Non sopporto Ilaria Cucchi

Odiatemi, ma io lo devo dire. NON SOPPORTO ILARIA CUCCHI, o dovrei chiamarla CUCCHIARINI, per quanto è presente in TV e nei social.

Ciò è successo a suo fratello è tremendo. Va trovata una verità, per quanto giudiziaria, lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre istituzioni. Però permettetemi di esprimere un ragionevole dubbio sui parenti delle vittime che monopolizzano i notiziari e i talk show. Dimostrano una tale freddezza nell’esprimere il loro dolore che mi agghiaccia quanto un Adinolfi in costume.

D’accordo, ognuno esprime il cordoglio come vuole, non tutti dobbiamo chiuderci a recitare il rosario con il soundtrack di Bergoglio in sottofondo, però è la modalità ad insospettirmi. Tanto studio del make up visivo e morale, della cosa giusta da dire per risultare credibili ed equilibrati, dei vestiti da indossare, e dalla posa da assumere.

Non so quanto tutto questo abbia a che fare con il dolore, o ci sia solo egocentrismo alla base. Badate bene: anche questo sarebbe più che legittimo, purché lo si dichiari apertamente. Ecco, la cosa che meno sopporto è il passaggio da vittima a guru spirituale. Non lo reggo.

Perché se è così, allora Wanna Marchi non andava messa in carcere. In fondo, ditemi la differenza tra vendere alghe magiche e lacrime di coccodrillo.

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Massacriamoli nelle sezioni!

Sono queste le parole del comandante della polizia penitenziaria di Teramo; registrate e passate ai disonori della cronaca ieri. “I detenuti non si masscrano in sezione, davanti a testimoni. Si massacrano sotto”. Un altro scandalo eccellente nelle carceri italiane (dopo quello Cucchi e dell’ex br Beflari), un’altra onta per la nostra giustizia.

Parlo di eccellente, perche’ di drammi nelle nostre carceri ce ne sono tantissimi: basti pensare che al loro interno su 1300 morti all’anno, 500 sono suicidi. Più di uno al giorno. E cosa fa il ministro della giustizia? Nella pausa caffè’ apre delle inchieste, ma non ha tempo da perdere con queste cazzate: si dedica totalmente alla legge abbrevia-prescrizione per salvare il culo al suo boss.

L’ho già detto, lo dico e continuerò a ripetere ad infinitum: stiamo assistendo alla nascita di uno regime fasci-poliziesco-mediatico. I cittadini devono scendere in piazza al più presto (il 5 dicembre, manifestazione nazionale per le dimissioni di Berlusconi), perchè questa armata brancaleone (o bracca-emigrato) va CACCIATA a calci in culo.

MASSACRIAMOLI NELLE SEZIONI…ELETTORALI, s’intende.

Ma chi se ne frega

Rutelli, ma lei ci fa o ci è?

“Lascio il PD subito, con dolore” – ha dichiarato al Corriere della Sera di oggi.

Con dolore? Ma sarà solo SUO il dolore: era ORA! Inoltre,  Onorevole lei sa cosa sta succedendo in Italia? Lei sa che c’è il rischio di un regime poliziesco e fascista in Italia e lei pensa alle sue manie da primadonna cattolica? Ma lei, di cattolico, cosa cazzo ha a parte leccare le palle al Papa? Perchè se davvero fosse CATTOLICO (e le ricordo che la PIETAS è il valore per eccellenza del suo credo) starebbe zitto oppure si indignerebbe per il caso di Stefano Cucchi, o sull’indagine di RICETTAZIONE su Berlusconi in merito al caso Marrazzo.

Ma, al di là di questo, ma lei crede che agli italiani gliene importi qualcosa della sua dipartita dal PD? Ma lei pensa che gl’italiani si facciano davvero cruccio del suo capriccio da isterica in mezzo al crisi economica, sociale, politica in cui l’Italia sta affondando?

Per cui, ci faccia il piacere: se ne vada pure a fanculo (e si porti anche la Binetti con lei!!), ma SI STIA ZITTO.

Certezza della pena…di morte!

Non mi occupo mai di cronaca, se non di quella politica. Ma questo caso di cronaca nera, e’ anche una questione politica.

Stefano Cucchi è stato arrestato per detenzione di droga, e dopo 8 giorni è morto in ospedale per lesioni interne. I familiari hanno diffuso le foto dell’orrore in cui appare tumefatto ed accusano la polizia di averlo ucciso.

Che sia stata la polizia, o altri compagni di cella a me interessa un cazzo!

Un paese democratico non permette che NESSUNO venga ucciso in carcere; un paese democratico ha una polizia per la cui correttezza NESSUNO deve avere dubbi; un fottuttissimo paese democratico non puo’ permettersi di instillare nei cittadini il dubbio di vivere in un regime poliziesco!

Non voglio tirare in ballo il Governo, pero’ faccio una riflessione doverosa.

Da quando siamo al Berlusconi 3, viviamo in un clima di odio sempre crescente. Siamo sempre più tartassati da frasi di odio. Assistiamo ad una recrudescenza di atti violenti figli di intolleranza e ignoranza. Questo doveva essere il Governo che avrebbe assicurato la sicurezza, ma non ci avevano specificato che l’unica sicurezza sarebbe stata quella di vivere nel terrore.

Che si scopra la verita’ su Stefano, perche’ riguarda la credibilita’ delle istituzioni, gia’ pesantemente macchiate dai fatti di Marrazzo, ma anche reiteratamente offese senza fondamento dal Premier (“la corte costituzionale e’ comunista, Napolitano pure”).

Le istituzioni sono quanto di più vitale per le democrazia. Se si iniziano a minarle, siamo ormai al limite della dittatura sudamericana.

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