Ragazzi, si torna in Europa!

Le cose sono molto semplici. Il capo di un partito di maggioranza è pregiudicato. Deve farsi da parte e scontare la pena. Parlare di “agibilitá politica” o addirittura di “grazia” sono una chimera urbana, come i coccodrilli nelle fogne di New York o la tetta di Carmen di Pietro scoppiata in aereo. E a poco valgono le minacce al PD mosse dai falchi del PDL: “Il governo cade, se il PD silura Berlusconi”. Ma di cosa parlano? Chi propone di votare in Senato contro la decadenza del seggio senatoriale, chi di muovere istanza di anticostituzionalità della legge Severino. Sembra un film di Antonioni dove nessuno (attori, spettatori e persino regista) capisce un cazzo. E la trama si infittisce di dettagli tra il tecnico legali ed il burlesque, giorno dopo giorno.

Per una volta, rendiamo grazia a Dio, il PD é stato chiaro, unito e succinto: le sentenze vanno applicate, affermó Epifani all’indomani della sentenza della Cassazione. E da allora, la linea del partito è rimasta immutata. Nella giunta al senato, i dem non dovrebbero riservarci sorprese, anche se la “sindrome dei 101” che hanno silurato Prodi aleggia al Senato come l’ebola in Congo.

Nel frattempo, sarà un caso, lo spread è ai minimi da due anni. Sta scendendo dal giorno della sentenza della Cassazione a Sivio. Non vogliamo fare allusioni, ma sarà che i mercati – vedendo finalmente la concreta possibilità che B se ne vada fuori dai coglioni – ci stanno riconsideranno un paese europeo?

Sarebbe ora.

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Gioventù bruciata

Poco tempo fa scrivevo di un sabato italiano bellissimo. All’insediamento della Presidente della Camera, Boldrini, abbiamo assistito ad un discorso di altissima caratura politica. Grazie alla scelta vincente del Pd. E di fronte il Parlamento più giovane e rinnovato d’Europa. Dopo due mesi di masturbazioni politiche, tribolazioni correntizie, streaming demenziali, e defecazioni inciuciste, possiamo affermare che tale discorso è stato affossato nel più fragoroso oblio.

Tutto ció ci conduce e spiega il sabato di due mesi dopo, ieri 11 maggio 2013, un disastro antropologico, prima ancora che politico. Il PD elegge il suo (auto)reggente, l’ex leader CGIL Epifani, è il primo sindacalista alla guida di un partito di sinistra. Perché la priorità deve essere il lavoro. Come se a scrivere un libro per bambini chiamassi un pedofilo. Della materia ne capisce, ma non proprio dal punto di vista giusto.

Da un partito in cerca di padrone, ad uno che invece lo ha e come. Ecco il Pdl e i suoi ministri riuniti a Brescia. Tutti impegnati a leccare il culo del loro boss, con litri e litri di saliva anti-magistratura. E via col solito teatrino del golpe, dell’Imu e delle cene eleganti. Applausi, contestazioni, 30% alle elezioni. Un’equazione ormai funerariamente conosciuta. Poco importa lo scontro istituzionale, la distruzione costituzionale e la bassezza esistenziale.

Infine, la Lega che attacca il ministro Kyenge perché un nero andava in giro a picconare milanesi a passeggio. Una versione demente del battito d’ala che genera un tifone in Alabama. Qui la teoria del caos non c’entra nulla. Il nesso logico tra i due eventi è spiegabile solo con l’assenza di neuroni nelle cavitá craniche dei leghisti.

(Ieri nessuna minchiata dal M5S, ma solo perché Crimi dormiva, e gli altri si scannavano per la diaria).

Cosi rimango col dubbio: serviva ringiovanire cosi tanto il Parlamento per avere le stesse identiche scene di quello più vecchio? E il terrore mi assale: almeno i vecchi morivano presto, ma questi giovani per quanto tempo ce li dovremo tenere?

Rassegna(ta) stampa – 21 nov 08

Scuola, Berlusconi: “Le classi ponte non sono discriminatorie”

Classi-ponte, prestiti-ponte: ma fateglielo fare ‘sto ponte sullo Stretto, così la smette di girarci attorno!

Economia, Epifani: “Sta arrivando una valanga”.

Dì qualcosa di sinistra…non di sinistro! Fammi grattare, va.

Riforma Gelmini, studentesse la sostengono con calendario hard

“Chi la dura, la vince” e figurati se lo fai indurire.

Gossip, il divorzio tra Madonna e Guy Ritchie è stato formalizzato.

Finalmente Madonna si è liberata della moglie.

Spettacolo, dopo “Don Matteo”, Terence Hill torna al Western.

Da sparare sentenze morali a sparare pallottole il passo è breve.

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