Guerra tra pecore

Il cardinali Tettamanzi non le ha mandate a dire: “Perche’ chi commette atti di guerra non vuole che gli si dica che fa la guerra?”. Non si rivolgeva di sicuro alle sciure milanesi: l’unica battaglia che ingaggiano e’ contro le rughe, via missili terra-aria di botox e acido ialuronico. Il governo ha fatto orecchie da mercante; d’altronde, il Primo Ministro lo e’ di tappeti, e non ha mai smesso di esserlo.

Ora siamo ufficialmente in guerra. Bombarderemo la Libia, rispondendo (supini) agli ordini di Obama. La Lega e’ inbufalita, non e’ stata consultata. E mentre comprava laser depilatori per altre giovani nipotine di Mubarak, Silvio ha dichiarato: “Colpiremo solo obiettivi mirati”. Incredibile: invece noi si pensava di gettare missili a cazzo.

Mentre muiono civili, il solerte Governo del fare non dimentica pero’ il programma votato dagli elettori. Cosi, fa tuonare il sottosegretario alla Famiglia, Giovanardi, contro una pubblicita’ di Ikea in cui sono ritratti due ragazzi di spalle, mano nella mano; la scritta: “Per tutte le famiglie”.

Giovanardi ha dichiarato che e’ contro la Costituzione. Da quando il Governo s’interessa di rispettarla? Ma soprattutto, un dettaglio: nella Carta non e’ scritto che la famiglia e’ tra uomo e donna; tale concetto e’ espresso nel codice civile. Ed e’ stato recentemente contestato dalla Corte Costituzionale.

Gia’, fanno la guerra ma si dicono in “Missione di Pace”. Si dicono nazionalisti, ma si piegano a novanta davanti gli USA. Si appellano alla Costistuzione, ma cercano di distruggerla senza conoscerla. Parlano di famiglia tradizionale, e sono dediti al bunga bunga.

La verita’ e’ che si definisco Governo, ma sono solo delle pecore. Quando perderanno il pastore Silvio, beleranno tutti alla ricerca del nuovo protettore, sconfessando il vecchio padrone.

Ne vedremo delle belle. Si fa per dire.

Kabul o Ikea?

Mi fa un certo senso leggere proposte per armare bombe sui nostri caccia. E cosi’, anche oggi ho dovuto saltare le prime pagine dei giornali, piene di parole di cordoglio per dei mercenari che sono andati a farsi ammazzare volontariamente per una paga da capogiro. Tutti piangono per loro, e la giusta risposta della politica e’ Occhio per Occhio. Loro ci sparano, noi mettiamo le bombe. Mi sembra una risposta proporzionata all’offesa. Come se ad uno schiaffo si reagisse con un bazuka.

Ed intanto Frattini annuncia il ritiro delle truppe dall’Afghanistan nel 2011. Non era una missione di pace la nostra? La pace le sembra restaurata a Kabul dopo quello che e’ avvenuto? E se ci ritiriamo, a che servono le bombe? Ministro, non e’ che l’ha sparata grossa (scusi il gioco di parole) ora che Silvio e’ in ospedale e non la puo’ zittire?

Non pretendo di capirci molto di politica estera (non ci capisco niente di tutto il resto, d’altronde). Ma questa maggioranza non ha saputo esprimere grandi cose al riguardo; eccezion fatta la casa di Montecarlo, i rapporti con l’influentissimo stato di Santa Lucia e le lap dance di B nei club di Mosca e San Paulo.

Siamo o non siamo un Paese che ripudiava la guerra per Costituzione (art.11)? Certo, il Paese si fonderebbe anche sul Lavoro: ma facciamo i seri, chi se ne frega! La Costituzione doveva guidarci verso un futuro migliore, ma ora godono di maggior rispetto le istruzioni dei mobili di Ikea.

Una volta per tutte, mettiamoci una croce sopra. Celtica ovviamente.

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