Siamo tutti pazze!

Amo offendere uomini eterosessuali con aggettivi femminili. Soprattutto ai semafori, mi fermo con la moto accanto ad un ignaro guidatore e gli urlo PAZZA. Il povero cristo si gira per capire con chi mai ce l’abbia, e rimane di stucco (o di altri materiali organici) nello scoprire che la pazza é proprio lui. Piccoli vezzi da urban homosexual, che ci vuoi fare.

Chi mi piacerebbe incontrare al semaforo? Tre pazze che piu pazze non si puó: Berlusconi, Marchionne e Grillo. Tre uomini che cambiano idea al ritmo delle loro secrezioni corporali. B un giorno é con Monti e il giorno dopo lo vuole far fuori, per poi tornare ad amarlo il giorno dopo ancora. Se quest’uomo non é una pazza, allora chi?

Sulla stessa linea di isteria si muove il supermanager Fiat, Marchionne. Un anno promette 20 miliardi di investimenti in Italia, poi minaccia di andarsene, poi dice che in Italia fará 17 nuovi modelli, per poi licenziare operai a Pomigliano perché non c’é domanda.

Ed infine, Beppina Grilla che, quando Di Pietro paventava l’alleanza tra M5S e Idv, lanciava strali sul web; ma che poi ci ha ripensato ieri, quando ha annunciato di volerlo come Presidente della Repubblica (tempismo perfetto dato lo scandalo venuto fuori con Report domenica passata).

Considerando che questi tre “uomini” sono nell’ordine il passato, il presente ed il futuro dell’Italia, sono indeciso se amazzarmi o ammazzare loro.

Vorrebbero “guidare” l’Italia. Contro un palo. Siamo tutti cosi pazze da rassegnarci a loro?

Gall ncopp a munnezz

A Napoli, esiste un’espressione bellissima: “O’ Gallo ncopp a munnezz”, gallo sulla spazzatura. Lo si dice di chi si crede di comandare, ma che invece è solo un insignificante sottoposto. Non mi verrebbe espressione migliore per descrivere i mille capi e capetti (di cazzo) del PD e della sinistra intera. Divisi su tutto, anche sul NULLA su cui hanno potere. Ora divampa la polemica su Renzi, ma ogni settimana ne esce una nuova.

Perchè i dirigenti del PD&Co. sono come quello che non passa il concorso nelle forze armate, e allora si accontenta di fare la guardia privata fuori le banche. Appena gli danno la pistola, non gli pare vero di avere un pò di potere per una volta nella vita. E’ questa la gente che vogliamo al Governo? Non credo proprio. E lo dicono quasi tutti i sondaggi. PD e PDL sono sostanzialmente parimerito.

In tutti i paesi occidentali, i partiti al governo durante la crisi crollano a favore del maggior partito di opposizione. Qui la situazione è in uno stallo tremendo, pestifero, appestante e devastante. Non succede mai nulla. La sinistra accusa la destra di berlusconismo, la destra accusa la sinistra di dividersi. Entrambi hanno ragione, ma sappiamo bene che la ragione è dei fessi.

Non so cosa succederà, ma intanto lasciatemi ringraziare la Sinistra. Grazie, perchè continuando così, ci regalarete altri 10, 100, 1000 anni di Berlusconi. Grazie davvero.

La Casta ci castra, ed incastra

L’unica manovra che questo Governo riesca a varare e’ la RETROMARCIA. Inseriscono la legge ad Fininvest, e la ritirano. Intervengono in Libia, ma vogliono ritirarsi. Fanno il nucleare, e poi ritrattano. Ci provano con la legge bavaglio, ma la stoppano.

Questa debolezza si rivela proprio mentre le agenzie di rating sono assetate di sangue, e non vedono l’ora di declassare il nostro debito pubblico a titolo spazzatura. Come se non ne avessimo gia’ abbastanza in giro (a Napoli si, ma parliamo del Parlamento?).

Il governo del fare ormai fa solo figure di M. Persino i governi Prodi sembrano decisionisti a confronto. Ma non facciamoci illusioni sull’opposizione. Il PD si e’ astenuto sulla proposta IDV per l’abolizione delle province. Che in fondo sono le loro aziende, non essendo in grado di fare null’altro che occupare poltrone.

La Casta ci castra, e c’incastra. Ci toglie l’aria, e pensa solo ed esclusivamente alla sua autoconservazione. Come qualsiasi altro batterio. Ricordiamolo alle prossime elezioni.

L’Italia s’e’ desta!

Bimbi, oggi facciamo un po’ di matematica. Quanto fa il 95% di 57%? 54,15%! E quanto fa 3 sconfitte schiaccianti su 3? Disfatta, catastrofe, Waterloo. Il Governo si ritiri all’isola d’Elba e non faccia più ritorno. I referendum su acqua e nucleare non avevano colore politico. Ma il quesito sul legittimo impedimento non ha che un destinatario, Berlusconi, non ha che un messaggio, via subito dalla poltrona. SI TORNI alle URNE, subito.

Parliamo di utopia. Il Governo non lascera’ mai il potere prima della sua naturale scadenza, nel 2013. Silvio comprera’ altri Responsabili a prezzi rialzati. Neanche alla Lega, l’unica a poter dare la spallata, conviene il voto anticipato; abbaiera’, ma tornera’ nei ranghi. Annunceranno riforma fiscale e nuovo piano di rilancio dell’economia. Ma gl’italiani non ci cascheranno più: più rimarra’ al governo Berlusconi, più si cuocera’ con la sua stessa acqua.

La Sinistra adesso stia attenta. Non ha vinto, ha solo perso la destra. Deve ancora dimostrare di saper governare: le citta’ appena conquistate devono essere il volano di credibilita’ a livello nazionale. S’indicano subito tavolo di discussione per alleanza, e data delle primarie di coalizione. Che si sfidino Vendola e Bersani. Apertamente, senza chiudersi nel Loft del Circo Massimo.

E che prendano spunto proprio dal Popolo del Circo Massimo. Un milione di persone che sabato scorso ha acclamato una cantante americana che ha parlato di Diversita’ come ricchezza, e di Uguaglianza dei diritti come obbligo morale per un Paese civile. Quella immensa folla anticipava la richiesta dei 23 milioni di votanti ai referendum.

Perche’ tutti vogliamo un Paese Civile, Libero, Giusto, Coraggioso. Un Paese di cui andare orgogliosi.

L’Italia s’e’ desta. E sara’ impossibile tornare indietro.

Al-Libi(a)-to

Il PD si e’ schierato a favore dei bombardamenti italiani alla Libia. La Lega si e’ espressa in netto disaccordo con il Governo. Sono confuso: ma la sinistra non era pacifista e la destra guerrafondaia?

Mi si dira’: il PD ha accettato una risoluzione ONU a cui non ci si poteva opporre. Rimane il punto politico: potevano comunque protestare, esprimere il loro dissenso. E’ questo che fanno le opposizioni.

La troppa “responsabilita’” ha portato allo sfracello della sinistra. Nel 2008, Veltroni ha perso, perche’ non ha fatto una campagna elettorale, ma un picnic dell’Azione Cattolica. Bersani non convince, perche’ e’ cattivo quanto Tom di Tom&Jerry.

Guardate Di Pietro o Vendola. Si appassionano, si infervorano, incitano i loro seguaci a protestare. Sono vivi, cazzo. Perche’ la politica e’ passione razionale, e’ idealismo pragmatico, e’ lotta armata di fiori, e’ una scelta di vita.

Gia’, una scelta. E’ la conditio sine qua non per fare politica. Una scelta libera e scevra da interessi personali. La prima manca al PD (che farebbe un Fassino senza la poltrona al Parlamento?), mentre la seconda manca al PDL.

La gente lo sa, e premia i partiti “estremi” che continuano ad raccogliere consensi, sondaggio dopo sondaggio. Erodendo fette di mercato ai partiti maggiori, che regalano buona parte del proprio bacino elettorale anche all’astensionismo.

Tra partiti forti e non voto, sono andati in crisi i due partiti popolari PD e PDL, che nel 2008 avevano raccolto il 70% dei voti. Alle europee del 2009 gia erano scesi al 55%, ed alle amministrative 2011 non si profila un orizzonte più prospero.

C’e’ chi canta vittoria: il bipolarismo e’ fallito, non poteva funzionare in Italia, non siamo l’Inghilterra. C’e’ un salto logico in questo ragionamento: se uno non raggiunge l’orgasmo, non significa che il sesso sia sbagliato.

“Questo” bipolarismo non funziona. “Questa” classe politica non convince. “Questa” gestione della macchina pubblica non ingrana. Esiste una sola alternativa: rinnovamento. Rinnovamento totale dell’establishment. Servono facce nuove, visioni innovative.

Non deve essere il solito makeup dei capo-lista. Queste operazioni di maquillage non prendono più per il culo nessuno. La Seconda Repubblica ne e’ la dimostrazione pura e dura. Largo ai giovani, largo ai vecchi, largo a chi abbia voglia di cambiare il paese.

Con questi dirigenti non vinceremo mai, disse Nanni Moretti. Non vorremo esserne tutti complici?

Eiaculatio Precox

Bersani e’ uguale a Berlusconi.

Non condividono solo tre lettere del nome, ma anche tre neuroni – in multiproprieta’. Oggi su Repubblica dichiara di voler “ripensare alle primarie”, perche’ sa di perderle contro Vendola. Esattamente come Berlusconi che cambio’ la legge elettorale per farle perdere a Prodi.

Ma c’e’ un’altra terribile somiglianza: l’irrefrenabile moto centripeto. I due BER corteggiano in tutti i modi i due INI (Fini e Casini) con la speranza di creare la grande casa dei moderati. Che, visti gli ultimi fatti parlamentari, assomiglia sempre più ad una casa per appuntamenti.

Ma ad entrambi sta sfuggendo un dettaglio. La globalizzazione ha spinto a polarizzare i ceti, e di conseguenza, gli scontri politici. A mano a mano che l’Italia si mondializzia, a vincere sono i partiti estremi, vedi Lega, Vendola e Di Pietro, che continuano a crescere senza sosta.

La gente vuole scelte, prese di posizioni e non melassa avariata in (s)offerta speciale.

Ma c’e’ una grande differenza tra BERsani e BERlusconi. Quest’ultimo vince perche’ prima pensa a mettersi in tasca l’estremo vincente (la Lega) e poi si rivolge ad altri. Bersani schifa il suo estremo, e punta direttamente al centro.

Va di fretta, salta un passaggio fondamentale: rischia di perdere nuovamente per via della sua eiaculatio precox politica. E allora, caro Segretario, faccia un respiro profondo, pensi a sua mamma nuda (o a Franceschini in tanga), e distolga l’attenzione dal fare centro nel corpo elettorale a tutti i costi: ci sono prima i preliminari, per dio!

Perche’ e’ sempre meglio un orgasmo guadagnato che uno strappato. Se lo faccia spiegare dal suo amico Silvio.

La Cuenta

Mancano 48 ore, e sapremo se Lui e’ davvero invincibile, uno e trino, oppure se finalmente e’ venuta l’ora di disfarcene. Sara’ martedì’ la piazzale Loreto di B? Vedremo. Quello a cui abbiamo assistito e’ comunque il peggiore spettacolo della storia della Repubblica.

Fino ad una settimana fa 317 deputati avevo depositato una mozione di sfiducia contro il governo. Matematicamente era fatta. Poi qualcosa e’ successo, e sono iniziate le defezioni. La magistratura ha aperto un’inchiesta (la prima sulla compravendita di deputati), spinti dalla documentata denuncia di Di Pietro.

Ma più di ogni altra oscenità, e’ stato lo spettacolo che la politica ha offerto in TV a farci voltare lo stomaco. Mai i talk show sono stati cosi’ aggressivi, sporchi, tesi, violenti: i soliti polli si sono trasformati in pitbull da combattimento. A battersi su cosa? Sul nulla. Sul solito Berlusconi si, Berlusconi no. La solita fittizia contrapposizione, che alla Bouvette della Camera si scioglie con l’aspartame nel caffè.

Qualsiasi cosa accada domani, si andrà al voto anticipato. Se ci sara’ sfiducia, nessuno si prenderà la responsabilità di un governo tecnico che fornirebbe a B l’arma perfetta per gridare al complotto del Palazzo. Se ci dovesse essere, B avrebbe una maggioranza troppo risicata per governare nel suo stile aziendalistico-totalitario.

Domani ci sara’ la conta dei deputati, ma dai prossimi mesi ci sara’ anche il conto che il futuro presenterà’ al paese per aver passato mesi ad occuparsi delle mutande del premier. Almeno lui ce le avra’ ancora, noi ci saremo giocati anche quelle.

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