R.A.I. – Rottiamiamo Allegramente l’Italia

La RAI e l’Italia: mai azienda ha rappresentato meglio un paese nelle sue catastrofi logiche e morali.

1) Conflitto d’interessi: Da ministro per le Attivita’ Produttive ad interim, mr B minaccia la Rai di non rinnovargli la concessione, favorendo la sua azienda tv. A quando una moratoria ONU contro le cazzate di quest’uomo?

2) Conflitto tra fessi: Il presidente Garimberti dichiara di volere Santoro a settembre, il dg Masi cerca di cacciarlo. Una schizofrenia aziendale degna di un film di Hitchcock. Chi uccidera’ Santoro mentre si fa la doccia?

Tutto la nazione vive nella costante tensione tra chi cerca d’inculare il prossimo, e chi si litiga per un tozzo di pane credendo di salvare il mondo. Inculatio e magnificatio mandano avanti le sorti del nostro bel paese.

Ed il fatto che cio’ sia riflesso nella tv pubblica non fa che aumentare il sospetto di vivere in uno Stato-fiction. Dove le elezioni sono semplici consigli per gli acquisti, le leggi dei 3×2 e la Gazzetta ufficiale un volantino promozionale. La cosa peggiore? Gl’italiani sono cosi’ stanchi da non voler manco più alzarsi a cambiare canale.

Brutta, bruttissima storia.

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Concita per le feste

(vignetta di Staino su L’Unità, 23 agosto 2008 )

Per chi non fosse interessato alle sorti del giornalismo italiano, la vignetta qui sopra non dirà nulla. Ma vi prego di avere un secondo di pazienza e la Verità vi sarà svelata. Ricapitoliamo in una timeline rapida ed indolore (ma se proprio di giornalismo ve ne fotte, sarà dolorissisima lo stesso).

  1. L’Unità è il giornale di parito del Partito Democratico (prima dei DS, prima dei PDS, prima del PCI) fondato da Antonio Gramsci;
  2. Da alcuni anni, Padellaro è il suo direttore ed ultimamente, Renato Soru ne è divenuto l’editore;
  3. Nel numero di Luglio 08 di PrimaComunicazione, Conchita De Gregorio, storica firma de La Repubblica, dichiara di aver preso impegni con Soru per diventare il nuovo direttore de L’Unità;
  4. Nell’intervista, la De Gregorio agita gli animi della sua (futura) redazione, dichiarando: “È anche evidente che ‘L‘Unità’ è un giornale che ha una sua tradizione. Ma un giornale si misura sulla sua qualità e non sulla sua appartenenza”.
  5. Ufficializzata la data in cui la De Gregorio prenderà il timone, è lunedì 25 agosto 2008;
  6. Il 23 agosto scorso, viene pubblicata su L’Unità la vignetta di cui sopra, non esattamente un Benvenuto per la De Gregorio;
  7. Il Giornale (quotidiano del fratello del Berlusconi) riprende la vignetta e titola: “L’Unità accoglie la direttora a pesci in faccia”; a peggiorare la situazione, Marco Travaglio, nota firma de L’Unità, dichiara in “forse” la sua permanenza al giornale;
  8. Domenica 24 agosto 2008, viene pubblicato l’articolo di addio di Padellaro.

Questi i fatti ad ora. Ma perchè Padellaro è stato rimosso? La dietrologia non si è risparmiata di prodursi nel solito orgasmo di seghe mentali. “Padellaro è troppo poco Veltroniano”, “La De Gregorio è amica di Veltroni e del PD”, etc, etc. Quanto sia vero e quanto no, lo lasciamo alle Signora Maria del giornalismo – ciò che invece è chiaro è la linea che la De Gregorio vorrà adottare per il giornale. Diverrà un tabloid di facile consultazione, stile La Vanguardia (giornale catalano), di formato più piccolo, con molte inchieste sociali e pochi onori osservati all’appartenenza politica.

Rimarremo sintonizzati per vedere quante di queste promesse verrano rispettate.

Intanto, Buon lavoro, Concita!

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