Cloonalis, storia di una democrazia mancata

Viene da scrivere un enorme “sti ca**i” a tutti i giornali di gossip; e neanche noi del sarcotrafficante ce ne occuperemmo se non fosse una questione di principio. Stiamo parlando del caso dell’anno sulla coppia dell’anno attorno alla quale gira il rumor dell’anno: Clooney-Canalis, e’ solo una copertura per la di lui omosessualita’?

Della risposta me ne puo’ fregare di meno, anche perche’ credo che coprire la propria omosessualita’ con una velina sia come coprire un brufolo con un cerotto: dopo peggiora, ed esce pure il pus. Do per scontato che Clooney sia molto “più intelligente che bello”.

La questione e’ che si crei il caso Cloonalis, che esista questo caso. Perche’ alla base c’e’ un solo grande e strisciante messaggio di omofobia pruriginosa, la stessa dei preti cattolici e dei perbenisti retrogradi.

Questi sporchi froci esistono (sono pure belli!!!), ma voglio vederli capitolare, distruggersi, solo rigorosamente in tv: cosi non mi sporco le mani. E cosi non faccio neanche il minimo sforzo per pensare che forse mio figlio o il vicino di casa lo siano. Che rimangano pure nel loro recinto dorato, please.

Non solo: e’ un caso di maschilismo poco celato. Si fa passare per naturale che una donna eterosessuale accetti di buon grado l’umiliazione di stare con un uomo per convenienza. E’ una donna, ergo Velina, ergo interessata solo ad avere successo nello showbiz. La parabola della donna si ferma li’.

Ed infine, c’e’ anche tanta voglia di veder capitolare uno dei più grandi sex symbol dello star system. Questa invidia endemico-pervasiva che occlude i neuroni dell’opinione pubblica e’ onnipresente. E prima o poi, attacca tutti, Obama incluso.

Non ci facciamo una bella figura ad interessarci di questo caso.

L’Occidente che tanto ci tiene ad esportare la democrazia non ne ha mai importato i principi base: dal rispetto per il diverso alla presa di coscienza che ognuno ha il sacrosanto diritto di fare quello che cazzo gli pare nella propria vita.

Prima di esportarla, perche’ non l’apprendiamo anche noi questa benedetta democrazia?

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Le lista Ciquita

Ricapitoliamo.
1. La scorsa estate, Gian Antonio Stella pubblica un best-seller “La Casta”, dove mette alla berlina tutti i privilegi pecuniari dei politici italiani. 300.000 copie vendute in pochissimi mesi. I giornali iniziano a parlare di “nuova ondata antipolitica come nel ’92”.
2. Lo scorso 8 settembre, Grillo organizza il V-day supportato dalla rete di meet-ups creati grazie al suo blog. Un successo senza precedenti. La proposta di legge per “pulire il Parlamento” viene firmata da 300.000 persone in un solo giorno. Il comico dichiara: “Nessun partito politico, i partiti li voglio distruggere”.
3. Domenica 16 settembre. Grillo pubblica sul suo blog un pezzo dove propone ai meet-ups di farsi lista civica. Lui non parteciperà a tali liste, se non apponendo un bollino di certificazione “beppegrillo.it” a garantire il rispetto di alcune norme essenziali (nessuna affiliazione a partiti e membri totalmente incensurati).

Tentiamo un’analisi di questa situazione.

L’antipolitica è una caratteristica cronica dell’italiano medio – in classifica, si trova giusto dopo la dieta a zone e poco prima di “Uomini e Donne”. Ma a differenza di queste ultime, esiste dai tempi dell’instaurazione della Repubblica e rimane lì immobile, ultimo baluardo dell’uomo “che deve de puzzà”. Siamo un anti-popolo, nel senso che amiamo tutto ciò che sia anti-qualcosa, perchè adoriamo distruggere ciò che già c’è. O meglio, amiamo pensare che qualcuno lo faccia, ma nell’ora della verità, preferiamo le tette della Canalis in TV.

Siamo un anti-popolo, non perchè siamo disgustati dai privilegi dei politici, o perchè vogliamo rivoluzionare lo status quo. La vera motivazione è una ed una soltanto: INVIDIA, pura e cruda. Non vogliamo abbattere un bel niente. Godiamo nel vedere chi è più ricco, più bello cadere e morire sotto lo sferzante giudizio della massa popolare. Amiamo le gogne televisive, le lapidazioni virtuali e i bucatini all’amatriciana con lo stesso identico fervore. Forse i bucatini, con maggiore vigore.

L’antipolitica è in realtà una pro-invidia acuta. E la politica dell’indignazione che Mr Cricket sta portando avanti, con il suo fare giullaresco e un pò strafottente non è altro che un’ottima maschera con cui l’italiano potrà nascondersi alle prossime elezioni. Si vuole sostituire ai radicali, da sempre roccaforte del voto di protesta; e non a caso lo stesso Pannella si è sentito in obbligo di sfidare ad un “duello virtuale” proprio l’astro nascente del qualunquismo in salsa bit.

Mr Cricket ora si è inventato un fantastico bollino blu da appiccicare alle liste civiche – o meglio, liste Ciquita – per le prossime elezioni amministrative. Idea originale, senza dubbio. E d’altronde, sono anni che politologi di tutto il mondo apostrofano l’italia come la “Repubblica delle Banane“. Era ora che qualcuno agisse di conseguenza. Bravo signor Grillo.

Attendiamo che l’uomo del blog abbia detto sì.
E a quel punto, la macedonia sarà al completo e potremo finalmente considerarci alla frutta.

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