Draquila – Dittatura in corso (la recensione)

Se già Videocracy mi aveva angosciato profondamente, questo documentario di Sabina Guzzanti mi ha fatto incazzare come non mai. Scoprire del regime dittatoriale militare instaurato a L’Aquila dal Governo Berlusconi attraverso il braccio armato della Protezione Civile di Guido Bertolaso mi provoca un attacco collerico non indifferente.

Nessun giornale ne ha mai parlato (triste che sia una comica a farne le veci).

Nei campi, non si può nè entrare nè uscire senza incappare in un posto di blocco che fa domande, non si possono indire assemblee spontanee non autorizzate, non si possono bere cocacola e caffè (“per non eccitare i terremotati”), non si possono affiggere cartelloni di protesta. Mentre chi ha avuto le case si deve impegnare a riconsegnare TUTTO ciò che gli è stato fornito se dovesse andar via (DOVE???).

Gli aquilani sono PRIGIONIERI dello Stato Italiano. La Protezione Civile è la forza Carceraria.

Ma intanto, quello che conta è costruire, costruire, costruire nuove case, new towns, new centri commerciali. E la città vecchia è lasciata al declino più totale. Chi se ne frega, ci penserà qualche Governo di sinistra a ricostruire per i prossimi 20 anni: intanto, io m’incasso i consensi ora – chi vivrà, vedrà.

Da domani sarà difficile negarlo: l’Aquila è il laboratorio del regime che sarà (o che già c’è).

Grazie Sabrina.

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C’è grossa crisi

“C’è grossa crisi – la gente non sa più QUANTO stiamo andando” (Guzzanti, dal Pippo Kennedy Show)

E la crisi ha colpito anche il nostro povero primo ministro: ha dichiarato un reddito 10 volte inferiore a quello dell’anno passato. Per uscirne, voci di corridoio dicono che userà il piano casa ad Arcore: con il 20% in più, ci costruirà un mini-parlamento, così non dovrà manco più venire a Roma. E sempre a seguito del piano, finalmente ha accettato un nome del PD (Garimberti) alla presidenza della Rai: per ‘sto mattone in più nel CdA non dovrà manco aprire una D.I.A.

Ma non è l’unico a soffrire. C’è anche il povero Ratzi (povera stellina), che ha mandato avanti la mammina Bagnasco a difenderlo: “Il Papa è irriso dai media”. Ce lo vedo proprio Gesù mandare avanti la Madonna a prendersela con i farisei: mammina, mammina, questi sacerdoti mi prendono in giro perchè non faccio sesso! Diglielo tu che non sono GHEI!

E a soffrire della crisi, pure il povero Fabrizio Corona: la sua recente espulsione dalla “Fattoria” pare fosse programmata. L’Unione Consumatori è in rivolta contro Mediaset, ma la vera domanda è: davvero c’è gente che televota e spende soldi per ‘ste cazzate? Ma io – se fossi in loro – mi starei zitto per la vergogna, altro che protesta.

Ah ragazzi, c’è proprio grossa crisi. Di nervi.

Alfiere Alfano

Alfano: “nonostante il parere favorevole sulla procedibilita’, ho deciso di non concedere l’autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacita’ di perdono del Papa’”

L’autorizzazione a procedere per la Guzzanti – rea di Vilipendio al Papa – doveva essere concessa perchè la comica durante il No Cav Day ha detto: “Ratzinger morirà tormentato all’inferno, braccato da demoni frocioni attivissimi“.

A parte i miei complimenti per la vivida immaginazione per la Guzzanti, sono perplesso dalle parole di Alfano. Lui non procede perchè il Papa ha perdonato? Da quando il Papa è fonte giuridica italiana? Da quando esiste il reato di vilipendio al Papa? Ma soprattutto, perchè non eliminiamo le prime tre lettere dal cognome di Alfano?  Solo così si giustificherebbero le MERDATE che dice.

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