Di Ventennio in Ventennio

Persino Anna Wintour, potentissima direttrice di Vogue America, ha un’opinione sul nostro premier. “Sono disgustata, dovete mandare via il Cavaliere”. E continua: “Da una parte il Made in Italy che vi fa onore in tutto il mondo, e dall’altra un politica cosi compromessa. Come fate a tollerarlo?”.

Come darle torto.
Ieri, durante la crisi mondiale, e mentre era riunito il G20 e all’ONU Abu Mazen pronunciava un storico discorso che portera’ alla creazione (inevitabile) di uno stato palestinese, il nostro premier si e’ intrattenuto 90 minuti con l’Ape Regina delle “cene eleganti”, Sabina Began. “Abbiamo discusso di temi spirituali”. Culi e tette entrano ufficialmente nella metafisica mondiale.

Quante volte abbiamo detto BASTA a questo governo? Quante volte dovremo farlo ancora perche’ avvenga? Le possibilita’ sono minime, molto più facile che Bonolis non sudi più nei suoi programmi. Viviamo il periodo peggiore della nostra storia. E la finanza non ce lo perdona. Il ventennio fascista si chiuse con la decapitazione di Mussolini a Piazzale Loreto. Questo ventennio berlusconiano si chiudera’ con la capitolazione dell’intero paese a Piazza Affari.

Servira’ almeno un altro ventennio per raccoglierne i cocci. Tristezza infinita.

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“Amaaaami Alfredo….” o della tragedia greca italiana

Che fine ha fatto Silvio? Non la vediamo più la bella premier donna, ma dov’e’ finita poverella? Dopo la sentenza sul lodo Mondadori (dovra’ sborsare 500 milioni di euro alla Cir) si e’ rintanata ad Arcore-No-More-Bunga-Bunga-Perche-Mora-sta-al-gabbio-povera-stellina e da li non si e’ mosso. Anche perche’ il fidato Letta gli ha consigliato di non farsi vivo per “evitare di turbare i mercati”. Cornuto e mazziato.

Intanto, la sua maggioranza perde pezzi. Milanese, Papa, Vizzini, Romano: tutti indagati dalla magistratura per reati che toccano falsi d’ufficio, corruzione, mafia ed altre amenita’. Il Presidente Napolitano ha preso il suo posto, perchè tanto i suoi ministri vengono sgamati a darsi del cretino a vicenda in pubblico e nel privato (beate siano le intercettazioni).

Anche la sua stampa di regime lo attacca. Gli consiglia di tornare alla rivoluzione liberale del 94. Di smetterla di occuparsi dei suoi affari giudiziari, e di fare la riforma del fisco. E data la situazione finanziaria, e’ come se consigliassero ad un malato di tumore di fumare canne. Lo fanno per farlo fuori definitivamente, verrebbe da pensare. Strani, strani tempi.

Silvio ci ha abituato a ritorni di coda improvvisi, discese negl’inferi ed ascese al paradiso inaspettate. Ma stavolta registriamo una novita’: neanche più lui ci crede, si e’ rotto le palle di fare la guerra con mezzo mondo per tenere a galla un’armata brancaleone appiccicaticcia, che lo fa somigliare all’ odiato Prodi.

La nota tragica e’ che siamo tutti spettatori/complici della sua tragedia – speriamo solo non sia greca. Perchè non stanno facendo una bella fine nell’attica….

Cas(b)a Italia

L’Italia è la vera Casa Delle Libertà.

O meglio: delle Libertà a Casa o a Caso.

La Casa: quell’irresistibile fascino simbolico da Mulino Bianco. Crollato il Muro di Berlino, la politica italiana si è trincerata nelle Mura Domestiche. Come ogni Paese piccolo borghese che si rispetti. Lo diceva già decenni fa Fogazzaro nel suo “Piccolo Mondo Antico”. Niente di nuovo.

Il primo fu Berlusconi, rubando la Villa di Arcore ad una minorenne. Poi venne Affittopoli, lo scandalo di case popolari ai politici, che coinvolse anche D’Alema. Seguì Scajola e la casa comprata “a sua insaputa”, costatagli le dimissioni. Ed infine, la Casa di Montecarlo che sta coinvolgendo Gianfranco Fini.

Ma perchè i nostri politici, che rubano con il talento di una pornodiva per i pompini, si sentono in colpa solo quando vengono “sgamati” su questioni di case? Perchè noi siamo un paese di proprietari di casa. Pare che circa l’80% ne possegga una, una cifra che non ha pari in Occidente. Ovviamente, tra i possessori s’includono anche chi paga un mutuo.

Ed è questo il punto dolente: un cittadino può sopportare che un politico faccia il furbo con tutto (chi non lo fa?), ma non sulla casa. Che pesa sulla basta paga per circa la metà dei redditi. Quindi, il ragionamento dell’italiano medio è: calpestami, sputami, umiliami – ma non pensare di fottermi sulla casa. Sennò t’inculo io. Virgola più, virgola meno.

Il risultato: l’opinione pubblica italiana è solo un’enorme lobby edilizia da 50 milioni di membri. Letteralmente.

E questo, perchè non siamo mai stati un Paese occidentale: siamo solo una colonia bizantina che si trova per caso vicino all’Occidente. Un Iran troppo ricco e grasso per accettare un colpo di Stato teocratico. Una Grecia troppo prudente per sprofondare in una crisi economica. Un Afghanistan dove i Talebani si chiamano Mafia, un Libano dove Hezbollah si chiama Lega Nord.

Noi italiani siamo tutto il peggio del peggio, ma un pò meno peggio del peggiore.

E rimane una sola speranza: lo sfratto. Ma non saprei se a sfrattare debbano essere i politici o noi che continuiamo a votarli.

Buona vita!

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