La prova del Nove

Sarà la mia indole irrimediabilmente ottimista a farmelo dire, ma il risultato di queste elezioni rappresenta una straordinaria occasione per cambiare il Paese, per sempre. E’ in tempi di crisi che si prendono le decisioni più drastiche, rivoluzionarie. Questa è la prova del Nove della nostra democrazia.

Grillo vuole cambiare l’Italia. Bersani vuole fare altrettanto. Ci sono molti punti in comune (altri assolutamente no). Non vedo alcun motivo per cui non si debbano alleare sui singoli provvedimenti per poi andare al voto a stretto giro (18 mesi massimo).

Mercoledì prossimo, il PD proporrà 8 punti di governo: che ci siano anche punti vicini a quelli espressi dagli elettori del M5S (un quarto degli italiani). Se non saranno inclusi, sarà l’ennesimo fallimento, l’ennesima chiusura all’esterno e all’esigenze della gente.

D’altra parte, il M5S dimostri quello che ha sempre detto di essere: un movimento. Ed in quanto tale, deve dimostrare di sapersi “muovere” ed evolvere in un partito in grado di prendere decisioni non puramente legate agl’interessi di bottega.

Ci sono interessi fortissimi in ballo. Ma c’è una lobby che già si lecca i baffi all’idea di un’Italia allo sbando: gli speculatori finanziari. Chiunque ci farà cadere in questo tranello (PD o M5S), dovrà fare i conti con la Storia. E con la propria coscienza.

Nota finale: Bersani sia Presidente del Consiglio in questo governo pro-tempore. Ma appena eletto, deve dimettersi dalla Segreteria del PD. Faccia spazio a Renzi, che avrà tutto il tempo per organizzare le fila per la prossima battaglia elettorale. Bersani dimostri di essere il segretario serio e credibile che io credo sia.

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Tutti a pecora!

Tutto logico. In una campagna dominata da polli, tacchini e giaguari, a trionfare é stata la pecora. La posizione che preferiscono gl’italiani di fronte alle grandi crisi che li colpiscono. L’unica risposta che sanno dare è quella della sottomissione al capo, del disprezzo della democrazia, dell’avvelenamento della vita politica. Che sia cosi, la Democrazia è grande anche perchè permette ai cittadini di annientarla deliberatamente.

Il dato è tratto: il 46% degli italiani sceglie dei comici miliardari per esser governati. Sommando a questi, il 25% degli astenuti, direi che il Paese si merita quello che ha votato: il caos piu totale. Il PD ha perso, è il grande sconfitto. Le ragioni sono molteplici, ma non mi ci voglio dilungare perchè è facile fare i saggi con il senno di poi. L’unica amarezza: non abbiamo dato voce ai disperati accecati dal pagliaccio sbraitante.

Io rimarró sempre democratico. Il nostro partito è l’unico PLURALE, senza PADRONI. Con una storia di libertá e di eroi morti per conquistarla. Ma bisogna guardare al futuro con speranza e gioia. Il Paese sta cambiando ed abbiamo una grande occasione per rigenerarlo davvero. In tempi di forte crisi, si trovano soluzioni straordinarie.

Adesso ai grillini lascio il beneficio del dubbio (non ho altra scelta). Se al parlamento dimostreranno di essere DAVVERO liberi dal loro padrone, mi ricrederó su tutto quello che ho detto su di loro. Se saranno COSTRUTTIVI e non solo distruttivi, dimostreranno il loro vero passaggio da sfascisti a padri fondatori della terza repubblica.

Le prime prove: legge elettorale, elezione del presidente della repubblica, legge conflitto di interessi.

Ci vediamo in Parlamento. Iniziate ad assumere una posizione eretta da oggi, che piegati viene la sciataglia.

Domani o si fanno gl’Italiani o si muore

Domani la vera sfida è tra chi ama l’Italia e chi la odia. Tra chi vuole più Europa e chi vuole l’autarchia. Per chi vuole diritti civili e chi vuole negarli. Tra chi pensa che la politica sia amore, luce, speranza e chi invece pensa sia disperazione, rabbia, distruzione.

Domani la vera sfida è tra DEMOCRATICI e FASCISTI. Non giriamoci tanto attorno. Dal 27 febbraio, infatti, entreranno diversi tipi di fascismo al Parlamento. 1) Berlusconiano. A tratti grottesco, popolano, ignorante, gretto e caciarone. 2) Ingroiano. Sono ex comunisti incazzati per non esser entrati in Parlamento, disposti a tutto pur di tornare a godere di comode poltrone borghesi. 3). Grillino, il più pericoloso.

Grillo nega la cittadinanza ai ragazzi nati e cresciuti in Italia solo perché figli di immigrati, ha tra le sue fila gente che dice NO alle unioni gay (“perchè a questo punto sposiamoci anche con gli animali”) e apre ai fascisti di CASAPOUND.

A chi mi da del mistificatore, vorrei citare le parole del loro guru. “Devono ringraziarci, perché noi occupiamo il vuoto che in altre nazioni prende il neofascismo”. Grillo, fatti una domanda e datti una risposta: secondo te, perché? Semplice: perché sei come loro, altrimenti non prenderesti manco un voto.

Credo nella Politica con la P maiuscola. Nella passione, nell’impegno civile  e civico, credo nell’amore verso la comunità, e la propria nazione. Credo in un Italia dove non ci siano più rigurgiti (s)fascisti e autoritari, dove un partito diventi tale e non un semplice franchising al soldo del miliardario di turno (Grillo e Berlusconi sono simili anche in questo).

Sogno un’Italia Giusta. Un’Italia che può prendere corpo solo se si sceglie la DEMOCRAZIA domani. Per chi vota il resto, si assuma la responsabilità di far tornare il fascismo in Parlamento dopo 70 anni.

Buon voto a tutti, e che DIO – o chi per esso – ce la mandi buona.

Liste (Ri)pulite

Io sono nato zappatore. Ho l’eleganza di un cinghiale zoppo. Cammino come un guappo napoletano. Dico parolacce a raffica. Rutto senza soluzione di continuitá. Quando indosso un vestito elegante, sembro una presa per il culo deambulante, un tamarro ripulito. Ed ecco cosa sono le liste presentate dai partiti alle prossime elezioni.

Il caso Cosentino è paradossale, ma anche emblematico della vicenda. Berlusconi lo ha cacciato, non perché fosse impresentabile, ma solo perché cosi gli dicevano i sondaggi. Niente di nuovo, il Cav ci ha sempre basato ogni sua mossa – anche gastroeterinale. Il paradosso risiede nel fatto di averlo persino dichiarato pubblicamente, senza alcuna vergogna. Il personaggio è coerente: se avesse davvero seguito una logica di opportunità politica, anche lui non si sarebbe dovuto ripresentare, ed invece è capolista in tutte le Regioni.

(Ndr. E’ stato il PD ad iniziare questa gara, escludendo due candidati siciliani in odor di mafia. Ma il fine è lo stesso identico di Berlusconi: a loro va dato atto di esser stati i primi e di aver mantenuto la forma, con la storiella della Commissione Nazionale di Garanzia).

Il problema della pulizia di facciata non riguarda solo il PDL ed il PD. Esistono anche le cosidette liste nuove, che sono un enorme riclico di antichi sarcofagi parlamentari. Scopriamo che nel RIVOLUZIONARIO condominio-Ingroia si sono ri-piazziati vetero-comunisti estinti, e Di Pietro, che dopo la famosa puntata di Report era diventato un paria. Insomma, la Rivoluzione Civica è solo un poverissimo Trasferimento di Civico dei trombati.

Che dire degli altri partiti.

Il Movimento 5 Stelle ha fatto le parlamentarie online, a cui potevamo partecipare solo gl’iscritti al partito da anni. Per evitare incursioni last minute – dice Grillo. Ma un partito la cui mission dichiarata è quella di far salire i cittadini al potere non può permettersi certi scivoloni salva-apparato da PCI. Evidentemente manco lo stesso Grillo si fida tanto della sbandierata Rete. Ed infine, Scelta Civica di Monti che mette come capolista dappertutto Casini: neanche commento, è come sparare sullo scudo crociato.

Che simpatici questi partiti. Vogliono far passare delle puttane consumate per verginelle caste e pure.

Il nuovo che avanza puzza solo di avanzato.

Al bar non hanno più vergogna di sostenere Berlusconi

E’ successo proprio oggi, sono ancora sotto shock. Al bar, entro bellino a leggere il giornale quando appare un essere mezzo umano mezzo pubblicitario, vaneggiando sulla grandezza di Berlusconi, che salverà l’Italia dai comunisti e dai tecnocrati, che toglierà il bollo della macchina, l’ICI e tutte le altre tasse. Conto fino a 10, ma poi sbotto: “Capisco gli scompensi ormonali dovuti a evidente mancanza di sesso, ma non credo che un nano truccato da trans te li risolverà”.

Mi risiedo, sperando di averlo tramortito, ma quell’entità malefica inizia a sbraitarmi contro, dice che sono anti-italiano, che sono schiavo del capitalismo e altre minchiate da volantino di Scientology. Rutta qualche altra imprecazione, e se ne va nello stupore di tutti.

Analizzando la situazione con lucidità posso dirvi che quest’accaduto – per quanto grottesco – manifesta una netta inversione di tendenza nel mood pubblico attorno al Cav. Prima nessuno si sarebbe azzardato a definirsi berlusconiano in pubblico; adesso escono fuori sostenitori come funghi. Non è un segnale da sottovalutare. L’exploit TV di B, di cui l’episodio santoriano ne è stata la consacrazione massima, sta sortendo gli effetti desiderati. Nei sondaggi, e nell’esperienze di ogni giorno.

Non sono preoccupato, sono certo che il PD stravincerà alla Camera – anche grazie ad una legge elettorale di merda. Purtroppo rimane l’incognita Senato. Se non si vince in tutte le regioni – comprese Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia – saremo costretti ad accordi con i montiani. Un problema enorme per un paese che ha bisogno di riformisti VERI, e non tecnici riciclati dalla politica. Peraltro, Berlusconi ruba voti all’astensione e a Grillo, non di certo ai centristi che sono saldi al 15%. Quindi, il vero nemico sono proprio loro.

Gl’italiani decideranno chi e cosa votare. Io posso dire solo una cosa: l’unico partito in Italia senza nome nel simbolo è il PD. Questo, perchè è l’unico movimento senza padroni, se non i suoi elettori. E’ l’unico partito che ha aggirato la legge-porcata istituendo le primarie dei parlamenti e del candidato premier. L’unico che non promette sogni, ma un’agenda fatta di speranza e sacrifici.

Non sono bravo con la propaganda. Ma se siete liberi, e volete continuare ad esserlo, non esiste altra scelta.

Cosa c’insegna la sconfitta di Santoro

Berlusconi – Santoro/Travaglio 10-0. In due non sono riusciti ad abbattare il suo spirito leonino e istrionico. Loro, esemplare tipico di noiosi sinistroidi bacchettoni, lo accusavano e lui rispondeva con battute spiazzanti. Loro snocciolavano fatti su fatti, lui li seppelliva con un sorriso.

Non ci sono santi. Purtroppo il Cav ci sa fare, e da quando è tornato in tv (e si fa fare le domande) é addirittura piu simpatico. La strategia funziona: il Pdl sta attorno al 20%, guadagnando punti su punti e affondando Grillo nell’oblio. Good news: il PD é saldo al 33%, segno che il riformismo é maggioranza relativa nel Paese.

Bersani deve stare molto, molto attento. L’8 febbraio ci sará la sfida Tv tra lui, Monti e Berlusca. E Silvio giocherà la carta di “Loro due sono i poteri forti, io sono l’uomo del fare e della gente”. Bersani deve continuare sulla stessa linea, finora vincente: uomo concreto, onesto, trasparente e rassicurante.

Ma non deve attaccare Berlusconi frontalmente. Ripeterebbe l’errore di Santoro, e poi questo sará il ruolo di Monti. Pierluigi dovrá limitarsi a dare le sue ricette per il Paese, deve rendere palesi le priorità della sua Agenda; insomma, dare l’impressione di essere giá Presidente.

Si chiama “Blue Ocean Strategy”. Quando il mare è pieno di squali, lasciali sbranare tra loro e vai in un altro mare. La vittoria del riformismo é a un passo. Ma non sottovalutare l’avversario fará la differenza tra vincere zoppi e trionfare.

Nessuno vuole un Prodi2.

Frottole, Fritti e Froci

In campagna elettorale, i politici promettono sempre il culo a noi elettori; eppure quando vincono, ce lo chiedono indietro con gl’interessi. Ironie delle democrazie moderne. Grazie alla recente candidatura di Monti, assistiamo anche al processo inverso: lui prima ci ha tar-tassato, e adesso promette di rivedere tutti balzelli che ci ha imposto.  Ma badate bene, non è il solo a raccontare frottole pre-elettorali.

Parlando di ex berlusconiano di ferro, Tremonti, lui ha addirittura creato il movimento 3L* la cui mission precisa è quella di far abolire l’IMU, perchè ritenuta incostituzionale. Qui siamo alla schizopatia: lui l’ha creata, e lui la vuole abolire. Ma in fondo, cari amici, perchè sorprenderci? Dalle stesse fila proviene Calderoli, che prima fece la legge elettorale, e poi la definì una porcata. Tafazzi che si dava le martellate sui coglioni era uno stagista a confronto di questi consumati masochisti.

Sempre della serie “Per un pugno di voti in più”, l’evergreen – fritto e strafritto – rimane Silvietto “bell ‘e mamma soia”, che è recentemente arrivato a dire SI alle coppie gay. Lontani sembrano gli anni della sua crociata familista, dall’alto delle cosce delle sue Olgettine. Peraltro, io credo che lui abbia sempre finto contrarietà per convenienza politica (l’apparentamento con il clero frutta sempre qualche voto). Se fosse per lui, più orgasmi per tutti e non rompete i coglioni.

La sinistra per ora si tiene lontana dalla bolgia, per pura strategia politica – come spiegavo in un post precedente. Ma siamo certi che il mix congiunto Ingroia, Di Pietro, Vendola produrrà ben presto qualche chiccha social-populista interessante. Su, compagni, impegnatevi a dire qualche cazzata pure voi, che avete una lunga tradizione alla spalle da rispettare!

Arrivederci a tutti. Passo e chiudo.

*”3L”, non sta per “LeccameLo Lì”, ma Lista Libertà Lavoro, porcelli!

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