Repubblica Popolare Italiana

Per via dello stallo politico italiano, gli scenari futuribili sono infiniti. Per fare chiarezza, noi de IlSarcotrafficante abbiamo raccolto le testimonianze di fonti interne al Parlamento (che vogliono rimanere anonime); ve le riportiamo di seguito con nomi fittizzi.

Julio ThreeMountains: “Diamoci un taglio:  governissimo Bossi-Tremonti, con eliminazione del parlamento e dell’esecutivo. Bossi si occuperà delle banche del Nord, io di tagliare il Sud dalle cartine geografiche”.

Ferdinand Mess: “Se Dio vuole,  un Governo teocratico con a capo Bagnasco. A sostenerlo UDC e tutti quelli che dimostreranno di portare il cilicio da almeno sei mesi continuativi. La Binetti ci ingannò: era solo rosmarino”.

Italy Blowjob: “Via la Lega e Governo sostenuto da Fini, Casini e PDL. A capo, Elisabetta Tulliani. Creeremo il nuovo polo, La Casa delle Licenze Immobiliari”.

Humphrey Bossart: “Tagli al welfare: spariamo negri, ebrei, froci, badanti e vecchi. Tremonti a capo del Governo della Serenissima, con sede nel garage di mio figlio. Accanto ai poster di Sabrina Salerno e Frodo Baggins“.

Nick Selling: Proposta non pervenuta. Si è limitato a dire: “La Costituzione è poesia, la Politica è metafora, Il Parlamento è un fiore appena sbocciato, D’Alema è il Tavernello, Io sono un intenso Chianti”.

Tony Rock: Ha prima tentato di farci arrestare, poi ha dichiarato: “Tutti i politici in carcere in maniera preventiva. A votare i parlamentari, saranno le guardie giudiziare per un Governo di Sicurezza Nazionale”.

PierLouis BerHealthy: “Dobbiamo abbattere il regime neocolonialista imperialista democristiano. Abbasso Andreotti, abbasso il CAF“. Poi, si è suicidato, credendosi Raul Gardini.

Come vedete, le nostri fonti non riescono a trovarla una visione comune, ma vi consigliamo un acquisto ingente di vasellina per quest’inverno. Ne servirà molta.

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Balconing

La nuova moda delle Baleari si chiama “Balconing“, ovvero gettarsi dal balcone degli hotel stile Parkour. Istinto suicidia nella capitale del divertimento estivo europeo? O semplice, effetti di brutte, bruttissime insolazioni? Di sicuro, sintomo di estrema noia di questi poveri deficienti. Non gli basta più stonarsi con la musica house, l’alcol e le droghe. Vogliono pure provocarsi traumi fisici irreversibili. Mia madre era all’avanguardia: mi riempiva di calci in culo al ritmo di Samba. Altro che Balconing.

L’aspetto preoccupante è che la moda fa proseliti anche tra i nostri politici in versione balneare. Come spieghereste la recente voglia di fare un governo di transizione contro Berlusconi? Ora ha aderito anche Di Pietro, ahinoi. Il brillante piano consiste in un governo “do cojo, cojo” che vada da Vendola a Fini per liberarsi da Berlusconi, riformando legge elettorale e conflitto d’interessi. Nel bel mezzo dell’orgietta, la manovra economica più importante di sempre e l’attuazione del Federalismo, che cambierà drasticamente l’assetto politico del Paese.

L’unica spiegazione di questo cupio dissolvi è un istinto irrefrenabile di farsi buttare giù dal balcone dagli elettori. Balconing, appunto. Che avrebbe un corollario inevitabile: il Venice Balconing. Ovvero, il Cavaliere che dal balcone di Palazzo Venezia (per l’occasione, riaperto) annuncerà la sua ennesima vittoria contro il complotto dei partiti oligarchici e borghesi. Contestualmente, dichiarerà guerra a Francia ed Inghilterra. Per poi smentirsi, dicendo che era solo uno scherzo per far incazzare Letta.

Signori dell’oppozione, complimenti per la strategia. Consiglio: sulla spiaggia munitevi di una qualsiasi biografia di Napoleone. Il capitolo “Waterloo” potrebbe tornarvi utile in autunno.

Scelta di campo

In vista delle imminenti elezioni, ho preso ufficialmente una posizione: sono per un’alleanza IDV e SeL, con Premier Vendola e Vice-Premier Di Pietro. Esclusi da quest’alleanza, i massoni del Grande Centro e gli hobbit senzapalle del Partito Defunti. Che andassero tutti a Villa Certosa, a farsi infilare il dito medio in culo da Bossi.

Cosa mi ha spinto a questa scelta netta? Una serie di fattori.

Le ragioni per cui escludo PD e Grande centro sono:

1) Le dichiarazioni del PD e di Grillo sul governo di transizione (per rifare legge elettorale e risolvere conflitto d’interessi) mi sembrano totalmente irreali con questa gente in Parlamento. In entrambi i casi, il loro appello è solo una malcelata paura del giudizio degli elettori;

2) Non mi fido del Terzo Polo, perchè mi sentirei un Pollo ad affidarmi ad ex fascisti, ex democristiani ed ex margheritini. Non amo i trasformisti, non amo che abbiano tra di loro gentaglia come Cuffaro, indagato per associazione mafiosa, per poi innalzarsi a difensori della legalità.

Le ragioni per cui appoggo IDV e SeL sono:

1) Di Pietro e Vendola sono personaggi ultra puliti. Quando tra le loro fila è apparsa qualche mela marcia, subito è stata cacciata dal partito. Esempio eclatante: Di Pietro si rimise totalmente ai giudici quando suo stesso figlio fu indagato;

2) Di Pietro ha un programma politico preciso e netto che condivido a pieno; Vendola ha il carisma, la passione e l’oratoria di un vero politico di altri tempi, all’Almirante (paradossalmente) o alla Berlinguer; la sua esperienza di vita gli permette di parlare a tutto l’elettorato;

3) Un plus per Vendola sono i continui attacchi che gli vengono rivolti dall’establishment del Partito Defunti e dalla Chiesa Cattolica. Solo le persone scomode ma giuste vengono sempre affossate dai potenti. Come si chiamava l’altro? Ah si, Gesù!

Voteremo a novembre o marzo, non importa. La mia scelta l’ho fatta: spero che i miei referenti politici non si calino mai le braghe e vadano dritti per la loro strada senza se e senza ma. Incrociamo le dita.

Appello a Bersani

Mi rivolgo al segretario del PD, Bersani.

Cortesemente, CACCI LE PALLE, perche’ ad oggi si vedono solo con un microscopio di ultima generazione. Che ormai nessuno sa usare, perche’ all’Universita’ si va solo a parcheggiare il culo attendendo che l’ennesimo professore precario se ne vada all’estero.

Io non chiedo molto, caro Bersani. Lei ha due possibilita’ al momento: ricordarsi della sua storia socialdemocratica (per non dire, COMUNISTA) oppure rinnegarla come il peggiore degli schizopatici. Se un briciolo del ragazzino che credeva nella rivoluzione proletaria esiste ancora, non lo ammazzi come la Franzoni ha fatto con il suo bimbo.

Perchè le do una notizia sensazionale: essere di sinistra non e’ un peccato mortale. Non si diventa ciechi a difendere i lavoratori, le minoranze, e a volere un mercato libero con regole ben precise. Non si va all’inferno se va contro i diktat della Chiesa e si capisce che l’uomo e’ fatto per lo più di acqua, ma non santa.

Caro Bersani, alla sua sinistra ha due attaccanti insuperabili: Di Pietro e Vendola. Un’alleanza tra voi sarebbe alternativa VERA al catodismo neonazista. Si allei con loro, e non gareggi sulle dimensioni del pisello, perche’ importa come lo si usa e non la dimenesione. Ormai anche El Pais appoggia Vendola senza se e senza ma. Che aspetta ancora?

E’ questa l’unica via per sopravvivere ai tre grandissimi rischi all’orizzonte: la rinascita della Balena Bianca, la rivincita del Nano Malefico e il Grillismo. Vuole davvero soffocare a causa di tre bestie da circo che fanno ridere mezzo mondo? Si rende conto che lei è parte dell’UNICA cultura politica che abbia ancora un senso?

E allora, la prego di godersi la pausa estiva, torni nella sua regione che fu tanto rossa quanto prospera. Si parlava di un modello emiliano, prima che arrivasse il mortadello emiliano. Non se lo dimentichi mai.

Buone ferie, segretario.

Speriamo in un ritorno di senno a settembre.

Boccata d’aria

Non voglio illudermi, ma la domanda resta: cosa sta succedendo in Italia tutto all’improvviso? Quattro eventi, quattro presagi positivi. Un milione e mezzo di firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Retromarcia del Governo sul ddl intercettazioni. L’Italia dei Valori propone la contromanovra che non colpisce le classi medie. La prima coppia lesbica riconosciuta nel comune di Torino.

E in un solo giorno, ho intravisto l’Italia dei diritti contrapposta a quella dei “dritti”, dei furbetti e delle cricche. Un Italia che non sposa la logica del profitto a tutti i costi, che comprende il bene necessario della liberta’ di stampa, che non colpisce solo i poveri e che dice no alle discriminazioni sessuali. Un’Italia laica, corretta, umana. E’ l’Italia che vorremmo ogni giorno della nostra vita, perche’ ce la meritiamo tutta.

Non dimentico la triste realta’, che e’ ancora greve e passatista. Ma lasciatemi gustare questo momento di modernita’ inaspettata.

Ps riguardo il post precedente, oggi Metro ha pubblicato lettere riparatorie allo scempio discriminatorio pubblicato ieri. Anche questa e’ un’ottima notizia.

Il Markettaro e la Sinistra (aggettivo, non sostantivo).

Fatemi fare il serio per una volta. Sento l’esigenza di analizzare questa tornata elettorale, perche’ altrimenti non credo di digerirla neanche con bombe di bicabornato puro. Partiamo da un dato: il centro destra vince e per numero di regioni (ne ha 4 in più, strappandole alla sinistra) e per numerica di voti totali (Pdl + Lega sono al 39,4 perdendo 3 punti rispetto le politiche, mentre il PD+IDV sono a 33,5 perdendo ben 5 punti).

Veniamo alle ragioni di questo risultato. Da un lato, una buona tenuta del centrodestra; dall’altro, una cocente sconfitta della sinistra.

Iniziamo con quest’ultima.

1) La gente ha punito la sinistra. In Piemonte, e’ un voto di protesta attestato dal successo della lista di Grillo; in Lazio, lo scandalo Marrazzo ha avuto il suo gran peso; come in Campania, lo scandalo rifiuti ed in Calabria i diversi inciuci di Loiero e company; 2) La sinistra vince nelle grandi citta’ ma perde nelle province ed hinterland. In altre parole, la sinistra appare sempre più radicata tra i ceti più ricchi, e non riesce più a rappresentare i più deboli, non e’ più credibile; 3) Non a caso, i voti di protesta a sinistra (federazione sinistra, sinistra e liberta, e grillo) stravincono: sommandoli arrivano al 7,8 cioe 4,8 punti in più rispetto alle politiche 2008. Se a livello nazionale, PD+IDV si fossero uniti a questi partiti avrebbero ottenuto il 41,2% dei voti, ottendendo la maggioranza.

Ed ora le ragioni della vittoria di destra.

Incredibile per due motivi: a) nonostante in tutto il mondo i partiti al governo perdano alle elezioni di mid-term per via della crisi, da noi vincono; b) la destra vince tra i poveri del centro-sud, ma aumenta i suoi consensi proprio al Nord, che e’ la zona più ricca d’Italia. Qual è la risposta? Strategia di branding. Berlusconi ha costruito la sua offerta politica su due “marchi” con un posizionamento ben distinto: da un lato, il PDL un partito per ricchi ed aspiranti tali (dipintosi come vittima dei magistrati), e dall’altro, La Lega un partito “pauperista” e legato al territorio.  Il tutto condito da un piano televisivo che ha censurato i talk show e l’opposizione (TG1 e TG5 hanno preso delle multe in tal senso).

In conclusione,

da un lato una sinistra “sinistra”, cupa, poco credibile e senza alcuna scelta netta, e dall’altra, una destra a due punte che straparla senza contraddittorio in TV hanno diviso l’Italia in due maggioranze relative non schiaccianti. Di fatto, l’unico partito ad aumentare sensibilmente è l’astensionismo: +10%. Ma è questa è la vera speranza per il nostro Paese, e fatemelo dire, per la sinistra.

Alle prossime politiche, chiunque riesca a sfondare la censura governativa con un’offerta politica ampia e distintiva, che sappia COMUNICARE alla gente – agendo nel VERO interesse nazionale e non per questioni di poltrona avrà qualche speranza di vittoria attraendo anche chi adesso è sfiduciato. Servono SOLDI, molti SOLDI per giocare ad armi pari con il nemico (toc toc, Murdoch? Soros? Non abbiate paura di sporcarvi le mani!), e IDEE convincenti e facilmente comprensibili dalla gente.

Ma chiunque sia questo folle, deve iniziare DA OGGI a fare campagna elettorale, perchè non basterà muoversi qualche mese prima per abbattere un politica catodica che ha messo radici 20 anni fa. Dobbiamo agire QUI’ ed ORA: gl’italiani non sono quei mostri che ci vogliono far credere. Ne sono certo.

Buona lotta a tutti!

Bersani diventi HARD

“Il PD non partecipera’ al no Berlusconi day di Di Pietro” – ha detto Bersani. Le ragioni sono racchiuse in quanto auspica Marini: “Differenziarci da Di Pietro il più possibile”. Ed e’ dietro a questa dichiarazione che si svela e rivela la vera aspirazione del PD: un’aspirazione più che “maggioritaria”, markettara. Nel senso di marketing ed anche di markeTTing. Il PD non ha un’idea di se stesso, non esiste, e’ fuggitivo nel programma, sostanziale nella forma, e formale nel contenuto.

Una sola domanda al segretario: ma secondo lei i 2 milioni di cittadini che sono andati alle primarie l’hanno fatto per il suo bel faccino piemontese o per mandare a fare in culo il Cavalier Banana?

“Il PD fara’ le sue manifestazioni” – ha continuato Bersani. Ecco, ottimo: dividere gli anti-berlusconiani e’ proprio quello che i suoi elettori si aspettavano votandola. Idv avra’ le sue grane, ma su un punto e’ chiaro: mandare a casa Berlusconi. E guarda un pò: cresce da due elezioni a doppia cifra, mentre il PD è in calo da quando è nato.

Segretario Bersani, rischia che il NO B DAY sia anche contro la B di Bersani. Un consiglio spassionato: abbandoni la linea soft sex di Veltroni ed inizi a darci giù pesante con l’hard.

Altrimenti rischia di far perdere l’EREZIONE ai suoi elettori, per sempre. E non ci sarà Viagra, primaria, vision, mission che servirà a quel punto.

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