Cine(p)asta

Festival del Cinema, Alemanno: “Non sfilerò sul tappeto rosso, quello è per gli attori”.

Dopo anni passati da zerbino di Berlusconi, lui farà direttamente da tappeto.

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Burn After Reading

Film spettacolare. I fratelli Coen non si smentiscono (quasi) mai. Grande rivelazione dell’accoppiata Clooney-Pitt. Li avevo lasciati (ed ampiamente abbandonati) ad Ocean’s Eleven, disprezzati via via più con tutti i successivi Ocean’s multiplo di 3, 4, 5, per poi ritrovarli in questo intelligente spy-movie alla Waiting for Godot. Teatro dell’assurdo, critica alla società dell’informazioni, trash tv e grottesque mescolati in un liquore di musiche suggestive ed allusive.

La frase centrale del film è quella pronunciata nel finale da un pezzo grosso della C.I.A.: “Cos’abbiamo imparato da tutto questo? A non ripeterlo più. Anche se non ho ancora capito cos’abbiamo fatto”. Sicuramente una denuncia dell’inutilità della CIA dopo la guerra fredda e alla società dell’estetica a tutti i costi (la miccia che accende la trama è una donna che vuole a tutti i costi sottoporsi a 4 chirugie estetiche). La vacuità della stessa trama denuncia la vacuità di valori, anche negli stessi stilemi di hollywood.

Ben fatto, 90 minuti ben spesi.

Il pranzo di Ferragosto

Il pranzo di Ferragosto: una rivelazione. Sono entrato titubante, perchè avevo letto che le protagoniste erano delle signore anziane. A me fanno senso le persone vecchie, sarà per la loro pelle pendula, non lo so. Ebbene, dopo esattamente 30 secondi dall’inizio, avevo capito che ci sarebbe stato da ridere.

Le attrici (ma sospetto sia la loro opera prima) sono molto spontanee, troppo. Sembra quasi tutto improvvisato. La trama è sostanzialmente nulla, ma le gag di queste indemoniate-con-la-pensione non ti fanno annoiare neanche un secondo.

Oltre all’aspetto comico, c’è ovviamente uno sguardo agrodolce alla tematica dell’abbandono degli anziani durante le ferie estive. Ma tutto con molto garbo, e senza alcuna voglia di commuovere gli spettatori. Per fortuna, perchè a me i vecchi non fanno commuovere, ma solo senso (ribadisco).

Ve lo consiglio per passare 90 minuti in allegria. Era da tanto che non mi facevo tante risate al cinema.

Il seme della discordia

Il seme della discordia

Il seme della discordia

Ieri ho visto “Il seme della discordia” di Peppi Corsicato.

Bello, molto bello. Almeno i primi 10 minuti, perchè poi sono caduto in catalessi neurovegetativa. Fatto 100 il contenuto della pellicola, 30 è Almodovar, 30 è Vanzina, 20 è Maurizio Nichetti e 20 è trash.

Il risultato è una poltiglietta “meid in itali”, decisamente insopportabile da ogni punto di vista. Gassman sembra imbalsamato, Caterina Murino è troppo occupata a mostrare il culo per poter recitare, Martina Stella è bravissima ad interpretare se stessa (una commessa scema).

Risparmiatevi 7 euro, oppure vedetevi un B-movie con la Fenech. Che è meglio.

Ozpetek: dall’orgoglio gay a Orgoglio la fiction

Un giorno perfetto

Un giorno perfetto

Due palle, due enormi sfere. Che si gonfiano e gonfiano e gonfiano. Fino a scoppiare. Ecco descritta l’evoluzione dei miei testicoli durante la visione di questo pallosissimo film (è palloso, si è capito?). Ozpetek è passato da film alla orgoglio gay a Orgoglio la fiction. E a niente sono valsi le preziose recitazioni di Mastandrea e della Ferrari* – il copione era dei più melensi, carrozzone-andante, deprimente, mosci, ed infine PALLOSI mai visti prima.

A questo punto, uno, cento, mille Almodovar – almeno con lui vai sul sicuro: vedrai sempre una prostituta, un frocio e un malato di aids e/o cancro. Con questa virata verso il polpettone post TG1 del mercoledì sera, Ozpetek forse si è giocato un pubblico affezionato. Ed io di sicuro mi sono giocato un inizio settimana sereno.

* è stato il primo film in cui la vedo con delle labbra con una pressione sotto i 10.000 millibar. Sembrano quasi labbra umane.

X files – Ma chi ci vuole credere!

X Files - voglio crederci

X Files - voglio crederci

Ieri sera, per accontentare il mio amore, sono andato a vedere “X-files: voglio crederci“. Premesso che odio X-files in TV, odio le storie di alieni, fantascienza e fantacalcio, eccone una sintesi:

TITOLO: “VOGLIO CREDERCI” (che fa cagare – è il sottointeso del regista).

CAST: Gli alieni devono aver sottoposto Lui ad esperimenti di ringiovanimento mentre lei ad una banale liposuzione degli zigomi (stile Taylor di Beautiful dopo l’ennesima resuscitazione)

RECITAZIONE: Sparita, vittima di un rapimento alieno anche lei

TRAMA: Omofoba, anti-repubblicana, antisovietica: insomma, Veltroniana – nel senso che diceva di si e di no a tutto

FOTOGRAFIA: Vagamente fetish: sembrava che da un momento all’altro tutti iniziassero a praticare bukake e/o spanking

CONCLUSIONE: da NON VEDERE. Tanto vale restare a casa a sentire i peti del vicino: capire come facciano a superare la barriera del suono è un vero X-File.

Kung Fu Panda

Kung Fu Panda

Kung Fu Panda

Non starò qui a smaronarvi sulla trama del film in questione. Ma andate a vederlo in massa. Odio i cartoni animati (eccetto Shrek), ma questo merita. Mi ha fatto tornare piccolo, quando ancora sputavo a chi mi sedeva davanti al cinema o ridevo quando vedevo i morti sull’autostrada.

Film illuminante.

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