Piano Casbah

“Spero che la comunita’ internazionale sappia mettere in campo sanzioni forti per dissuadere un governo che ha dentro di se’ una forte opposizione che e’ nostro dovere sostenere”.

Incredibile, ma l’ha detto il nostro Premier 8 giorni fa ad Israele; parlava dell’Iran, e non del nostro Paese, dove invece l’opposizione e’ un ostacolo da aggirare. A cosa servirebbe l’inedito regolamento approvato ieri sera dalla commissione vigilanza Rai che blocca tutti i programmi politici come Ballaro’ o Annozero ad un mese dalle elezioni?

La norma (proposta da un radicale, ma votata in massa solo da PDL e LEGA) prevede che si possa andare in onda solo se sono rappresentate contemporaneamente TUTTE le forze politiche. Tradotto: per contenere tutti i politicanti, Floris e Santoro dovrebbero ricorrere al piano Casa per ampliare del 20% gli studi da dove trasmettono. “Ed ora, in diretta dalla veranda, Casini” – “in collegamento dal tugurio, Rosy Bindi” – “colleghiamoci subito con il garage, buonasera Bondi”.

Mi sorprende sorprendermi ormai: tanto il piano Casbah lo applicano anche ai moribondi. Funziona cosi’: stai morendo, vuoi ampliare la tua proprieta’ ma non puoi perche’ sei in coma? Semplice: d’ufficio, lo Stato ti attacca per sempre ad una macchina ed un tubo: di fatto, questo aumenta il volume che occupi al mondo del 20%! “Sono addolorato per non aver salvato Eluana” ha detto B al riguardo; ma ho la netta impressione che dall’alto lei lo guardi alzando il dito medio.

Attacco all’opposizione e leggi teocratiche: sara’ che Berlusconi attacca l’Iran solo perche’ vuole il primato mondiale del fondamentalismo?

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Triangoli

Strano Paese il nostro.”Il triangolo no, non l’avevo considerato” cantava Renato Zero, eppure pare che vada molto di moda. Prendiamo i due casi del giorno.

Primo triangolo: Mediatrade-Agrama-Berlusconi – ovvero, il triangolo che gonfia il portafoglio.

Mediatrade acquistava i film e serie Paramount da un intermediario (Frank Agrama) che li vendeva ad un prezzo 45% superiore a quello di mercato. L’incasso in realta’ andava a Berlusconi e figlio, che cosi’ speculavano sulla propria azienda.

Secondo triangolo: Lapo Elkann – Signorini – Tribunale – ovvero, il triangolo che gonfia lo scandalo.

Lapo pago’ al direttore di CHI, Signorini, 300mila euro per non far uscire una sua foto con una trans. Il caso arriva in tribunale per Vallettopoli, e ha risalto su tutti i giornali. Della foto di Lapo nessuna traccia, ma lo scandalo è comunque venuto fuori.

In realtà, esiste un altro triangolo in questi giorni, ma non riguarda l’Italia: Cina – Google – America – ovvero, il triangolo che sgonfia il dittatore.

La Cina avrebbe cercato di “hackerare” i database di Google per poter censurare alcuni dati. Google ha minacciato di andare via dal mercato cinese, e la Clinton ha sferrato un attacco contro la politica cinese affermando l’importanza della libertà di espressione.

Quanto vorremmo che il nostro Paese fosse protagonista anche di quest’ultimo triangolo. Ma la verità è che se non ci sono cinema, palleittes, tette, trans e Berlusconi, a noi i triangoli non interessano. Ad ognuno il suo triangolo, ça va sans dire.

Nessuna censura

Tutti contro Di Pietro.

“Condanno il gesto, ma lui e’ il primo ad istigare” ha detto il leader dell’IDV. E come dargli torto? Mr B aveva appena finito l’ennesimo comizio manifesto contro il partito dei giudizi che lo vorrebbe far fuori; aveva tuonato “Vergognatevi” a delle persone che lo contestavano. Silvio non e’ esattamente un conciliatore e Di Pietro non ha fatto altro che registrare questo dato di fatto.

Mi sento disgustato dal gesto di questo schizoide.

Berlusconi e’ il nostro Presidente e nessuno lo deve toccare se non attraverso il dibattito politico. La vera aggressione non l’ha subita ne’ Berlusconi ne’ la maggioranza, ma tutti noi che li protestiamo e critichiamo ogni giorno. Non vorrei che tutto questo diventasse una scusa per censurarci, come ironicamente scrivevo domenica su questi schermi.

Che domenica non passi alla storia come il primo giorno della nuova dittatura.

Dietro il palco un cartello recitava: “Cerchiamo Italiani”. E domenica sera il Premier ne ha trovato uno bello incazzato. Gl’inglesi dicono: just be careful what you wish for, ‘cause you just might get it.  Mai sfidare la sorte, Silvio: non ci sono legittimi impedimenti che tengano.

Auguri di pronta guarigione.

Non vediamo l’ora di tornare a buttarti merda addosso in piena LIBERTA’.

Fango

Minzolin, un uomo uno manzo da macello

Minzolini, un giornalista da vendere

Ancora si cercano i dispersi di Messina, una citta’ annegata nel fango, della politica e delle istituzioni. Berlusconi dice che avevano gia’ previsto il disastro e promette un piano Abruzzo anche per la Sicilia. Il copia e incolla e’ ormai una prassi nella politica dell’emergenza del Governo. Retorica o no, la domanda da farsi e’ il perche’ non abbiano fatto nulla se era tutto cosi’ prevedibile. Invece di produrre un film nazionalistico sulla Sicilia, perchè il Premier non ha messo in campo il suo rinomato decisionismo per salvarla?

Ma l’infangamento politico non ha preso neanche un giorno di pausa: mentre si contavano ancora i morti, il direttore del TG1 Minzolini e’ andato in onda con un suo editoriale non sulla tragedia, ma sull’ “incomprensibilità” della manifestazione per la liberta’ di stampa a Piazza del Popolo. Lo chiameremo d’ora in poi Manzotin: un giornalista, uno spot pubblicitario. Per lui, infatti, il vero regime mediatico e’ quello che va contro il Governo; per cui, a piazza del Popolo, c’erano trecentomila allucinati in preda a visioni. Il cdr del TG1 e’ subito insorto contro il suo direttore, ed ha costretto alla lettura di una lettera di dissociazione al tg delle 20.

La schizofrenia è ormai l’unico programma politico della maggioranza. Girano la frittata, accusano gli altri di cio’ per cui loro sono accusati, in un gioco di “specchio riflesso, chi lo dice e’ fesso” degno di bambini cerebrolesi di 6 anni. Ed i giornalisti del Regime non fanno eccezione: seguono il Capo senza dignita’ o senso critico.

Il Premier promette a Messina la consegna di new case, di new towns, e di altre newita’. Ma quando promettera’ a noi italiani l’unica che c’interessa: che si ritiri una volta per tutte. Cosi ci libera dal fango in cui affoghiamo ormai da 15 anni.

Messina resisti! Un abbraccio forte a tutti i siciliani.

CeSsura!

Rai, servizio pubblico

Rai, servizio pubblico

“Cosa c’entra un WC con il servizio pubblico?”.

Ieri sera se l’e’ chiesto il viceministro alle Comunicazioni Romani, alla visione della sitcom “Lost in WC” durante il programma della Dandini. Lo sketch di due minuti tratta di due apprendiste escort bloccate in un bagno di un palazzo signorile, stile Palazzo Grazioli. La destra insorge e vuole che siano fatti dei controlli.

Interessante il gioco di parole involontario di Romani. Perche’ la RAI e’ ormai diventato un servizio pubblico, nel senso di una toilette. Ed e’ pubblico, perche’ e’ semplice spettatore passivo di quanto impone il Governo. Non era mai capitato che il ministro delle attivita’ produttive indicesse una riunione con il cda Rai per investigare sulla presunta faziosita’ dei suoi programmi, ne’ tantomeno che a UnoMattina i presentatori telefonassero al premier per augurargli buon compleanno, terminando con “Questa e’ casa sua”.

Ormai siamo alla frutta, marcia: quella che nella prima Repubblica era lottizzazione, nella seconda e’ divenuta prostituzione. Tout court. Ed in fin dei conti, le due presentitute (presentatori-prostitute) di UnoMattina hanno pienamente ragione: la Rai e’ ormai l’estensione catodica della casa del Premier. Non dovrebbe sorprendere nessuno se del suo bagno se ne faccia una fiction.

Andate a cagare tutti. Nel senso di buona visione a tutti.

Broke…back mountain

Non sono solito parlare di diritti civili e cose gay in generale; lo lascio fare a chi di dovere (e a chi non ha altro di meglio da fare). Però c’è da dire che negli ultimi giorni ho assistito a due episodi che mi hanno fatto svalvolare.

1) La chiesa si è opposta alla proposta di moratoria ONU per la depenalizzazione del reato di omosessualità; per poi ritrattare dicendo: “Non siamo contrari a quello, ma al matrimonio gay”.

2) La Rai ha censurato le omo-scene di Brokeback Mountain, per poi ritrattare: “Ritrasmetteremo la versione integrale”.

Ora, è vero che siamo in una paese dove il Governo un giorno dice A e l’altro giorno dice Z, dove la credibilità delle dichiarazioni delle istituzioni a pari a quella degli scoop di Novella 2000, però cazzo: ma ci fosse mai qualcuno che dice una cosa e la sostiene fino alla morte?

La Rai ha detto che il taglio delle scene è stato puramente “casuale”. La colpa è del caso, o è solo una scusa del ca..so? Forse Del Noce era invidioso? Del Nò, solo perchè ti becchi solo i vecchi delle saune non è mica un problema degl’italiani! E forse CASUALMENTE Ratinzger non vuole che si estenda quello che lui pratica in privato? Vuole essere sempre la prima donna.

Io non riesco più a capire se questi ci fanno o ci sono. Mi sento un demente a parlare come uno dell’antipolitica (solo scriverlo mi viene il voltastomaco), però ‘sta gente mi fa cadere i coglioni fino a sotto le scarpe. Ormai non sono più coglioni, sono zerbini. E poi cavolo: la RAI, la Chiesa..sono tutti così prevedibili: lavorare alle poste in confronto è un film di james bond.

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