Solo un paese normale…

Ieri, video conferenza tra USA,UK,FR e Germania sulla Libia. Esclusa Italia. Berlusconi era al processo Mediatrade, Frattini dalla Gruber:”Non ci sentiamo esclusi, manco la Turchia e’ stata invitata”. Da quando il terzo mondo e’ diventato il nostro termine di paragone, Ministro?

Ricordo i bei vecchi tempi quando lo era l’Occidente e l’Europa. Prendiamo atto che ora il nostro Governo si confronta con paesi che manco riescono ad entrarci nella comunita’ europea. Ed in effetti, ci chiediamo anche noi perche’ l’Italia debba continuare a permanerci.

Abbiamo un liberta’ di stampa limitata. Un presidente, malato di priapismo, indagato ma che non accenna a dimettersi. Un parlamento stipendiato dal Premier. Un Governo che non si cura dei cittadini. Un’economia sempre più ridicola. Ed un ministro degli Esteri intento a scovare carte d’affitto a Santa Lucia e non a preservare l’autorita’ del proprio paese.

Gia’, perche’ siamo ancora in Europa? Solo perche’ gli altri paesi membri non ci possono cacciare. Solo perche’ siamo ancora un ottimo mercato per le arancie spagnole, le macchine tedesche e lo champagne francese. Solo perche’ ormai in Europa ci entrano cani e porci, ed un porco in più non fa di certo la differenza.

Credetemi, amo il mio Paese, la mia storia, la mia gente. Voglio solo essere orgoglioso di tutto quello che siamo, e non avere più vergogna di cio’ che siamo diventati. Voglio smettere di parlare sempre delle mutande di Berlusconi, ed iniziare a parlare del mio futuro. Voglio solo non dover tornare a lavorare all’estero.

Non chiedo tanto. Solo di tornare a vivere in un paese normale. Ce la possiamo fare?

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Equin-librio

Alla commissione Vigilanza della Rai si pensa ad una norma che “bilanci” le trasmissioni politiche. Per un Floris il martedì, dovra’ esserci un Paragone mercoledì, e cosi via. E’ una versione evoluta della Par Condicio, la “Cazz Che Dico”: per costruire i palinsesti i direttori di rete si avvarranno di ingegneri astrofisici della Nasa. Poi mi chiedo se tale principio non si possa applicare anche alle immagini. Per ogni tetta maggiorata, un uomo in mutande con un pacco pachidermico, no?

Siccome la maggioranza e’ tanto preoccupata per l’equilibrio mediatico, perche’ nella Mille Proroghe hanno eliminato il divieto per Berlusconi di acquistare nuovi giornali, come Il Corriere della Sera? A questo punto, pretendo che al PD sia dato il Corriere del Mezzogiorno e per l’UDC si fondi il Corriere del Pomeriggio!

In un paese dove le regole si applicano solo a corrente alternata, l’eccesso di regolamentazioni suona a beffa, se non a presa per il culo. Una nazione che necessita di legiferare sul buon senso e’ una barzelletta internazionale.

Frattini ha detto che non si puo’ esportare la democrazia in Libia (mentre in Irak e Afghanistan si poteva). E se noi ne siamo il prodotto, non potrei essere più d’accordo con il ministro.

WikiPiscio

“Wikileaks” deriva da Wiki, la tecnologia 2.0 per costruire informazione condivisa, e Leaks, soffiate. Il caso vuole che Leak significhi anche “pisciata” – e come altro chiamare i giudizi emersi sul nostro Premier? Una bella pisciata in faccia al nostro Paese.

Ora si puo’ gridare allo scandalo, al complotto, alla trama oligarchica internazionale, ma rimane l’offesa inferta al governo, che nel bene e nel male rimane il NOSTRO governo. Urgerebbe una difesa d’ufficio, ma Berlusconi fa sapere di averci riso sopra, e Frattini si piega: “Nulla scalfira’ i rapporti con gli USA”.

Ripetiamo: un paese straniero ci offende, ed il nostro ministro degli esteri ci tiene a precisare, quasi fosse lui in colpa, che nulla cambiera’? Come se la tua donna ti tradisse con il salumiere, e tu ti piombassi trafelato in salumeria a dirgli che continuerete a comprare le salsicce da lui.

Berlusconi e’ quello che e’, manco vogliamo fare difese d’ufficio senza speranza. Ma la destra non era nazionalista? Berlusconi non ha sempre attaccato chiunque di essere anti-italiano? A me sembra che le palle le caccino solo con i giornali locali.

A Napoli, li chiamano “galli ncopp a munnezz”. Mai metafora e’ stata più azzeccata.

Spy story alla matriciana

Il Consiglio dei ministri ha rilasciato una nota ufficiale su un presunto complotto internazionale per minare l’immagine dell’Italia. Wikileaks, Pompei, i rifiuti, le indagini su Finmeccanica: sarebbero tutte pallottole nella pistola dello stesso “killer”. Ma se pure fosse vero, sarebbe un caso di omicidio volontario: è la stessa vittima ad aver fornito l’arma al suo assassino.

Cari trafficanti, ormai dobbiamo dare per assodato che a) Frattini assume farmaci psicotropici; b) Berlusconi, campando di soap opera, cerca di trasformarne in una anche il nostro Paese; c) Questa classe politica è arrivata alla frutta. Avariata. E nonostante ciò, mi ci trovo d’accordo.

Esiste davvero un complotto contro l’Italia, ma non è internazionale: si chiama Berlusconi, e l’obiettivo lo sta raggiugendo egreggiamente. Perchè ormai l’unica immagine che abbiamo all’estero è di natura organica. Altamente fertilizzante.

Kabul o Ikea?

Mi fa un certo senso leggere proposte per armare bombe sui nostri caccia. E cosi’, anche oggi ho dovuto saltare le prime pagine dei giornali, piene di parole di cordoglio per dei mercenari che sono andati a farsi ammazzare volontariamente per una paga da capogiro. Tutti piangono per loro, e la giusta risposta della politica e’ Occhio per Occhio. Loro ci sparano, noi mettiamo le bombe. Mi sembra una risposta proporzionata all’offesa. Come se ad uno schiaffo si reagisse con un bazuka.

Ed intanto Frattini annuncia il ritiro delle truppe dall’Afghanistan nel 2011. Non era una missione di pace la nostra? La pace le sembra restaurata a Kabul dopo quello che e’ avvenuto? E se ci ritiriamo, a che servono le bombe? Ministro, non e’ che l’ha sparata grossa (scusi il gioco di parole) ora che Silvio e’ in ospedale e non la puo’ zittire?

Non pretendo di capirci molto di politica estera (non ci capisco niente di tutto il resto, d’altronde). Ma questa maggioranza non ha saputo esprimere grandi cose al riguardo; eccezion fatta la casa di Montecarlo, i rapporti con l’influentissimo stato di Santa Lucia e le lap dance di B nei club di Mosca e San Paulo.

Siamo o non siamo un Paese che ripudiava la guerra per Costituzione (art.11)? Certo, il Paese si fonderebbe anche sul Lavoro: ma facciamo i seri, chi se ne frega! La Costituzione doveva guidarci verso un futuro migliore, ma ora godono di maggior rispetto le istruzioni dei mobili di Ikea.

Una volta per tutte, mettiamoci una croce sopra. Celtica ovviamente.

Febbragosto

“L’impegno per la libertà religiosa dev’essere incrollabile […] è legato all’essenza stessa di ciò che siamo”.

Questo il succo del Discorso della Montagna di quel Cristo moderno, che è Obama. Segna una pietra miliare per la civiltà, che non sarà eguagliata facilmente per altri anni, se non secoli. L’ultimo fu proprio il presidente Jefferson a sancire questo straordinario principio con il Virginia Act del 1777. Ma prima di lui, fu la Regina Elisabetta I d’Inghilterra la prima sovrana al mondo ad occuparsi di religione in senso moderno, con l’Act of Uniformity del 1558. Obama si iscrive a pieno a questa lunga tradizione di libertà di coscienza, a totale predominio anglofono (non fu l’inglese Hume a contestare anche la stessa fede scientifica con la Critica al principio di causalità?).

Tutto è opinable, tranne una cosa: la libertà di crederci. Ma non solo. E’ l’orgoglio di distinguere il proprio Paese dal resto mondo a spingere questi grandi personaggi ad una resa dei conti con la paura delle paura, quello del diverso da noi. Un atto di coraggio, misto ad orgoglio nazionale, creano un cocktail esplosivo di modernità assoluta. Lo Stato come distributore incondizionato di diritti e doveri, e non dispensatore di odio e prevaricazioni.

Nell’Italia di oggi, invece, lo Stato è diventato semplice elargitore di prebende e omaggi in mano ai potenti. Memorabile il Discorso della Pagnotta di Bossi: “La legge sul legittimo impedimento gliela dobbiamo a Berlusconi”. Anche questa dichiarazione rimarrà insuperata nei secoli, ne siamo sicuri. E sulla libertà di culto, il governo attuale non è da meno. Frattini, ministro degli Esteri: “Nessuno può toglierci il diritto di esporre il crocifisso. Ci rivolgiamo all’ONU per sancire il diritto fondamentale di credere”.

Neanche Feurbach (che disse: “Non è Dio ad aver creato l’uomo, ma l’uomo ad aver creato Dio”) riuscì in un capovolgimento logico tanto ardito. La libertà di culto non è più garantire che tutti esprimano le proprie credenze, ma è sincerarsi che tutti esprimano la stessa. Libertà di culto, o meglio, di UN SOLO culto (d’altro canto, anche la spartizione dell’8xmille segue le stesse logiche dello Stato-distributore automatico, di cui sopra).

Gesù andava contro i farisei, ma Frattini gli si sarebbe messo a novanta. Eppure, se lo stesso Gesù si fosse candidato oggi, nessuno lo avrebbe votato. A meno che, al posto dei 13 apostoli, si fosse circondato di 13 mignotte ed avesse eletto Maria Maddalena ministro delle Pari Opportunità. Ma questa è un’altra storia.

Buon Ferragosto!

Berlusconi è un tumore

Berlusconi ieri ha avuto uno delle sue solite vampate da menopausa. Una conferenza stampa delirante, resa particolarmente interessante da un giornalista de El Pais che gli ha chiesto se non pensasse che il barigate non avesse incrinato l’immagine dell’Italia all’estero.

Apriti cielo: UNA DOMANDA VERA, ma come cazzo si e’ permesso ‘sto spagnolo? Non ci bastava La Repubblica e alcune centinaia di giornali mondiali a rompere: ora ci si mette pure El Pais. Il povero Zapatero, al fianco del nostro Premier-donna, non sapeva che dire, si vedeva imbalsamato, rigido.

Frattini parla di una “rete internazionale” contro il suo datore di lavoro e quindi, contro l’Italia. Alcuni questa rete la chiamerebbero DEMOCRAZIA, ed ha ragione Frattini: le democrazie di tutto il mondo vanno contro l’americalatinizzazione a cui sta andando incontro il nostro paese. Stanno cercando di debellare il tumore con il vaccino più potente: la liberta’ di stampa.

Ma come ogni tumore, Berlusconi e’ furbo, e’ difficile da colpire, e non esiste cura indolore per il resto del corpo. L’Italia dovra’ soffrire, e la chemioterapia sara’ lunga. Ma ce la faremo se avremo anche un po’ di culo*. Quello del Veline stavolta non bastera’. Potremmo chiedere aiuto alla Levi’s, che ha annunciato la guerra al “difetto” dei suoi jeans per donna, creando un database di 60 mila culi da tutto il mondo. Obiettivo: creare il jeans femminile perfetto. I Berluscones sono avvertiti: se non basta il nostro, lo compreremo dall’estero il culo che ci serve per cacciarli!

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