Steve Jobs, morto un simbolo. O una speranza?

La sua morte l’ho appresa dal suo iPad. Replicata altre mille volte dalle notifications sul suo iPhone ed il suo iPod. E’ morto un simbolo, come se fossero morte la Coca Cola o la Nutella. Steve Jobs trascendeva il marchio che aveva creato, era molto di più.

Quando in azienda vedevo manager indaffaratissimi che credevano di salvare il mondo, gli dicevo: “calmati, sei solo un impiegato, mica Steve Jobs”. Per me lui e’ stata fonte d’ispirazione continua. Dall’inizio della mia carriera. Ho sempre amato il suo stile sobrio di presentare, la sua voglia (o ossessione) di cambiare e migliorare la vita della gente.

Non m’inganno. Non era un benefattore, era un fottuttissimo genio del male. Ma senza di lui ho come l’impressione che si chiuda definitivamente un ciclo. L’America cede il passo alla Cina da tempo, ed ora perde anche l’ultimo tassello. L’Oriente si riprende le sue rivincite.

Steve sorride di questo. Ne sono certo. Lui, che del simbolo del peccato ne ha fatto la sua missione di vita, sapeva bene che l’unico peccato da non commettere era proprio fermarsi e compiagersi. Morto un Jobs, se ne fara’ un altro.

Ma nessuno rivoluzionera’ la nostra vita come lui. L’ultimo grande genio dei nostri tempi ci ha lasciati orfani della speranza di cui era portatore.

Momento di grande tristezza.

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iPhone o iFott?

 

Non so proprio cosa pensare di quest’oggettino del desiderio. Ero tentato, volevo comprarlo, ma dopo l’estrema delusione avuta dall’iTouch non mi sono voluto buttare subito nella mischia. E pare che i fatti mi diano tremendamente ragione. Ricapitoliamo tutte le sciagure del melafonino.

Insomma, più che sciagure, vere e proprie inculate. Considerando che costa dalle 500 alle 600euro, direi di andarci cauti e di attendere almeno 6-7 mesi prima di provare a vedere se i bachi della mela sono solo passeggeri oppure se si tratta di un vero e proprio iFOTT.

La gente dovrebbe imparare a fotter(sen)e di più anzichè farsi fottere sonoramente.

Un saluto e buona sera,

Il SarcoTrafficante

Amore a primo touch

Era notte quando l’ho visto per la prima volta. E’ stato un colpo di fulmine, amore a prima vista.
Dovevo averlo, farlo mio a tutti i costi. Così il giorno dopo mi sono alzato con un solo pensiero.

Mi alzo, mi lavo, mi vesto e mi dirigo all’auto. L’appuntamento è al centro commerciale.
In passato, ho flirtato con il cugino – tutta la loro famiglia bazzica quel luogo.

Quando arrivo al posto prestabilito, lo vedo subito: inconfondibile.
Non resisto più, mi avvicino e lo faccio mio.

Vorrei ringraziare solo suo padre per averlo creato.
Si chiama Steve Jobs, ed il mio amore si chiama Ipod Touch

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