La Primavera Italiana

Il vento del Nord e’ cambiato. O forse, e’ un vento del Sud, dall’Africa, dal mondo arabo. I giovani, Internet, e il cambiamento hanno travolto anche il nostro Vecchio, che non potra’ più coprire i segni della disfatta col Cerone.

Il Ventennio fascio-catodico e’ terminato, anche se faranno di tutto pur di tenerlo in vita con idratazione forzata. Perde il Vecchio, ma perdono anche le sue stampelle, il PDL ed il PD. Sarebbe da miopi attestare la vittoria al centrosinistra, o anche all’anti-politica di Grillo.

Ieri hanno perso i politici (tutti), ed ha vinto la Politica con la P maiuscola, la Polis, le ragioni del bene comune, della civilta’, della grinta moderata, dell’apertura al mondo. E’ finita la rappresentazione grottesca di una nazione impaurita da zingari, gay e terroristi.

Una campagna elettorale iniziata con lo slogan “For da i ball” finisce con un popolo che le palle le ha cacciate fuori. La battaglia e’ vinta, ma la guerra non ancora. Concentriamoci sui referendum del 12 e 13 giugno. Nucleare, acqua, legalita’: non possiamo tirarci indietro.

E subito dopo, si indicano le primarie, che dovranno incoronare il portavoce del Movimento. I partiti siano al suo servizio. Mai più leader carismatici, mai più miracoli o leggi straordinarie.

Che questo vento gentile e non-violento spazzi via l’Inverno del Potere.

E’ l’ora della Primavera Italiana!

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