Pippone time

C’è poco da dire davanti all’ottusità degli attivisti, di qualsiasi natura. Gay, ambientalisti, femministe…tutti della stessa razza. Ho sempre pensato che le associazioni pro-qualcosa nascessero contro quella causa per cui dicono di lottare. Le loro azioni spaventano l’opinione pubblica, e non cercano di costruire nulla. Se non uno spazio in cui possano lucrare sull’illusione dei poveracci che li seguono.

Il caso delle liste di proscrizione di gay.it è solo l’ultimo di una lunghissima serie di stronzate perpetrate da tali gruppi. Certe azioni denotano totale assenza di senso della realtà, e soprattutto, di mancanza di pensiero strategico. Se solo si avesse bene a mente l’obiettivo, non si penserebbero neanche certe azioni.

La verità è semplice: i diritti delle minoranze raramente vengono sostenuti dalle maggioranze. E’ una questione numerica, che viene superata solo in società con culture diverse dalle nostre. Ma badate bene: in tali società, a vincere non è la solidarietà o l’amore fraterno tra simili, ma solo l’indifferenza. Io me ne fotto di quello che fai tu, quindi sono favorevole, così anche io posso fare quello che voglio io.

Nella società italiana le cose sono differenti. Noi siamo un popolo latino, che dell’altro prova e proverà sempre la pietas romana. Un senso di compartecipazione oltre ogni decenza e pudore. Spesso questo porta ad estremi forti, quali l’essere invasivi o al non accettare l’altro perché non è simile a noi.

Ed è qui il vero segreto: una volta che da noi qualcosa o qualcuno viene accettato, diventa parte del nostro tessuto in maniera totale. Non per indifferenza, ma per vera convinzione. Ed è questo il motivo per cui sono assolutamente contrario ad azioni violente contro l’opinione pubblica. Bisogna ragionare e lottare per i propri diritti, ma evitare di cagare fuori il vasino.

Se non si sa lottare con le regole del gioco, meglio levarsi di mezzo che si fa solo danno. Pensateci, amici attivisti.

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