volte abbiamo detto BASTA a questo governo? Quante volte dovremo farlo ancora perche’ avvenga? Le possibilita’ sono minime, molto più facile che Bonolis non sudi più nei suoi programmi. Viviamo il periodo peggiore della nostra storia. E la finanza non ce lo perdona. Il ventennio fascista si chiuse con la decapitazione di Mussolini a Piazzale Loreto. Questo ventennio berlusconiano si chiudera’ con la capitolazione dell’intero paese a Piazza Affari.

Servira’ almeno un altro ventennio per raccoglierne i cocci. Tristezza infinita.

Protestanti o Prada-stanti?

No Pain No Gain

No Pain No Gain

In inglese esiste un detto: “NO PAIN, NO GAIN” (“Se non soffri, non guadagni”). Premesso che la prima volta che l’ho sentito fu da una mia amica trans brasiliana (Paolo, detto LinguaGlossa). Per cui, pensavo dicesse: “NO PAIN, NO GAY”. Ero convinto si riferisse al fatto che per prenderlo a quel servizio, dovevi accettare un pò di dolore. Ma evidentemente mi sbagliavo.

Dietro questo detto, esiste tutta l’etica del sacrificio di cui la cultura protestante angloamericana è intrisa. Che va molto oltre il brianzolo “Lavoro, guadagno, spendo, pretendo” – perchè parla di DOLORE e non di sacrificio in senso generale. Che gl’inglesi fossero particolarmente dediti al masochismo ce lo dicono recenti fatti di cronaca, però pensavo fosse solo relegato all’ambito sessuale.

Ed in questo sta la grande differenza con gl’italiani. Pensiamo ai corrispettivi di questo detto:

  1. “Chi non risica non rosica” – alla logica del DOLORE, si sostituisce quella del “PROVAMOSE E VEDEMO CHE SUCCEDE“; all’etica del sacrificio, si sostituisce l’etica dell’inculare il prossimo;
  2. “Chi bella vuol apparire, un pò deve soffrire” – quì assistiamo non ad un’etica del dolore, ma ad un’estetica del dolore. Etica ed estetica hanno sempre teso a equivalare: basti pensare che il detentore della morale italiana – il Papa – vesta Prada.

In conclusione, assistiamo a due modelli di etica: una protestante ed una prada-stante. Entrambe regolano la vita di intere nazioni da secoli. Ed è curioso vedere come l’italia si sia lasciata contaminare dalla cultura angloamericana in tantissimi aspetti, tranne che in quella del sacrificio.

Chiamateci fessi.

America, (d)istruzioni per l’uso

Paul Watzalawick è stato un mentore per me, ne ho letto quasi tutti i libri di linguistica. E come saggista è ancora più piacevole. Dopo il successo che ottenne nel 1984 con “Istruzioni per rendersi infelici”, ha continuato con i suoi pensieri irriverenti sulla società moderna.

Il libro che vi propongo è “America, istruzioni per l’uso” (ed.Feltrinelli, pag. 119, € 6,50 ISBN 978-88-07-81536-2); guida pratica per chi stesse per intrapendere un viaggio negli States o semplicemente per chi abbia curiosità di sapere cosa accade dall’altre parte dell’Oceano. Per chi ci avesse già vissuto (come il sottoscritto), è piacevole vagare negli episodi grotteschi in cui si è incappati sicuramente durante la permanenza nel Nuovo Mondo.

Il libro si divide in 12 capitoli, uno per ogni aspetto della vita americana (aeroporto, la guida, la città, gli alberghi, denaro, la lingua, i media, poste e telefono, ristoranti e ospedali). Spassoso il capitolo sulla lingua americana – Watzlawick, da buon linguista, stocca affondi quasi acidi nei confronti degli americani: “Nessuno gli (all’americano, ndt) ha spiegato che la lingua è un’entità venerabile, un essere vivente naturale che può rapidamente degenerare e deperire se non viene curato […] la lingua per l’americano è un articolo di consumo, proprio come i fazzoletti di carta: può farci quello che vuole“.

Un piccolo saggio acuto e con tanti consigli (e battute!).

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