Domani o si fanno gl’Italiani o si muore

Domani la vera sfida è tra chi ama l’Italia e chi la odia. Tra chi vuole più Europa e chi vuole l’autarchia. Per chi vuole diritti civili e chi vuole negarli. Tra chi pensa che la politica sia amore, luce, speranza e chi invece pensa sia disperazione, rabbia, distruzione.

Domani la vera sfida è tra DEMOCRATICI e FASCISTI. Non giriamoci tanto attorno. Dal 27 febbraio, infatti, entreranno diversi tipi di fascismo al Parlamento. 1) Berlusconiano. A tratti grottesco, popolano, ignorante, gretto e caciarone. 2) Ingroiano. Sono ex comunisti incazzati per non esser entrati in Parlamento, disposti a tutto pur di tornare a godere di comode poltrone borghesi. 3). Grillino, il più pericoloso.

Grillo nega la cittadinanza ai ragazzi nati e cresciuti in Italia solo perché figli di immigrati, ha tra le sue fila gente che dice NO alle unioni gay (“perchè a questo punto sposiamoci anche con gli animali”) e apre ai fascisti di CASAPOUND.

A chi mi da del mistificatore, vorrei citare le parole del loro guru. “Devono ringraziarci, perché noi occupiamo il vuoto che in altre nazioni prende il neofascismo”. Grillo, fatti una domanda e datti una risposta: secondo te, perché? Semplice: perché sei come loro, altrimenti non prenderesti manco un voto.

Credo nella Politica con la P maiuscola. Nella passione, nell’impegno civile  e civico, credo nell’amore verso la comunità, e la propria nazione. Credo in un Italia dove non ci siano più rigurgiti (s)fascisti e autoritari, dove un partito diventi tale e non un semplice franchising al soldo del miliardario di turno (Grillo e Berlusconi sono simili anche in questo).

Sogno un’Italia Giusta. Un’Italia che può prendere corpo solo se si sceglie la DEMOCRAZIA domani. Per chi vota il resto, si assuma la responsabilità di far tornare il fascismo in Parlamento dopo 70 anni.

Buon voto a tutti, e che DIO – o chi per esso – ce la mandi buona.

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Republicrats!

Praticamente, il nostrano Veltrusconi.
Solo che da noi, i politici si comportano da comici.
E non il contrario.

Guiness dei Primati

Non sono un esterofilo. Non sono uno di quelli che dicono che all’estero tutto è meglio. L’erba del vicino è sempre più verde, ma anche no. Eppure, che tristezza vedere come si sono svolte le primarie del partito democratico in italia rispetto a quelle del VERO partito democratico americano. Ci sono tante differenze, ma salta all’occhio il modo con cui viene trattato l’argomento dai media. Si è deciso di non fare campagna elettorale in TV, nessun dibattito televisivo. Ma bravi, che scelta coraggiosa, non c’è che dire. Intanto, se guardiamo al sito di un giornaletto qualsiasi, il new york times, il fatto che siano in corso diversi dibattiti tra i candidati al partito democratico permette un’analisi approfondita dei discorsi fatti tra gli stessi.

V’invito a visionare questo sito. Sono esterefatto. E da noi c’erano le domande di Ilvo Diamanti su La Repubblica.

Ma fateci il piacere. Le nostre si chiamavano Primarie perchè partecipavano dei Primati. Ri-di-co-li.

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