Non sopporto Ilaria Cucchi

Odiatemi, ma io lo devo dire. NON SOPPORTO ILARIA CUCCHI, o dovrei chiamarla CUCCHIARINI, per quanto è presente in TV e nei social.

Ciò è successo a suo fratello è tremendo. Va trovata una verità, per quanto giudiziaria, lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre istituzioni. Però permettetemi di esprimere un ragionevole dubbio sui parenti delle vittime che monopolizzano i notiziari e i talk show. Dimostrano una tale freddezza nell’esprimere il loro dolore che mi agghiaccia quanto un Adinolfi in costume.

D’accordo, ognuno esprime il cordoglio come vuole, non tutti dobbiamo chiuderci a recitare il rosario con il soundtrack di Bergoglio in sottofondo, però è la modalità ad insospettirmi. Tanto studio del make up visivo e morale, della cosa giusta da dire per risultare credibili ed equilibrati, dei vestiti da indossare, e dalla posa da assumere.

Non so quanto tutto questo abbia a che fare con il dolore, o ci sia solo egocentrismo alla base. Badate bene: anche questo sarebbe più che legittimo, purché lo si dichiari apertamente. Ecco, la cosa che meno sopporto è il passaggio da vittima a guru spirituale. Non lo reggo.

Perché se è così, allora Wanna Marchi non andava messa in carcere. In fondo, ditemi la differenza tra vendere alghe magiche e lacrime di coccodrillo.

Light identity

 

Mattia Pascal dovrebbe bloccare l’account Facebook per sparire dalla circolazione oggi giorno.

Se vuoi cancellare il tuo passato, formatta il pc, formatta la rubrica telefonica, blocca i profili sui social network, chiudi l’email, cancella i messaggi dal cellulare, cancella tutte le chiamate in entrata ed uscita. Il gioco e’ fatto: non sei più nessuno. Certo, sei ancora registrato all’anagrafe, hai ancora i tuoi documenti, ma da tempo quelli non servono più ad attestare l’identita’: sono simulacri del passato. Un versione 1.0 dell’identita’ che fu.

“Digito, ergo sum” e’ la vera rivoluzione copernicana dell’ultimo decennio.

Questa prospettiva affascina, ma e’ tremendamente incerta. La nostra essenza di cittadini, di attori sociali non e’ relegata ai polverosi archivi di un Ufficio Pubblico. E’ in mano a network ed aziende private. Sono snelle, rapide, cool. Ma il rischio di volatilità e’ altissimo. Si oppongono insomma due mondi: un’identità “pesante”, burocratica, ufficiale ed una “leggera”, dei social network, dell’estemporaneità, e del “qui ed ora”.

Che sia meglio o peggio, conta davvero poco. La realtà è questa: bisogna farci i conti.

Per mia indole, preferisco questo nuovo tipo di identità. Perchè la puoi cambiare, falsificare, rettificare, imbellire, imbruttire, strizzare, photoshoppare. Non bevo e non mi drogo. L’identità è l’unico giochetto che mi piace maneggiare (a parte, altri tipi di giochetti…). So che ha i suoi rischi, ma non m’importa.

Anche un pompino andrebbe fatto con il preservativo.

Ma si campa una volta sola: qualche rischio vale la pena correrlo.

Sorella de che?

Sta girando su Facebook un video dove una suora, alla domanda “Cosa pensa delle coppie omosessuali?”, risponde così: “Vanno annientate, perchè la famiglia esiste da quando esiste Cristo. Quindi, evviva la famiglia, abbasso i gay”. L’ultimo frame è del volto della suora visibilmente compiaciuto per quanto ha appena detto.

Senza mezzi termini, vi dirò cosa penso.

1) “Vanno annientate”. La suora deve vivere in una sorta di allucinazione manga alla Daitan 3. In cui Ratzinger, con la scintillante armatura di ermellino, annienta i fottuti froci con i raggi laser emessi dal rosario fotonico. L’utilizzo di questa espressione mi spinge a chiedere l’internamento di questo soggetto psicopatico in una clinica. Immediatamente.

2) “La famiglia esiste da quanto esiste Cristo”. Devo sottolineare lo svarone storico-sociale della povera rimbambita? Forse alla sorellina di Dio è sfuggito che il Cristianesimo è la copia pop del Giudaismo, che già prevedeva molto prima di Cristo (ammesso sia mai esistito) il concetto di famiglia con matrimonio e crismi del cazzo.

3) “Evviva la famiglia, abbasso i gay”. Dopo l’allucinazione manga, e le distorsioni spazio-temporali, la suora crede di essere allo stadio a tifare per la squadra della “Famiglia” in contrapposizione a quella dei gay. Al posto della sciarpa al collo, perchè non si mette un bel cilicio? Lo stringa bene bene, mi raccomando, sorella.

Conclusione.

A me questa suora fa letteralmente schifo. Non è un essere umano. Questa gentaglia (vedete anche le dichiarazioni del vescovo di Otranto su Nichi Vendola) rappresenta solo l’ultimo rantolo del moribondo che non si arrende alla sua fine. La Chiesa è morta: persino l’iPAD ha più adepti.

E l’argomento della famiglia “naturale” tra uomo e donna cade rovinosamente per un cortocircuito logico. Se fosse l’unica naturale, perchè genera figli omosessuali, contronatura secondo la suddeta visione? La natura può produrre la sua negazione?

Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli. Questa suora è già alla fase della fame chimica: si mangiasse un bel cazzo.

Così almeno si da una calmata.

Ma saranno facebook miei?

In tanti mi chiedono perche’ pubblichi ogni cosa della mia vita su Facebook. A questi curiosi rispondo per punti, come mio solito.

1) Tecnologia. Da quando ho il blackberry (e relativa application di Facebook) posso velocemente by-passare il pc.

2) Esperimento. Se non pubblicassi tanto, come farei a sapere chi tra i miei amici non abbia un cazzo da fare e chi ha invece meglio da fare che guardarsi i profili degli altri.

3) Reality-syndrome. Non nascondo mai la mia volonta’ di partecipare a un reality. Chiunque mi conosca sa benissimo che il mio livello di esibizionismo si spingerebbe ben oltre il livello di decenza se non fosse che voglio ancora avere degli amici.

4) Trasparenza. Odio il concetto di privacy: sono totalmente maoista in questo. Chi non si mostra e’ perche’ ha qualcosa da nascondere. Per me, anche i redditi dovrebbero essere pubblici ed accessibili a chiunque.

5) Altruismo. Sono talmente conscio del grigiore della vita di tanti, che sento di avere una missione: farli distrarre per 2 minuti al giorno con la mia vita fottutamente surreale.

Detto cio’, miei cari detrattori, vi saluto calorosamente e, ripeto, vi auguro sempre e comuque di avere di meglio da fare che giudicare la mia vita (ed il modo di esporla al pubblico ludibrio).

Facebook song

I 4 minuti meglio spesi davanti a youtube. Ancora sto ridendo.

ps questo video sostituisce un altro video rimosso che avevo precedente postato.

La Gelmini è un Gesso

Aderisci anche tu alla nuova campagna su Facebook!

Perchè la scuola non somigli a quel GESSO della Gelmini!

Galeotta fu la notification

Una tizia inglese ha scritto “single” sul profilo Facebook a soli 4 giorni dal divorzio; il marito l’ammazza perchè si sente umiliato.

Anche Il Papa si è incazzato per una notification. Di fatti, non andrà in visita in Israele, perchè in un museo a Gerusalemme la foto di Pio XII è taggata con “Quando gli ebrei vennero deportati da Roma ad Auschwitz, non intervenne”.

 

Il papa ha cambiato il suo status in Facebook: “Bei tempi quando ero giovane“.

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