Ti Fidi di Fini?

Io non mi fido di Fini. La sua coerenza e’ inversamente proporzionale alla sua capacita’ retorica. Era fascista, ma poi ha smesso. Era Berlusconiano, ma poi ha smesso. Era anti-Berlusconiano, ma poi gli ha votato la fiducia. Cosa e’ Fini? Dove vuole arrivare?

La votazione di ieri e’ servita solo a far cassa. Ora il suo gruppo e’ decisivo per la tenuta del governo, ed intanto, lui ha preso tempo per farsi il partito della destra moderna. Ma di nuovo la domanda: cosa e’ questo nuovo partito?

Vogliono la democrazia interna dei partiti, ma poi sono tutti pendenti dalle parole del capo. Sono per la cittadinanza agli stranieri, ma hanno votato loro la Bossi-Fini. Sono per i diritti civili e per le coppie di fatto, ma hanno votato contro l’aggravante omofobia. Sono per una giustizia uguale per tutti, ma vogliono lo scudo per il Premier.

Più che una destra moderna, sono una destra mancina. Con un solo capo, e nessuna coda. Come pensano di governare? Persino Berlusconi e’ più trasparente. Ed allora il dubbio mi assale: ma non e’ che l’hanno messi li’ solo per far apprezzare di più Berlusconi? O addirittura peggio: non saranno mica uno dei tanti diversivi Minzoliniani stile gara dei cani in Val Brembana?

Ma soprattutto, sognan o sono destri? Il dubbio non ci abbandonera’ facilmente. O forse, decideremo di cambiare canale.

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Repubblica Popolare Italiana

Per via dello stallo politico italiano, gli scenari futuribili sono infiniti. Per fare chiarezza, noi de IlSarcotrafficante abbiamo raccolto le testimonianze di fonti interne al Parlamento (che vogliono rimanere anonime); ve le riportiamo di seguito con nomi fittizzi.

Julio ThreeMountains: “Diamoci un taglio:  governissimo Bossi-Tremonti, con eliminazione del parlamento e dell’esecutivo. Bossi si occuperà delle banche del Nord, io di tagliare il Sud dalle cartine geografiche”.

Ferdinand Mess: “Se Dio vuole,  un Governo teocratico con a capo Bagnasco. A sostenerlo UDC e tutti quelli che dimostreranno di portare il cilicio da almeno sei mesi continuativi. La Binetti ci ingannò: era solo rosmarino”.

Italy Blowjob: “Via la Lega e Governo sostenuto da Fini, Casini e PDL. A capo, Elisabetta Tulliani. Creeremo il nuovo polo, La Casa delle Licenze Immobiliari”.

Humphrey Bossart: “Tagli al welfare: spariamo negri, ebrei, froci, badanti e vecchi. Tremonti a capo del Governo della Serenissima, con sede nel garage di mio figlio. Accanto ai poster di Sabrina Salerno e Frodo Baggins“.

Nick Selling: Proposta non pervenuta. Si è limitato a dire: “La Costituzione è poesia, la Politica è metafora, Il Parlamento è un fiore appena sbocciato, D’Alema è il Tavernello, Io sono un intenso Chianti”.

Tony Rock: Ha prima tentato di farci arrestare, poi ha dichiarato: “Tutti i politici in carcere in maniera preventiva. A votare i parlamentari, saranno le guardie giudiziare per un Governo di Sicurezza Nazionale”.

PierLouis BerHealthy: “Dobbiamo abbattere il regime neocolonialista imperialista democristiano. Abbasso Andreotti, abbasso il CAF“. Poi, si è suicidato, credendosi Raul Gardini.

Come vedete, le nostri fonti non riescono a trovarla una visione comune, ma vi consigliamo un acquisto ingente di vasellina per quest’inverno. Ne servirà molta.

Il nuovo Partito di Veltroni e Bocchino

Nella categoria dei grafomani compulsivi mi ci ascrivo a pieno titolo. Ma almeno non ricopro ruoli pubblici. Non si può dire la stessa cosa di Ualter Veltroni e Italo Bocchino. I due simpatici rivoluzionari della porta accanto.

Il primo ha scritto al Corriere della Sera un’accorata epistola al suo Paese. I passaggi salienti del suo intervento mettono nostalgia e maliconia, come una vecchia puntata de La Piovra. Peccato lui non sia Michele Placido (in compenso, ha lo stesso nemico, la Mafia ovvero Berlusconi).

“Sento di avere il titolo di parlare agli italiani, perchè sono stato uno dei pochi a ritirarsi dopo la sconfitta”. Mio caro Ualter, quando parli alla nazione, non è che stai tra i quattro gatti della tua fondazione – devi elaborare un discorso organico, altrimenti faciliti troppo i blogger rompipalle (come me) a spararti addosso. Il tuo ritiro è stato un dovere dettato dall’opportunità politica: che gli altri non lo facciano conta poco. Inoltre, c’è un’insanabile contraddizione tra l’incipit (il ritiro) e le azioni successive (creazione di una fondazione nel tuo partito, ed ora anche appelli alla nazione). Tu scrivi romanzi, dovresti saperlo: i salti logici vanno bene solo se il protagonista è uno schizofrenico o un lupo vestito da agnello. Altrimenti, il lettore lascia il libro a metà, e si compra Novella 2000, che almeno un pò di coerenza ce l’ha.

Bocchino, l’altro eroe postmoderno, ieri si è rivolto a Berlusconi dal sito di Generazione Italia, la fondazione di Fini. Dopo mesi passati a riempire Silvio di feci ed insulti vari, deve essersi pentito. (Obiettivamente, le ultime foto del Premier fanno pena: panza e tettine cadenti non si sposano con la solita immagine da latin lover).

“L’unica strada è varare un nuovo governo con un profilo alto che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd”. Caro Italo, siamo della stessa città, e so che i miasmi della monnezza generano alterazioni di coscienza; però non esageriamo. 1) Fini non ha ancora un partito, ma solo un gruppo parlamentare: tra i dui ci passa l’inutile dettaglio del voto dei cittadini; 2) Che Fini, Casini e Rutelli siano bellocci è pacifico: un loro governo avrebbe un profilo greco, ma non mi azzarderei a definirlo “alto”; 3) I moderati del PD: ce ne sono anche di non-moderati lì dentro?; 4) Non è Berlusconi, nè nessun altro a “varare un governo”: lo fa SOLO il Presidente della Repubblica. (Ormai il “tiro della giacchetta” di Napolitano è lo sport nazionale: il comitato olimpico ne sta valutando l’inserimento ai prossimi Giochi di Londra, ndr).

Le somiglianze tra i due rivoluzionari è impressionante. Entrambi si fanno portatori di sani principi, contraddicendoli. Entrambi creano fondazioni che – paradossalmente – sfondano i loro partiti. Tanto che ci domandiamo perchè non ne fondino uno assieme. Il PDU: Partito Depressi Umiliati.

Avrebbe un seguito incredibile. Soprattutto, se ad ogni tesserato dessero una pasticca di Prozac.

L’insostenibile leggerezza del Bocchino

Chi l’avrebbe mai detto che Berlusconi andasse contro un Bocchino! Eppure ora pare sia divenuto addirittura un Cancro da debellare! C’est tous possible en Italie! Ormai nel Pollaio delle Liberta’ e’ guerra aperta tra Pidiellini e Finiani (Bocchino in primis); oggi e’ la resa dei conti: la direzione generale si riunisce per firmare un contratto di non belligeranza. E molte sono le incognite all’orizzonte. Parleranno Berlusconi, Fini e 50 dei suoi, concludera’ il Premier donna stesso. Le ipotesi sul tavolo sono cinque.

1) Berlusconi chiedera’ alla minoranza di votare quello che decide la maggioranza e di pagare pegno lavando i cessi pubblici ai meeting leghisti di Pontida;

2) Fini tornera’ all’ovile, chiedendo un posto a Sandro Bondi tra le pecore del partito; Bondi belera’ al suo Capo in cerca di autorizzazione a procedere, che potrebbe anche non arrivare;

3) Siccome Berlusconi dichiaro’ di voler curare il cancro, sottoporra’ a chemioterapia di gruppo l’intera direzione e fornira’ a tutti i suoi parrucchini per nasconderne gli effetti collaterali;

4) Berlusconi cedera’ al Bocchino, come ha gia’ fatto più volte in passato;

5) La direzione sara’ criptata, perche’ intercettazione criminale in base alla nuova legge che la punisce con il carcere; il TG1, al suo posto, trasmettera’ un servizio sull’indecorosa crescita di erbacce sulle panchine dell’asilo dove la Trota Bossi jr fu bocciato più volte fino alla tenera eta’ di 16 anni.

Nell’attendere questo scontro fra titani, io mi ritiro a lavorare. Anche se c’ho dentro una minoranza che mi spinge a non fare un cazzo. Vedremo chi vince.

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