Ugly-glianza

Il concetto di parità delle donne lo do per scontato dalla nascita. Ma avendole idealizzate troppo, non avevo mai considerato che questo comportasse anche un aspetto negativo. Le donne, esattamente come gli uomini, possono essere volgari, insulse, arrapate, e viscide. Non riesco quasi a scriverlo, cancello e riscrivo la frase mille volte prima di pubblicarla.

Non si spiegherebbe altrimenti il grandissimo riscontro di pubblico femminile per il libro “Cinquanta sfumature di grigio”, e del film* di Sodebergh “Magic Mike”. Due storie totalmente differenti, accomunate da una sola pulsione: l’erotismo surrogato. Sono due enormi vibratori audio-visuali, dedicati alle  casalinghe frustrate da anni passati a vedere i tronisti evidentemente gay di Uomini&Donne.

Ci mancherebbe: le donne hanno tutto il diritto di imbruttirsi nei modi e nei pensieri. Nessuno vuole delle madonnine sante e caste – che sono estremamente noiose. Eppure, vederle dimenarsi per un culo maschile in tanga mi fa tantissima tristezza. E’ una grande lezione di vita. Siamo tutti animali, e le donne non fanno eccezione.

Da tenere in conto.

* Chiamare film una serie di riprese di maschi seminudi, filmati con instagram, è uno slancio di ottimismo.

Annunci

Dov’è la Carfagna?

Non facciamo gli ipocriti: ogni giorno decine di donne vengono picchiate e seviziate senza il nostro minimo intersse. Ora ci scandalizziamo, solo perchè c’era una telecamera a riprendere la scena. E via con i dibattiti alla macchina del caffè,  con la stessa disinvoltura con cui discutiamo delle mutande dell’ultimo tronista di Uomini&Donne. Dopo poco, l’interesse cala e torniamo a infilare la testa nella sabbia della quotidianità.

Ma il ministro delle Inopportune Disparità dov’era mai finita ieri? A pilates o in una sessione intensa di nail art? Perchè nessuno ha riportato le sue dichiarazioni. Forse il fatto che la vittima fosse una cittadina romena, e che l’aggressore fosse un ventenne romano non piace all’apparato xenofobo-propagandistico del suo governo? Bossi, quando ha sentito la nazionalità della donna, ha rettificato il comunicato stampa. L’originario recitava: “Rumeni fuori dall’Italia”; il definitivo è stato: “Italiani dentro le Rumene!”. Con il beneplacido di quel latin lover di Silvio.

Prendi una donna, trattala male – cantava Ferrandini in Teorema. Ma ormai l’unica ad essere suonata è la donna. Suonata dalla società, dal mondo del lavoro, dalla doppia vita madre-lavoratrice, da mariti ingombranti, da figli esigenti. Solo un pazzo deciderebbe di nascere donna allo stato attuale delle cose. E mi sovviene una ragazza trans che mi disse tempo fa: “E tu credi davvero che se avessi potuto sceglierlo, avrei fatto questa vita di merda?”.

Purtroppo aveva ragione. Ogni giorno di più.

Paletti

Troppo figo governare l’Italia cosi’. Non fai un cazzo per due anni (o meglio, ne fai tanti, ma i tuoi) e poi un giorno ti svegli e dici: c’e’ la crisi Greca, tagliamo tutto! E all’indomani, fai anche un’altra misteriosa scoperta: l’Europa.

Immagino Berlusconi svegliarsi a palazzo Grazioli, scansare le tre o quattro escort ai piedi del suo letto, aggiustarsi il pacco, dirigersi al bagno, e cagare. Li’, nel climax anal-fecale, sente che le feci non scendono, è in crisi, ma ha la rivelazione catartica: Eureka! Ci sono i paletti dell’Europa! Chiama subito Sacconi e gli impartisce il disco vendita: alziamo l’eta’ pensionabile delle donne a 65 anni, così risparmiamo soldi, dai la colpa all’Europa.

Gli altri paletti dell’Europa devono averli dimenticati. Perche’ l’eta’ era solo l’ultimo di una serie di provvedimenti a favore della parita’ di lavoro tra uomo e donna. In Italia, abbiamo il tasso di occupazione femminile più basso, non ci sono leggi sulla flessibilita’ d’orario, le donne lavorano di più (si somma il lavoro a casa) e guadagnano di meno degli uomini. Ogni fottuta cellula della nostra societa’ dice espressamente: tu donna sforna figli e stattene a casa. E ti deve pure piacere, TROIA!

Ma a questi governanti “sbadati” propongo un piccolo trucco mnemonico; anziche’ la Politica dei Paletti, propongo i Paletti nei Politici. Vediamo se cosi’ si ricordano le prossime volte.

Le donne sono ninfomani (solo) in amore, gli uomini no

So già di attirarmi l’ira delle blogger donne, però devo assolutamente metter giù la mia Teoria sull’Innamoramento tra Generi. Sono anni che la enuncio di fronte a immense platee di ascoltatori ed è ora che la formalizzi. Si basa su tre punti inappellabili.

1) La donna e l’uomo concepiscono l’amore in maniere opposte;

2) La donna è sessuocentrica – dice di amare alla follia, ma in realtà dice: “Amo come mi fotte”.

3) L’uomo è sentimentalcentrico – si vanta di trombare finalmente ogni sera, ma in realtà dice: “Finalmente qualcuno che mi fa battere il cuore a mille”.

La teoria è una rivoluzione copernicana dei sessi. Infatti, tutti siamo portati a pensare che l’uomo sia più “materiale” e sessuale della donna (erronamente, secondo un modello medioevale che vuole la donna godere solo se vede satana-siffredi in perizoma). Ed è (quasi) così nel caso degl’incontri occasionali, ma quando si tratta di amore, di relazioni stabili, la situazione s’inverte proprio per questione di abitudine.

Pensiamoci. Per l’uomo la normalità è poter avere orgasmi con qualsiasi buco possa fasciargli il pisello – per la donna la normalità è essere quel buco senza godere dei benefit di affittuaria. Ma poi arriva l’amore. Cosa è l’amore? E’ rottura totale della normalità, di quanto avvenuto fino a quel momento nelle relazioni con l’altro sesso (o lo stesso sesso).

Per cui, per la donna questo avviene SOLO quando uno la scopa per bene e gli fa provare un orgasmo come dio comanda; ed è in quel momento esatto che scatta l’auto-inganno mentale: la donna non riesce a concepire di essere triviale come un uomo e si racconta la favoletta dell’amore. Per l’uomo, invece, l’amore è quando si riesce a stare abbracciati e non s’inizia a praticare frottering forsennato con i bottoni del jeans di lei; l’uomo, però, non ammette di provare sentimenti da donnicciola e finge di avere semplicemente una relazione sessuale continuativa.

Questa è la realtà dei fatti, ed è l’unica teoria valida a comprendere uomini e donne nelle relazioni di coppia. Quando vedrete una coppia innamorata, siete liberi di pensare: “Minchia, lei deve godere come una pazza”.

Ciao trafficanti!

Salvaslip Beghelli

Quello che vedete è il contenitore di un noto salvaslip (o assorbente, non chiedetemi la differenza). Me l’ha lasciato il mio capo sulla scrivania stamane – forse alludendo al mio noto carattere uterino. Chi lo sa? 

Anyway, questo contenitore consiglia alle donne diversi “lo sapevi che”…lo sapevi che un piatto di riso aiutare a combattere la stanchezza tipica della sindrome premestruale? Lo sapevi che è buona abitudine intensificare le normali pratiche igieniche durante il periodo mestruale?

Si pongono serie domande all’orizzonte sull’universo femminile.

1) Perchè il riso dovrebbe far passare la stanchezza? Io quando lo mangio non vado in bagno per 10 giorni e inzio ad diventare una pattummiera di rifiuti solidi urbani deambulante;

2) Perchè bisogna ricordare alle donne di LAVARSI DI PIU’ durante il ciclo? Alcune non lo fanno? Dovrebbero istituire il reato di ipoigiene da mestruazione incipiente. Orrore.

3) Se le donne sono abituate a scartare messaggi degli assorbenti, forse non è il caso regalar loro baci perugina. Potrebbero entrare in sindrome premestruale per riflesso condizionato.

Non voglio leggere gli altri messaggini salvaslip, altrimenti inizio a sospettare che le donne siano degli alieni. O peggio: degli uomini travestiti da donne.

Master-card

Ci sono donne che non hanno prezzo. Per tutte le altre, c’è Mastercard

Mani-festa

“Scenderanno in piazza tutti gli invisibili: precari, operai, rom, immigrati, studenti, gay”.
E’ questa la descrizione più ricorrente della manifestazione che avrà luogo oggi a Roma contro alcuni provvidementi del governo in merito al Welfare. A guidare la protesta i segretari di PRC e PDCI, con altre 120 associazioni e centri sociali.

Singolare la classificazione delle categorie menzionate: INVISIBILI.
Sarebbe opportuno porci alcune domande su questo portentoso potere.

– Una persona è invisibile, perchè non la si vuole vedere o perchè è essa stessa a non mostarsi?
– Una persona invisibile – priva di occhi da comune mortale – può vedere il resto del mondo?
– In tal caso, può passare attraverso la gente oppure deve comunque schivarla?

Sembrano domande da fumetto o da scienziati swiftiani, ma sono questioni men che meno chiuse alla discussione. Andiamo per ordine.

Nel caso delle categorie in protesta, va detto che fanno di tutto per essere viste dagli altri; ce la mettono davvero tutta, bisogna darne loro atto. Pertanto, è molto più plausibile la prima opzione, ovvero, che la gente non voglia vederli. Per quanto riguarda la seconda domanda, la questione si complica lievemente. E’ evidente che chi non è visto è dotato di un poter immenso nel caso possa vedere gli altri. Può continuare a fare la propria vita senza il disturbo degli altri, senza il costante occhio esanimatore del prossimo.

Sono scevri di condizionamenti sociali e questo li rende di fatto invincibili. Il problema nasce quando c’è bisogno del riconoscimento sociale – che altro sono i diritti se non attestati di esistenza di una categoria umana? E così, improvvisamente, queste umanità “altre” vogliono fondersi agli “altri”. Vogliono perdere la loro invisibilità, il loro potere pur di acquisirne uno ancora più portentoso: l’uguaglianza. E la società deve necessariamente accordar loro questi diritti? Se si, perchè?

Ci si lamenta tanto del pluralismo della politica italiana, dei troppi partiti; perchè ci si meraviglia allora se la Gente esprima la stessa insofferenza verso il pluralismo dei diritti? E’ un tratto comune delle società occidentali quello di semplificare, sburocratizzare, uniformare e strutturare. Attacchi laterali allo status quo non sono un’offesa semplice – sono un affronto all’ontologia del vivere comune. Ridefinire i confini del recinto sociale destabilizza e crea confusione nella maggior parte delle persone. In fondo, “si è sempre vissuto bene così – perchè cambiare?”.

Con questo non voglio giustificare l’immobilità sociale, ma protestare in piazza è come un monologo all’ennesima potenza, è facile, rumoroso, caciarone e totalmente inutile. Gl’inglesi dicono “A storm in a tea-cup” – una tempesta in una tazza di tè. Tanto casino per nulla. Forse sarebbe meglio – oltre che pretendere diritti – dare il diritto a chi già ce li ha di essere realmente ascoltato.

Ogni tanto ci si ricordi che non è il dialogo a nuocere gravemente alla salute.

ps questo non toglie che apprezzi ogni tanto gesti di sana pazzia monologica. Chi ha gettato colorante nella fontana di trevi è davvero avanti. E con un gran gusto estetico, cazzo. E’ fichissima così.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: