Esercito Ruttonario

Ieri la Lega ha depositato un disegno di legge sull’istituzione di eserciti regionali. Piccola bagarre con Calderoli, che pensava di aver firmato per eserciti LEGIONARI. “Mi dissocio” ha dichiarato – e per sfogarsi, ha dato fuoco al codice penale, danzando nudo ai ritmi celtici di Enya.

Bossi, ministrello delle riforme, si dice soddisfatto: “finalmente una riforma epocale”. Ma Silvio se l’e’ presa, perche’ ha il copyright sull’espressione. Umberto, amico di sempre, ha rettificato: “finalmente una riforma e’ pocale!”. Riformando anche la grammatica. Instacabile, tenero e balbuziente ministro.

La proposta di legge prevede che i nuovi militari intervengano solo in casi di emergenze sul territorio. Assieme alla Protezione Civile, e alle telecamere di Porta a Porta. Qualcuno ha obiettato che ci saranno più aiutanti che gente da aiutare. Ma Borghezio dal Parlamento europeo ha tuonato: “froci, culaton, rott in cul!”. Era solo una registrazione partita erroneamente dal suo ufficio stampa.

Rimane un mistero la copertura economica. Considerando che l’attuale esercito gia’ naviga in cattive acque, Tremonti ha ingegnato un nuovo meccanismo fiscale: un’accisa sulla pizza margherita. “Ce lo impone l’Europa, e la Cina e’ dietro l’angolo. La globalizzazione e’ colpa di Prodi” ha dichiarato ai giornalisti che gli chiedevano spiegazioni sul nuovo dazio.

Diversi i detrattori. Il ministro La Russa e’ indignato: “L’esercito non si parcellizza!”. E poi ha mandato a fanculo un passante, tanto per non perdere l’allenamento. Il PD e’ diviso. Chi sostiene sia un’ottima idea per dare occupazione, altri sono contrari perche’ e’ una riforma propagandistica. La sintesi l’ha fatta a fine serata Bersani: “Noi del PD daremo battaglia in Aula su questo provvedimento”. Nel fuori onda, il segretario si e’ rivolto a Letta, chiedendogli di cosa si stesse parlando.

Se cercate di cambiare canale, non potete. Questa e’ l’Italia, bellezze!

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Dov’è la Carfagna?

Non facciamo gli ipocriti: ogni giorno decine di donne vengono picchiate e seviziate senza il nostro minimo intersse. Ora ci scandalizziamo, solo perchè c’era una telecamera a riprendere la scena. E via con i dibattiti alla macchina del caffè,  con la stessa disinvoltura con cui discutiamo delle mutande dell’ultimo tronista di Uomini&Donne. Dopo poco, l’interesse cala e torniamo a infilare la testa nella sabbia della quotidianità.

Ma il ministro delle Inopportune Disparità dov’era mai finita ieri? A pilates o in una sessione intensa di nail art? Perchè nessuno ha riportato le sue dichiarazioni. Forse il fatto che la vittima fosse una cittadina romena, e che l’aggressore fosse un ventenne romano non piace all’apparato xenofobo-propagandistico del suo governo? Bossi, quando ha sentito la nazionalità della donna, ha rettificato il comunicato stampa. L’originario recitava: “Rumeni fuori dall’Italia”; il definitivo è stato: “Italiani dentro le Rumene!”. Con il beneplacido di quel latin lover di Silvio.

Prendi una donna, trattala male – cantava Ferrandini in Teorema. Ma ormai l’unica ad essere suonata è la donna. Suonata dalla società, dal mondo del lavoro, dalla doppia vita madre-lavoratrice, da mariti ingombranti, da figli esigenti. Solo un pazzo deciderebbe di nascere donna allo stato attuale delle cose. E mi sovviene una ragazza trans che mi disse tempo fa: “E tu credi davvero che se avessi potuto sceglierlo, avrei fatto questa vita di merda?”.

Purtroppo aveva ragione. Ogni giorno di più.

Italiani veri e Italiani strillati

Vorrei che Bossi prendesse la metro con me ogni mattina alle 6. Vorrei che poi salisse in carrozza dello sporchissimo treno Roma-Nettuno che mi porta a Pomezia. Gl’italiani saranno l’1% dei passeggeri, gli stranieri la stragrande maggioranza.

Hanno tutti il loro zainetto con merenda e ricambi, sono allegri, alcuni cantano, altri dormono, altri ancora mangiano il cus cus. Ti viene il sorriso, perche’ vedi tante razze e tante storie, tutte unite dal lavoro, dalla fatica, dalla dignita’.

Vorrei che Bossi portasse con se’ suo figlio Renzo, che ha candidamente ammesso di percepire 10mila euro al mese. Vorrei chieder loro: secondo voi, se questi signori immigrati non andassero a lavoro, ci sarebbe qualche italiano disposto a svegliarsi alle 5 al posto loro? Dubito fortemente.

L’Istat sostiene che quasi il 10% del PIL dipende dagl’immigrati. Ma il paese presenta una % di lavoro nero tra le più alte in Occidente. Per cui, possiamo spingerci ad un buon 15%. Considerando che gl’immigrati sono il 7% della popolazione (ma quelli in eta’ lavorativa saranno un 5%), sono tra le fasce più produttive del paese.

E allora mi chiedo. Chi merita di più la cittadinanza italiana? Chi si sveglia alle 11 per guadagnare decine di migliaia di euro solo per stramazzare in comizio e ruttare ad ogni buona occasione, oppure chi si fa il mazzo ogni sacrosanta mattina per mandare avanti il paese?

La risposta e’ tristemente scontata. Come le opinioni di certi politici, che sembrano averle acquistate in offerta alla fiera delle ovvieta’.

Buona settimana a tutti. Italiani veri, e italiani strillati.

I sogni NON son desideri

Di cosa dovremmo parlare? Ah si, di Bossi che fa la pace con Alemanno abbuffandosi di rigatoni davanti al Parlamento. Quello gia’ rutta di norma, alla larga quando digerira’ la pajata romana.

Oppure di Berlusconi che annuncia l’invio di dieci milioni di libricini sull’operato del governo. Riedizione del primo famoso “Una storia italiana”, l’unico libro più diffuso al mondo, ma letto solo dall’autore.

Oppure della nomina a ministro dello sviluppo economico di un uomo di Pubblitalia, roba che ormai non e’ più conflitto d’interessi, ma genocidio del buon senso.

No, di tutto questo non dobbiamo parlare necessariamente. Perche’ e’ solo un bruttissimo incubo, ed io voglio tornare a dormire. Fino alla prossima legislatura.

Non è un paese per vecchi. Ma de rincoglioniti si!

Il Padre della Trota che da del Porco alla Lupa e’ da barzelletta, eppure e’ successo oggi. Ed a coronare il tutto, si e’ palesato pure Pierino-Alemanno: “Vado da Berlusconi”. Bravo, vai da papi, che tanto ti manda a puttane. Letteralmente. Il casus belli e’ l’ipotesi di spostare a Roma il GP di formula 1. Apriti cielo, fiato alle trombe e ad altri orifizi. Bossi ha rantolato il suo urlo di battaglia ai fedelissimi. Applausi, rutti e peti per rendere onore al politico più caseario di sempre.

La Formula 1 non si tocca. Le quote latte non si toccano. L’Unicredit non si tocca. Il federalismo non si tocca. Questo governo e’ uno spot Breil: toccatemi tutto, ma non il mio Umberto. Ma cosi facendo, B perde consensi a chilate: il PDL è sotto il 30%, incalzato da un Fini all’8% – nonostante l’impegno profuso da Vittorio “SpalaMerda” Feltri. Non il clima ideale per il discorso alla Camera sui famosi “cinque punti”, che a questo punto rischiano di diventare mille puntine nel culo del premier.

Nessuna novita’ dal fronte opposizione. Bersani e Veltroni hanno fatto la pace dopo mille letterine isteriche sui giornali. Ed intanto, il terzo gode: Vendola e’ ai massimi di popolarita’, subito dopo Marx e Sabrina Salerno. Feltri non ci sta: pubblicherà un video inedito del giovane Nichi, che canta l’internazionale comunista vestito da Sabrina in Boys Boys Boys. Ed a completare il quadro, Beppe Grillo che manda a fare in culo a raffica dalla sua Woodstock versione Polly Pocket. Nessuno se n’e’ accorto che era un comizio, manco lui. Tanto che, confuso, pare chiedesse 40 euro a testa per assistere allo spettacolo.

Sempre meglio, miei cari trafficanti. E questo e’ solo l’inizio settimana!

Buona vita a tutti!

Repubblica Popolare Italiana

Per via dello stallo politico italiano, gli scenari futuribili sono infiniti. Per fare chiarezza, noi de IlSarcotrafficante abbiamo raccolto le testimonianze di fonti interne al Parlamento (che vogliono rimanere anonime); ve le riportiamo di seguito con nomi fittizzi.

Julio ThreeMountains: “Diamoci un taglio:  governissimo Bossi-Tremonti, con eliminazione del parlamento e dell’esecutivo. Bossi si occuperà delle banche del Nord, io di tagliare il Sud dalle cartine geografiche”.

Ferdinand Mess: “Se Dio vuole,  un Governo teocratico con a capo Bagnasco. A sostenerlo UDC e tutti quelli che dimostreranno di portare il cilicio da almeno sei mesi continuativi. La Binetti ci ingannò: era solo rosmarino”.

Italy Blowjob: “Via la Lega e Governo sostenuto da Fini, Casini e PDL. A capo, Elisabetta Tulliani. Creeremo il nuovo polo, La Casa delle Licenze Immobiliari”.

Humphrey Bossart: “Tagli al welfare: spariamo negri, ebrei, froci, badanti e vecchi. Tremonti a capo del Governo della Serenissima, con sede nel garage di mio figlio. Accanto ai poster di Sabrina Salerno e Frodo Baggins“.

Nick Selling: Proposta non pervenuta. Si è limitato a dire: “La Costituzione è poesia, la Politica è metafora, Il Parlamento è un fiore appena sbocciato, D’Alema è il Tavernello, Io sono un intenso Chianti”.

Tony Rock: Ha prima tentato di farci arrestare, poi ha dichiarato: “Tutti i politici in carcere in maniera preventiva. A votare i parlamentari, saranno le guardie giudiziare per un Governo di Sicurezza Nazionale”.

PierLouis BerHealthy: “Dobbiamo abbattere il regime neocolonialista imperialista democristiano. Abbasso Andreotti, abbasso il CAF“. Poi, si è suicidato, credendosi Raul Gardini.

Come vedete, le nostri fonti non riescono a trovarla una visione comune, ma vi consigliamo un acquisto ingente di vasellina per quest’inverno. Ne servirà molta.

Febbragosto

“L’impegno per la libertà religiosa dev’essere incrollabile […] è legato all’essenza stessa di ciò che siamo”.

Questo il succo del Discorso della Montagna di quel Cristo moderno, che è Obama. Segna una pietra miliare per la civiltà, che non sarà eguagliata facilmente per altri anni, se non secoli. L’ultimo fu proprio il presidente Jefferson a sancire questo straordinario principio con il Virginia Act del 1777. Ma prima di lui, fu la Regina Elisabetta I d’Inghilterra la prima sovrana al mondo ad occuparsi di religione in senso moderno, con l’Act of Uniformity del 1558. Obama si iscrive a pieno a questa lunga tradizione di libertà di coscienza, a totale predominio anglofono (non fu l’inglese Hume a contestare anche la stessa fede scientifica con la Critica al principio di causalità?).

Tutto è opinable, tranne una cosa: la libertà di crederci. Ma non solo. E’ l’orgoglio di distinguere il proprio Paese dal resto mondo a spingere questi grandi personaggi ad una resa dei conti con la paura delle paura, quello del diverso da noi. Un atto di coraggio, misto ad orgoglio nazionale, creano un cocktail esplosivo di modernità assoluta. Lo Stato come distributore incondizionato di diritti e doveri, e non dispensatore di odio e prevaricazioni.

Nell’Italia di oggi, invece, lo Stato è diventato semplice elargitore di prebende e omaggi in mano ai potenti. Memorabile il Discorso della Pagnotta di Bossi: “La legge sul legittimo impedimento gliela dobbiamo a Berlusconi”. Anche questa dichiarazione rimarrà insuperata nei secoli, ne siamo sicuri. E sulla libertà di culto, il governo attuale non è da meno. Frattini, ministro degli Esteri: “Nessuno può toglierci il diritto di esporre il crocifisso. Ci rivolgiamo all’ONU per sancire il diritto fondamentale di credere”.

Neanche Feurbach (che disse: “Non è Dio ad aver creato l’uomo, ma l’uomo ad aver creato Dio”) riuscì in un capovolgimento logico tanto ardito. La libertà di culto non è più garantire che tutti esprimano le proprie credenze, ma è sincerarsi che tutti esprimano la stessa. Libertà di culto, o meglio, di UN SOLO culto (d’altro canto, anche la spartizione dell’8xmille segue le stesse logiche dello Stato-distributore automatico, di cui sopra).

Gesù andava contro i farisei, ma Frattini gli si sarebbe messo a novanta. Eppure, se lo stesso Gesù si fosse candidato oggi, nessuno lo avrebbe votato. A meno che, al posto dei 13 apostoli, si fosse circondato di 13 mignotte ed avesse eletto Maria Maddalena ministro delle Pari Opportunità. Ma questa è un’altra storia.

Buon Ferragosto!

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