Partito Pornocratico

Ieri sono capitato in aereo con Renzi e Civati, i “rottamatori” del PD. Mentre eravamo in volo, si votava la fiducia al governo B. Siamo partiti respirando l’euforia della fine del regime; siamo atterrati assaporando l’amarezza della sconfitta.

L’aereo andava a Milano, roccaforte berlusconiana. Tutti i businessman con cravatta a pallini, tutti in divisa d’ordine Mediaset. Eravamo gli unici tre ad essere incazzati: gli altri godevano come opossum. Al mio “porca troia!”, e’ seguito il “ben vi sta!” di uno di questi signori. Ed allora ho capito che siamo tutti coglioni, noi cittadini.

Tifiamo per un politico o l’altro, ma cosa ci cambiera’ nella vita la sua ascesa al potere? Nulla. E’ come tifare per un attore in un film porno: vai, vai che ce la fai a scopartela! Ma a) e’ scontato che ce la faccia, perche’ gia’ esiste un copione b) se pure ce la fa, noi rimaniamo a cazzo in mano, mentre lui se la spassa.

Mi giro verso Civati e gli chiedo con il mio fare sempre elegante: “Civa’, ma quando mandate a fanculo Bersani e tutta la combriccola dell’anteguerra?”. Lui sorride sconsolato e scrolla le spalle, Renzi lo segue.

Cari trafficanti, ma che speranze ci restano se neanche l’attore porno ci crede che alla fine se la scopa la protagonista?

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La Cuenta

Mancano 48 ore, e sapremo se Lui e’ davvero invincibile, uno e trino, oppure se finalmente e’ venuta l’ora di disfarcene. Sara’ martedì’ la piazzale Loreto di B? Vedremo. Quello a cui abbiamo assistito e’ comunque il peggiore spettacolo della storia della Repubblica.

Fino ad una settimana fa 317 deputati avevo depositato una mozione di sfiducia contro il governo. Matematicamente era fatta. Poi qualcosa e’ successo, e sono iniziate le defezioni. La magistratura ha aperto un’inchiesta (la prima sulla compravendita di deputati), spinti dalla documentata denuncia di Di Pietro.

Ma più di ogni altra oscenità, e’ stato lo spettacolo che la politica ha offerto in TV a farci voltare lo stomaco. Mai i talk show sono stati cosi’ aggressivi, sporchi, tesi, violenti: i soliti polli si sono trasformati in pitbull da combattimento. A battersi su cosa? Sul nulla. Sul solito Berlusconi si, Berlusconi no. La solita fittizia contrapposizione, che alla Bouvette della Camera si scioglie con l’aspartame nel caffè.

Qualsiasi cosa accada domani, si andrà al voto anticipato. Se ci sara’ sfiducia, nessuno si prenderà la responsabilità di un governo tecnico che fornirebbe a B l’arma perfetta per gridare al complotto del Palazzo. Se ci dovesse essere, B avrebbe una maggioranza troppo risicata per governare nel suo stile aziendalistico-totalitario.

Domani ci sara’ la conta dei deputati, ma dai prossimi mesi ci sara’ anche il conto che il futuro presenterà’ al paese per aver passato mesi ad occuparsi delle mutande del premier. Almeno lui ce le avra’ ancora, noi ci saremo giocati anche quelle.

Alt(r)a Velocità

In questi giorni l’Italia e’ in preda ad una sorta di sindrome post-futurista ritardata.

Processo breve, nuovi treni Alta Velocita’, aumento del limite di velocita’ in autostrada, fiducia express sulla Finanziaria: tutto veloce, tutto prima delle vacanze di Natale, qui e ora. E mentre il Governo vola, il resto dell’Italia cede il passo: 2 milioni di disoccupati passeranno un Natale fermi al palo.

Siamo un paese eternamente diviso tra Nord e Sud, ottimisti e pessimisti, laici e cattolici, guelfi e ghibellini, Berlusconiani e antiBerlusconiani, popolo delle primarie e popolo viola…etc, etc.

Tutte cazzate.

Il giorno che capiremo che queste divisioni sono solo la rivisitazione dell’antico “panem et circensem”, sarà tardi: già staremo con il culo nella merda – più di ora.

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