P3 sta per

E ora spunta la nuova P2, la P3Porci, Puttanieri e Politici. Al suo interno si annoverano imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e politici del PDL. Ma i sequel sono sempre più squallidi dell’originale: non aspettatevi programmi politici alla Licio Gelli. Ogni tempo ha la sua P2 e noi ci meritiamo solo una cricca unita da una lista di proscrizione da infangare a suon di falsi giornalistici con droga, festini e trans.

Nella Prima Repubblica a far cadere un politico bastava la corruzione, ma nella Seconda devi essere andato almeno con due o tre trans, altrimenti non sei nessuno. Ruba quanto ti pare, l’importante e’ non spendere i soldi dei contribuenti con un “invertito”, persino straniero! Vai con una sana puttana italiana, falle regalini del cazzo e arriverai addirittura alla Presidenza del Consiglio.

Però voglio essere sincero: a me ‘sta P3 non mi soddisfa per niente. E siccome non voglio fare il solito disfattista, comunista, anti-italiano, punto al rialzo e propongo la P4: Portiamo il Parlamento a Puttane al Polo. Perche’ i coglioni al gelo si fanno piccoli piccoli: sarebbe la volta buona che ce ne liberiamo per sempre.

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Tariconate

E’ morto“. Cosi’ ieri mia madre ha esordito al telefono. Un colpo al cuore e alla gola: la stessa sensazione della morte di Lady Diana. E non esagero.

Pietro Taricone era il reality show italiano. E’ stato il primo fenomeno nazionalpopolare dopo il fascismo. L’Italia ritrovava la persona da ammirare ed odiare senza se e senza ma. Le sue frasi, le cosiddette Tariconate, divennero soggetto di libri e di studi semiseri.

Di lui si e’ detto tutto, ed il contrario di tutto. Per me, e’ andato via un pezzo d’Italia che amavo esistesse. Un’Italia spaccona, abbronzata, palestrata, ma anche acuta, intelligente, ironica e affettuosa. Una sintesi perfetta di calore mediterraneo e calcolo britannico.

Decise di defilarsi subito dopo la fine del Grande Fratello, per non essere tritato nella macchina infernale delle comparsate. Ed e’ stato l’unico ad uscirne non sputtanato e con un certo stile. Non a caso, la notizia della sua morte dopo 24 ore ha riempito copertine e prime pagine di quotidiani “seri” come Repubblica e Corriere.

Ed e’ proprio su queste prime pagine il grande contrasto: da un lato, forte emozione per Taricone; dall’altra, grande rabbia per l’ennesimo attacco al pudore pubblico nelle dichiarazioni del senatore mafioso Dell’Utri. E queste immagini erano ancor più angoscianti perche’ ammiccavano ad un presagio. Taricone e Dell’Utri sono entrambi figli di Berlusconi: solo che il primo se n’era liberato ed e’ morto, mentre il secondo ne e’ ancora compare ed e’ vivo e vegeto.

Mala Italia che resta, Bella Italia che va. E la voglia di seguire la seconda e’ sempre più forte.

Buon riposo Pietro.

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