Febbragosto

“L’impegno per la libertà religiosa dev’essere incrollabile […] è legato all’essenza stessa di ciò che siamo”.

Questo il succo del Discorso della Montagna di quel Cristo moderno, che è Obama. Segna una pietra miliare per la civiltà, che non sarà eguagliata facilmente per altri anni, se non secoli. L’ultimo fu proprio il presidente Jefferson a sancire questo straordinario principio con il Virginia Act del 1777. Ma prima di lui, fu la Regina Elisabetta I d’Inghilterra la prima sovrana al mondo ad occuparsi di religione in senso moderno, con l’Act of Uniformity del 1558. Obama si iscrive a pieno a questa lunga tradizione di libertà di coscienza, a totale predominio anglofono (non fu l’inglese Hume a contestare anche la stessa fede scientifica con la Critica al principio di causalità?).

Tutto è opinable, tranne una cosa: la libertà di crederci. Ma non solo. E’ l’orgoglio di distinguere il proprio Paese dal resto mondo a spingere questi grandi personaggi ad una resa dei conti con la paura delle paura, quello del diverso da noi. Un atto di coraggio, misto ad orgoglio nazionale, creano un cocktail esplosivo di modernità assoluta. Lo Stato come distributore incondizionato di diritti e doveri, e non dispensatore di odio e prevaricazioni.

Nell’Italia di oggi, invece, lo Stato è diventato semplice elargitore di prebende e omaggi in mano ai potenti. Memorabile il Discorso della Pagnotta di Bossi: “La legge sul legittimo impedimento gliela dobbiamo a Berlusconi”. Anche questa dichiarazione rimarrà insuperata nei secoli, ne siamo sicuri. E sulla libertà di culto, il governo attuale non è da meno. Frattini, ministro degli Esteri: “Nessuno può toglierci il diritto di esporre il crocifisso. Ci rivolgiamo all’ONU per sancire il diritto fondamentale di credere”.

Neanche Feurbach (che disse: “Non è Dio ad aver creato l’uomo, ma l’uomo ad aver creato Dio”) riuscì in un capovolgimento logico tanto ardito. La libertà di culto non è più garantire che tutti esprimano le proprie credenze, ma è sincerarsi che tutti esprimano la stessa. Libertà di culto, o meglio, di UN SOLO culto (d’altro canto, anche la spartizione dell’8xmille segue le stesse logiche dello Stato-distributore automatico, di cui sopra).

Gesù andava contro i farisei, ma Frattini gli si sarebbe messo a novanta. Eppure, se lo stesso Gesù si fosse candidato oggi, nessuno lo avrebbe votato. A meno che, al posto dei 13 apostoli, si fosse circondato di 13 mignotte ed avesse eletto Maria Maddalena ministro delle Pari Opportunità. Ma questa è un’altra storia.

Buon Ferragosto!

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