Disonesta’!

Sono aperto a tutto (no battute scontate, per favore). Ma una cosa mi manda in bestia davvero: la disonesta’. Per diversi motivi. 1) Non e’ funzionale, crea molti più casini di quanti ne risolva. 2) Richiede sforzo mnemonico e fantasia, due abilita’ di cui manco in toto. 3) Denota mancanza di palle. E per me le palle contano (non solo le dimensioni!). 4) Crea asimmetria informativa, ed io preferisco il 69 quando si tratta d’informazioni. 5) Non ha assolutamente senso. E in un mondo che gia’ non ce l’ha, perche’ complicarsi la vita?

La disonesta’ e’ terribile a lavoro, tra amici, ma rode ancor di più nelle relazioni amorose. Sabato sono uscito con un tizio che era esattamente il mio tipo. Maschio, sportivo, istruttore di fitness, simpatico, pieno d’interessi, bla bla bla. Abbiamo passato il tempo a Villa Borghese a prendere il sole e parlare di noi. Un capitolo importante e’ stata la comunicazione aperta come base di un rapporto sano. Sono volati paroloni, ed io ero al settimo cielo. Alla fine dell’appuntamento, lui m’invita a rivederci il giorno dopo stesso. Era fatta, gli piacevo e ovviamente ho accettato.

Morale: il tizio il giorno dopo e’ sparito e non ha risposto a ben tre messaggi. Cadra’ anche lui nell’oblio, e quando lo vedro’ in discoteca, se non gli piscio in bocca e’ gia’ un miracolo (non lo faccio perche’ probabilmente gli piace pure). Ma che senso ha invitarmi fuori se poi non ti piaccio? Ma dimmelo cazzo: ma se non hai le palle manco per essere onesto con uno sconosciuto, figurati con una persona amata. Get out of my face!

Ormai c’ho fatto il callo. Qui a Roma sono quasi tutti psicopatici cagasotto. E non smettero’ mai di ripeterlo. Odiano la chiarezza, la trasparenza e tramano mille intrighi da cortigiane di Maria Antonietta. Sono io il fesso che ci casca ogni volta, e sono sempre io il demente che se uno non gli piace glielo dice subito. “No guarda, sei simpatico e tutto, pero’ con te le probabilita’ che mi si alzi sono quanto quelle che Britney Spears finisca infibulata”. Chiaro, netto: storia finita, nessuno strascico, nessun rancore.

Per l’ennesima volta, questa citta’ mi delude. Fortunatamente ho i miei amici, ho il mio ristorante cinese preferito e i freak che ci trovo sempre dentro. Altrimenti sabato sera mi sarei rinchiuso in casa a guardarmi le repliche di Walker Texas Ranger.

Viva gli amici! Abbasso i coglioni!

I tre step dell’innamoramento

Innamorarsi non e’ facile. A meno che non si e’ teenager, o psicolabili, o incapaci a rimanere soli manco quando si caga. Le statistiche sono davvero dure e avviso i lettori che non sara’ facile leggere questo post. Iniziamo.

Primo step (10% degli appuntamenti) – l’attrazione fisica, detta anche colpo di fulmine.

Si identifica facilmente. Quando vedete arrivare lui e vi viene duro (o se siete donne, sentite le farfalle nello stomaco – che altro non sono che maggior sangue che affluisce alla vagina). Vorreste sbatterlo subito al muro, senza neanche sentire la voce. In questa fase, non e’ previsto un reale contatto umano: basta quello olfattivo, tattile e visivo.

Secondo step (3% degli appuntamenti) – l’affinita’ mentale, detto anche “click”.

Lui/lei inizia a parlare e, nonostante tutto, l’attrazione permane agli stessi livelli del primo step. Questa fase e’ delicatissima, perche’ basta un sorriso sdentato, un alito pesante, una cosa detta male o una voce di merda, ed il primo step si vanifica totalmente. Per quello, chi vuole solo fare sesso tende a non parlarci manco con la sua “vittima”.

Terzo step (0,5% degli appuntamenti) – l’affinita’ sessuale.

E’ giunta l’ora. Vi piace fisicamente, vi piace quello che dice, come lo dice: manca solo andare a letto per fare il test drive. Qui la delusione puo’ essere elevatissima, per cui tenetevi pronti. Non basta baciarsi (li’ la bravura e’ molto più diffusa), bisogna proprio penetrarsi – in qualsiasi modo vogliate. Coccole e baci sono cose fantastiche, ma non indicano un bel niente. Voglio vedere se ci rimarreste con uno che bacia da dio ma che scopa come Carlo Azeglio Ciampi.

Come vedete, le statistiche sono impietose. Solo 1 su 200 superera’ tutti i test, e anche quando l’avra’ fatto, siamo sicuri che voi avrete superato i suoi? Innamorarsi e’ complicatissimo, ragazzi. E se abitate in una citta’ come Roma, dove non ci sono maschi ma “maschili”, non ci sono uomini ma “giovanili”, la situazione degenera al parossismo.

Nonostante cio’, buona fortuna a tutti e a tutte!

Ama, non m’ama

Non raccontiamoci balle: il colpo di fulmine e’ l’unico modo per iniziare una storia. Ma chi crede alla minchiata del conoscersi lentamente, dell’imparare a stare insieme. Ma mica siamo in India, ragazzi! Nessuno ci prescrive un compagno a vita, e non dobbiamo farci piacere nessuno con la forza.

Quando conosci uno, ci sono solo due modi per capire se ti piace. Se sei uomo, ti viene duro; se sei donna, senti la farfalle in pancia, o la farfalla ti va in pancia (decidete quale opzione vi sembra più socialmente accettabile).

Ma non basta: queste sensazioni devono permanere anche quando ci parli, ed inizi a conoscere quella persona anche emotivamente e intellettualmente. Capii il mio primo amore, perche’ mi rimase duro anche mentre mi parlava del cinema svedese di Lars Von Trier.

Mi potrete dire che questo e’ l’amore adolescenziale, non quello adulto. Altra colossale leggenda metropolitana. L’amore e’ amore, non ha gradazioni, non ha varianti anagrafiche o etniche. Non si puo’ essere “un po’” innamorati: o lo si e’, o non lo si e’. Punto, niente storie.

E non credete neanche alla stronzata del “ho famiglia, ho figli”. Quando si ama, fuck la famiglia e figli: si lascia tutto e subito per la persona amata. Perche’ l’amore e’ vorace, verace, egoista, senza scrupoli.

Non accontentatevi di una relazione per paura di rimanere soli. Perche’ rischiate di restare soli con il vostro compagno per tutta la vita.

Il primo segreto gay di Fatima

Volevo scrivere un post di politica. Come al solito. Ma le liti sul voto si, voto no le lascio a domani, quando tornerò inesorabilmente a lavoro. Anche se chiamarlo tale è decisamente un’esagerazione: ormai è solo un modo per non pensare a niente. Una droga di 8 ore che sospende ogni pensieri critico sulla mia vita, come un orgasmo prolungato. Ma ovviamente, non altrettanto piacevole (dovrei dire: nella migliore delle ipotesi, perchè ormai orgasmi di una certa qualità li vedo col binocolo).

Vi scriverò, perciò, della mia rivelazione di ieri sera.

Ero in discoteca, da solo. Il mio compagno di sventure (e sventrature) è in Calabria Unita ormai da un tempo immemorabile, e per uscire in simili postacci (leggi Gay Village, a Roma) devo muovermi da solo, e con circospezione. Era pieno zeppo di persone: segno che i romani o presunti tali sono tornati dalle ferie a tema infernale – Sitges, Mykonos, Lesbo, Tel Aviv, etc etc – e vogliono riprendere la loro omo-routine invernale. Fatta delle famose Quattro P gay: Porcate, Palestra, Proteine e Privèe. Da non confondere con le 4 P del Marketing: anche se sempre di quello si tratta, ma con due t.

La dedizione che i gay mondiali riservano alle quattro P è al limite del religioso. E ieri sera ne avevo la dimostrazione davanti ai miei occhi, ripetuta in migliaia e migliaia di volti. Una routine alla quale neanche io mi sono sottratto fino ad ora. Ma parlavo di una rivelazione, ed ecco che emerge con tutta la sua forza ieri sera. Nel vedere la fabbrica del consenso omosessuale muoversi all’unisono al ritmo di onde sonore assordanti è uscito fuori un silenzio quasi mortale, gelido.

E una lapide mi è caduta in testa (fortunatamente non la uso); c’era scritto: “Tu non appartieni a questo posto. Potrai fare quanta palestra vorrai, diventare il più figo del mondo, avere il lavoro più prestigioso del pianeta e l’auto più in voga del momento, ma non sarai MAI abbastanza per loro”. Il primo segreto di Fatima dei gay era svelato: Non sarai mai abbastanza. Prima una profonda tristezza, poi smarrimento ed infine, serenità si sono impossessate di me in quella bolgia di corpi scolpiti e abbronzati, di quelle pettinature postmoderne ed inutili quanto il WC di Duchamp.

Il paradosso era ormai chiaro. Tutto quello sforzo per trovare il compagno della vita (tutti lo cercano, inutile negarlo mie care suffraggette froce) per poi scoprire che siamo troppo presi per accorgercene se ci passa davanti. E allora, se la rigida etica protestante è all’origine del capitalismo, la rigida routine omosessuale è la base della solitudine acuta. Ma che fare a questo punto? Ieri sera, ho trovato giusto lasciare il luogo sacro della rivelazione per ritirarmi a deliberare nel mio amato bagno, il sancta sanctorum delle mie riflessioni. Ma d’ora in poi?

Non rinuncerò allo sport e alla discoteca, se è questo che vi state chiedendo. Mi fanno stare bene, a prescindere dagli altri. Sono una pozione contro un malessere interiore che neanche con Activia riesco a regolarizzare. Mi spiace, Alessia, con l’angoscia il Bifidus non serve ad un emerito cazzo.

Ma la rivoluzione copernicana sarà proprio la consapevolezza di rimanere solo. Non posso combattere il sistema, e devo rassegnarmi ai suoi effetti. Rimarrò da solo, non troverò mai un compagno. Croce sopra. Amen. Sarà triste, ma almeno non m’illuderò: saprò dare il giusto peso alle persone e agli eventi.

Combattevo la solitudine, ma non sapevo che era la mia migliore amica. La più sincera, quantomeno.

Buona vita.

Love Party

In passato, sono stato accusato di freddezza emotiva (anche di dipendenza sessuale e aerofagia compulsiva, ma sono altre storie). Il casus belli e’ sempre lo stesso: con estrema attenzione e parsimonia mi riempio la bocca delle due parolina magiche “Ti Amo”. Di fatto, l’ho pronunciate solo due volte nella vita. La ragione e’ semplice: l’amore non va verbalizzato, altrimenti puzza di falso marcio.

Tempo fa, un amico che lavorava nel marketing di un noto marchio di spray multiuso, mi disse del fallimento dello slogan “Pulisce a fondo”. Troppo facile fu appuntargli che dichiarare di avere un benefit di base per quel tipo di prodotto (se uno spray non pulisce a fondo, cosa dovrebbe fare?) significa ammettere di non averlo – o quantomeno, far nascere il sospetto. La stessa identica cosa vale per l’amore.

Per quello diffido da qualsiasi manifestazione umana che si associ ad essa. Le Canzoni d’amore sono quanto di meno amorevole ci sia al mondo: se qualcuno me ne dedicasse una, gli vomiterei addosso. Il Partito dell’Amore di Berlusconi e’ un ammasso di vipere e suocere invidiose dedite allo stillicidio reciproco. La Love Parade tedesca e’ un grumo di umanita’ senza parte ne’ arte, unite si’ dall’amore ma per le droghe e lo sballo (mi spiace: non ho ALCUNA pena per i morti di ieri). E di esempi se ne potrebbero fare a tonnellate.

L’amore e’ uno dei sentimenti per cui vale la pena vivere. Sputtanarlo con le parole e’ mettero allo stesso livello di un discorso di Bossi o di una televendita di pasticche allunga-pene. Regolatevi, non diventate artefici di un’incontineza verbale non richiesta, perche’ vi renderete passibili di una pisciata in faccia (metaforica, perche’ ad alcuni quella vera potrebbe pure piacere).

Buon inizio settim-anal.

No Dramas

Molti mi accusano di freddezza sentimentale. Sono stato lasciato almeno quanto sono caduti i governi Prodi, eppure mai una lacrima versata. Sia chiaro: non voglio fare il duro, e’ che proprio non lo concepisco tutta la fottuta attenzione che si danno a certe cose.

Dell’amore sono belle la passione iniziale, lo scoprirsi a fare l’amore in ogni dove, la voglia di toccarsi e fecondarsi ogni tre secondi. E’ bello quando sai che “andiamo al museo oggi?” significa “scopiamo davanti Giotto”.

Quando tutto questo passa, le relazioni diventano Punti Fedelta’ del supermercato: più fai acquisti, più accumuli punti. Solo che qui’ non vinci premi, ma solo inculate: fidanzamento (500 punti), matrimonio (1000 punti), figli (500 punti cadauno) ed infine, nipoti (jackpot).

Io adoro trovare persone da amare. Per due ore. Poi next, please. Se Supermercato deve essere, che lo sia davvero senza ipocrisie. Non me ne vergogno, anzi ne sono orgoglioso; non a caso, stasera approfittero’ di un 3×2 con due attori porno argentini. Amo le offerte sulla carne argentina!

Au revoir a tous! E buon week end!

P.s. Se siete a Roma stasera e domani, vi consiglio il Gay Village. Di offerte sulla carne ne troverete a iosa.

La Regola della doppia F

La regola e’ molto semplice, la chiamo delle due F: FUCK&FORGET. Fotti e dimentica. Ed e’ sia uno stile di vita, che una prova inconfutabile per testare una frequentazione.

Stile di vita
Di recente, la mia esistenza e’ tanto votata alla Regola, che sembra un formaggio groviera: e’ piena zeppa di buchi. Ed uno vale l’altro, credetemi (anche se ammetto di essere scioccato dalla vastita’ di assortimento in questo settore: di buchi ce ne sono stretti, larghi, dolci, rosa, scuretti, e persino a diversi gusti!). Ma la Regola si applica anche al lavoro: se inizi a vedere l’intero mondo come un gigantesco buco da sfondare, impari a fotterlo tutto e a dimenticarlo dopo 3 secondi. Mi si dira’: sei cinico e stronzo. Gli rispondero’: grazie di cuore.

Prova del nove
Stai frequentando qualcuno da un po’ e vuoi sapere se sei interessato davvero? L’unico modo per saperlo e’ osservare se la Regola si applica anche al vostro atto copulatorio. Solo se la risposta e’ negativa, siete davvero in una “cosa” più seria di una semplice scopata diluita con del becero romanticismo da teleromanzo per cameriere filippine. E allora, dateci dentro ed amate fino a quando poi la regola inesorabilmente colpira’ la vostra coppia. Perche’ solo i diamanti e Berlusconi sono per sempre. Fatevene una ragione.

Applicate la Regola con assiduita’ e costanza per tutta la vostra vita e sarete nevrotici, frigidi e zitelli. Applicatela invece con parsimonia e per brevi periodi, e godrete di un equilibrio psicofisico degno del Dalai Lama. Dovete imparare a spegnere ed accendere la Regola, altrimenti ne rimarrete schiavi.

Ultima nota: La Regola e’ sconsigliata particolarmente ai sensibili, agli emo, agli elettori PD e alle persone senza stabilita’ in generale.

Buona doppia F a tutti. E ricordate che solo la pratica porta all’eccellenza.

Annacquati

Non credo nelle relazioni allungate con l’acqua, quelle poco decise, poco passionali, molto mentali, fatte di comunioni d’intenti e di valori.

Cazzate pure: una relazione, soprattutto nei primi anni, deve essere fuoco e fiamme. Una fiamma che deve scattare subito in maniera reciproca, senza asimmetrie sentimentali.

La prova del nove: l’assenza di strategie. Quando si agisce facendo calcoli beceri di onde magnetiche (“non lo chiamo prima io, deve chiamarmi prima lui”), e’ la prova provata di avere un abaco al posto del cuore. E allora, e’ amore quanto timbrare il cartellino alle poste. Un’amica si oppone: ” La mia storia e’ nata prima da un’amicizia e poi e’ scoppiata la passione”. Una sola parola: BORING! Una relazione del genere finira’ tra le braccia del primo idraulico o segretaria porca che passino.

Attenzione: non nego che con il tempo la passione venga meno, e che la relazione si basi più sulla complicità. Ma il fatto che non ci siano più fiamme, non è una giustificazione perchè si spenga totalmente il fuoco che alimenta la relazione.

Senza di quello, mi dispiace dirverlo, ma vi state scopando vostro fratello o sorella.

La Relazionite Acuta (R.A).

E’ ufficialmente un’epidemia. E spero che istituzioni e politica mettano in campo tutte le armi idonee ad abbattere questo fenomeno emergente. Ormai ne sono testimone settimanalmente, e non nascondo il mio imbarazzo a vivere in un paese che ne permette una diffusione tanto incontrollata.

Parlo della RELAZIONITE ACUTA.

Potreste incappare in persone infette, oppure esserne contagiati voi stessi, per cui e’ assolutamente necessario conoscerne l’eziologia.

La Relazionite Acuta (R.A.) e’ una sindrome di immunodeficienza acquisita ai virus del sentimentalismo. E si manifesta nel paziente con l’insorgere congiunto di altre sindromi be conosciute.

1) DURACELLite: La dichiarazione sfacciata e svergognata di non cercare sesso usa e getta, ma di voler instaurare una relazione stabile e duratura con una persona;

2) Scaldacazzite: Se ci uscite, vi tocchera’ ogni membro sessuale gia’ alla seconda uscita, vi fara’ eccitare come un macaco, per poi andarsene sul più bello;

3) Guantanamite: Al primo appuntamento, vi sottoporrà’ ad un vero e proprio interrogatorio. Lavoro, reddito, unghie dei piedi e misura del pene sono le domande più ricorrenti. Le tecniche più utilizzate si ispirano alla prigione militare di Guantanamo;

4) Bifrontite: Se con la sua vittima rifiuta qualsiasi rapporto sessuale prima dei 10 anni di frequentazione, con il resto del mondo il paziente non si risparmia in sesso orale ed anale a qualsiasi ora del giorno e notte;

5) Superiorite: Il paziente e’ orgoglioso del proprio stile di vita e lo propugna come unica arma contro il relativismo imperante; la sua e’ la lotta del bene contro il male moderno del sesso consumista.

L’OMS sostiene che la RA e’ la seconda pandemia per virulenza dopo l’influenza suina e consiglia alle comunita’ locali una serie di contromisure.

– Andare in giro con la simpatica medaglietta “Fotto e me ne fotto”, acquistabile direttamente sul sito dell’organizzazione;

Disinfettarsi le mani dopo il contatto con un sospetto malato ed avvertire le unita’ veterinarie più vicine per l’eventuale abbattimento del soggetto;

– Promuovere la promiscuità’ attraverso l’utilizzo indiscriminato di qualsiasi foro o oggetto fallico presenti in luoghi pubblici;

– Riciclare i vibratori usati, prestandoli a chi ancora non ne fa uso;

– Visione quotidiana di microclip porno, dedicate alla pratiche fetish più diffuse (per il programma, fate riferimento sempre al sito dell’organizzazione)

Per l’Italia, il ministero della Sanita’ ha istituito una linea verde dedicata a rispondere alle domande più frequenti dei cittadini.  

800 69 69 69

 Il numero e’ raggiungibile da rete fissa, cellulare e vibratore.

La Legge Universale della Sfiga Attrattiva (L.U.S.S.)

C’è una cosa su cui sono d’accordo con la Chiesa: siamo venuti al mondo per riprodurci. Siamo solo animali, e dobbiamo proseguire la specie, nel bene e nel male. E no, femministe di questa ceppa, non storcete il naso: potete fare la manager quanto volete, ma quando siete arrivate a 50 anni senza figli, e vedete le vostre amiche pensate di essere sfigate. Per cui, SHUT UP con le vostre teorie sull’indipendenza dal vostro utero. That is pure BULLSHIT.

Ciò premesso (serenamente e pacatamente, come sempre), mi chiedo una cosa: se siamo tutti nati per riprodurci, la natura dovrebbe averci donato di un meccanismo tale che alle persone che ci piacciano noi dovremmo piacere sempre. Così da evitare di focalizzarci su relazioni senza speranza, no? Ed invece non è così.

La vera unica legge universale della sfiga attrattiva (L.U.S.S.) dice il contrario: le persone che non ci piacciono provano attrazione per noi, mentre quelle ci piacciono no.

E’ un classico: la poesia mondiale e Laura Pausini non sarebbero mai esistiti senza questa tematica. Eppure, è una cosa senza senso. Perchè perdiamo il nostro tempo dietro a persone che mai e poi mai ci cagheranno neanche lontanamente? Siamo masochisti? Oppure è la natura, che nella sua infinita ironia, ci rende attratti da ciò che non possiamo avere?

Una cosa è certa: esiste una sola eccezione alla LUSS, e si chiama amore.

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