G8, GiOtto

E’ una sigla che ricorre nella parabola berlusconiana.

E’ durante il G8 di Genova che l’amico Silvio scatena la sua prima scarica fascista contro una manifestazione pacifica. Ed e’ proprio contro gli abitanti della citta’ dell’ultimo G8, L’Aquila, che ieri ha messo in scena l’ultimo episodio di violenza poliziesca.Ma GiOtto e’ anche il motivo di entrambe le proteste, o meglio, dei cerchi di GiOtto (altresi’ dette, PALLE) che il Cavaliere Mascarato promette agl’italiani regolarmente. Promesse che disattende con la stessa frequenza con cui si mette il fondotinta.

Ma lui prosegue dritto per la sua strada; perche’ crede DAVVERO di essere amato, riverito, rispettato dal suo “popolo”. Tanto da farsi speaker dello spot “Magic Italy” per la promozione del turismo italiano. Uno spot per l’Italia, che ha lo slogan in inglese. Coerente quanto il Duce che invitava a “sabotare” i prodotti inglesi, ignaro di usare una parola di origine inglese per farlo.

Di questo Governo ne ho i cerchi di GiOtto pieni – vorrei tanto che ci fosse un’opposizione seria in grado d’intercettare la mia rabbia. Ma abbiamo solo un recinto di cani sciolti che si litigano su non-sense stile Cappellaio Matto. Ci chiamiamo “compagni” o no? Siamo nel PSE o no? Siamo opposizione o alternativa? Fassino e’ morto o no? Bersani ci fa o ci e’?

Basta, basta, basta. Vorrei tanto una gomma per cancellare tutti ‘sti maledetti cerchi, ma pare siano disegnati col pennarello indelebile. E l’unica soluzione rimane quella di buttare il foglio e ricominciare tutto daccapo su uno nuovo. Ma anche per fare questo servono due cerchi di GiOtto enormi. E non sono certo di aver voglia di cacciarli.

Alleluja.

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