“Il Mago della Truffa” e “Mine Vaganti” – due film, un solo stereotipo

Se non fosse una storia vera diresti che e’ tutta una boiata. Eppure, “Il Mago della truffa” con Jim Carey e’ tratto da un caso di cronaca degli anni Novanta. Un uomo socialmente ineccepibile (etero, moglie biondissima, lavoro rispettabile e tanti canti in Chiesa)  decide di dare una svolta alla sua vita dopo un incidente stradale: ammette la sua omosessualita’, inizia a truffare per avere sempre più soldi con i quali viziare i propri compagni, e finisce in carcere innunerevoli volte. Magistrali le interpretazioni di Carey e Ewan McGregor, e una fotografia davvero spettacolare.

Sempre sul tema omo, anche il film “Mine Vaganti” di Ozptek. Storia del coming out di due fratelli che distrugge l’armonia di una famiglia tradizionale pugliese. Una commedia decisamente brillante quando e’ commedia; ma un polpettone quantomai deprimente, quando sembra darci lezioni di vita.

In ogni caso, entrambi i film hanno in comune un tratto: sono una raccolta di stereotipi gay triti e stratriti. Una puntata di Uomini&Donne contiene meno banalità. Nel film con Carey, i temi sono la ricchezza, la moda, le passeggiate con il chihuahua, i vestiti attillati, l’ossessione per il sesso; in quello di Ozpetek, il sud arretrato ed i gay effeminati che ballano musiche di dive gay.

Se è vero che la discriminazione nasce prima di tutto dalla disinformazione, questi due film non fanno che alimentare quest’ultima accrescendo la prima. A chi volesse davvero conoscere gli omosessuali do un consiglio spassionato: evitate il cinema e guardatevi attorno: ne conoscete già molti a vostra insaputa.

Abituatevi a vedere i piccoli gay o neri, o rumeni, o zingari che si annidano in tutti noi. E non credete a chi vuole vendervi un mondo in bianco e nero: perchè è nelle sfumature il senso della vita.

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