Pippone time

C’è poco da dire davanti all’ottusità degli attivisti, di qualsiasi natura. Gay, ambientalisti, femministe…tutti della stessa razza. Ho sempre pensato che le associazioni pro-qualcosa nascessero contro quella causa per cui dicono di lottare. Le loro azioni spaventano l’opinione pubblica, e non cercano di costruire nulla. Se non uno spazio in cui possano lucrare sull’illusione dei poveracci che li seguono.

Il caso delle liste di proscrizione di gay.it è solo l’ultimo di una lunghissima serie di stronzate perpetrate da tali gruppi. Certe azioni denotano totale assenza di senso della realtà, e soprattutto, di mancanza di pensiero strategico. Se solo si avesse bene a mente l’obiettivo, non si penserebbero neanche certe azioni.

La verità è semplice: i diritti delle minoranze raramente vengono sostenuti dalle maggioranze. E’ una questione numerica, che viene superata solo in società con culture diverse dalle nostre. Ma badate bene: in tali società, a vincere non è la solidarietà o l’amore fraterno tra simili, ma solo l’indifferenza. Io me ne fotto di quello che fai tu, quindi sono favorevole, così anche io posso fare quello che voglio io.

Nella società italiana le cose sono differenti. Noi siamo un popolo latino, che dell’altro prova e proverà sempre la pietas romana. Un senso di compartecipazione oltre ogni decenza e pudore. Spesso questo porta ad estremi forti, quali l’essere invasivi o al non accettare l’altro perché non è simile a noi.

Ed è qui il vero segreto: una volta che da noi qualcosa o qualcuno viene accettato, diventa parte del nostro tessuto in maniera totale. Non per indifferenza, ma per vera convinzione. Ed è questo il motivo per cui sono assolutamente contrario ad azioni violente contro l’opinione pubblica. Bisogna ragionare e lottare per i propri diritti, ma evitare di cagare fuori il vasino.

Se non si sa lottare con le regole del gioco, meglio levarsi di mezzo che si fa solo danno. Pensateci, amici attivisti.

Annunci

Il Premier Sticazzi

Ddl sviluppo si, ddl sviluppo no. Silvio: “non ho fretta, non ci sono i soldi, m’inventero’ qualcosa”. Dalle indiscrezioni sui giornali, pare pensi a liberalizzare le estetiste. Dopo il laser depilatorio regalato a Ruby, il premier e’ molto sensibile alle esigenze della categoria.

Peccato non abbia fretta, perche’ gli speculatori si, eccome. Abbiamo lo spread bpt-bund sempre più in rialzo, una produzione industriale che ristagna, la disoccupazione giovanile (al netto dell’estetiste) attorno al 30%, la povertà sale al 14%, e mezzo Paese in assetto di guerra civile. Manco io avrei fretta a pensarci bene.

Il nostro Premier pare applicare il rinomato “Metodo Sticazzi“. Una filosofia newage molto in voga ad Hollywood ed in Brianza. Funziona cosi’: davanti ad un problema, gira i tacchi (letteralmente nel caso di Silvio), e ripeti STICAZZI. Il problema sparira’ magicamente. Puff!

Anche io ho seguito il suo esempio. Ho provato a dire STICAZZI al mio datore di lavoro, al mio padrone di casa, al benzinaio e al supermercato. Ma mi hanno sonoramente mandato A FARE IN CULO. Che strano: io dico cazzo, loro rispondono culo. Questo paese e’ davvero confuso.

Meno male che Silvio c’e’…e STICAZZI!

Prolasso Breve

Ieri e’ stato approvato al Senato il ddl sul processo breve, 20ma legge ad personam dell’era Berlusconiana. Non credo che al mondo esista popolo più istruito degl’italiani sui tecnicismi legali ma più ignorante su ogni altra materia. A peggiorare la situazione, c’e’ la simpatica proposta del Pdl di ridurre l’obbligo scolastico a 15 anni se il 16mo lo si passa a fare un apprendistato in un’azienda. Siccome l’Italia ha un tasso di dispersione scolastica tra i più elevati dell’OCSE, si pensa bene di eliminare l’istruzione stessa. Semplice: l’istruzione breve.

Se ci pensate i due ddl seguono la stessa ratio: se non puoi risolvere il problema, fallo sparire il prima possibile anziche’ risolverlo. Insabbia, e non perdere tempo a trovare soluzioni. CHE SARAI MICA COMUNISTA-DISFATTISTA-ANTI-ITALIANO?

Deve applicare la stessa filosofia il superministro Brunetta, che ha deciso di candidarsi come sindaco di Venezia, promettendo di mantenere il doppio incarico. Cioè: dopo aver visto che la riforma della PA non funziona, ha deciso di optare per il “ministero breve”. Con questo fantastico ed innovativo strumento legislativo, un ministro che non riesce ad ottenere risultati nei primi 12 mesi d’incarico, può far decadere tutte le sue responsabilità ed è libero di prenderne altre. Non solo: se il ministro viene costantemente ostacolato nella sua opera dalle suddette categorie (comunisti, disfattisti…), può avvalersi anche di legittimo impedimento.

Miei cari, in fatto di brevità, ci manca solo il prolasso breve del Paese. E non ci sarà tonico anale che tenga quando avverrà.

Festival della Carfagna italiana

Mara Carfagna pensa alla prostituzione

Mara Carfagna pensa alla prostituzione

Festival, la convenzione RAI-comune di Sanremo durerà solo tre anni (e non cinque, come consueto).

Dopo i quali, chi rimarrà per strada verrà arrestato come lucciola, grazie al ddl Carfagna.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: