A cena con i cinesi

In questi giorni di festa si notava affluenza fuori norma alle bancarelle. Tanta gente che si accalcava per accaparrarsi l’ultimo capo sintetico cinese come mosche attorno ad un gustoso pezzo di merda. Interessante vedere come tali persone guardassero attentamente ogni articolo, lo esaminassero a fondo, e facessero persino domande sul come non rovinarlo durante il lavaggio. I critici della Guida Micheline sono meno cacapalle con i ristoratori.

Stanco della solita spiegazione (“è la crisi!!”), ravvedo in questo atteggiamento una profonda schizofrenia sociale o, nella migliore delle ipotesi, miopia collettiva. Perché gli avventori di questi commerci sono gli stessi a lamentarsi della presunta invasione di immigrati, a disprezzare imprese italiane che delocalizzano in Cina, contro cui organizzano scioperi per il posto di lavoro perso. Ipocrisia e contraddizione. Emblematica è la figura fatta di recente dall’alfiere di questa italietta, Salvini, che indossava una felpa non made in Italy.

Si comprendono la disperazione di chi non arriva a fine mese e lo sdegno di chi pensa che i prodotti di marca siano irragionevolmente cari. Si ammette molto meno chi non agisce coerentemente, chi predica bene e razzola male. Se odi la Cina, compra SOLO made in Italy – altrimenti stai zitto e approfitta anche tu della globalizzazione.

A Capodanno, a Shangai sono morti 35 cinesi perché qualcuno buttava soldi da un terrazzo. Soldi che poi si sono rivelati falsi. A Capodanno, a Roma ho visto gente rischiare la vita per una sciarpa a 0,99 euro.

Sicuri che, oltre alle aziende, non stiamo delocalizzando la dignità?

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Italiani o Itali-ani?

La Padania: “Berlusconi si e’ inginocchiato a Parigi”. Silvio: “Non mi sono inginocchiato, al massimo e’ il contrario”. Comprendiamo che al Premier non piaccia trovarsi nella posizione che impone solitamente alle sue Arcorine… ma chi di pompino ferisce, di pompino perisce.

Dal vertice italo-francese, l’Italia ne esce sconfitta in tutto: immigrazione, guerra in Libia, scalata Parmalat, candidatura di Draghi alla BCE. Sui primi tre ha prevalso la linea francese (si a revisione Shengen, si a bombardamenti in Libia, si a OPA Lactalis su Parmalat). Sull’ultimo aspetto, Sarkozy ha concesso l’appoggio all’italiano Draghi. 3 a 1 per la Francia.

La domanda sorge spontanea: che ruolo ha l’Italia in Europa, e nel Mondo? Se l’Europa e l’America sono sempre più irrilevanti rispetto alla Cina, che fine fara’ il paese meno influente tra i meno influenti? Avere una mission, un chiaro posizionamento di mercato e’ l’arma vincente di qualsiasi brand. I paesi non fanno eccezione.

La nostra immagine e’ schiacciata sulla reputazione (?) del Premier, la nostra industria manifatturiera, il noto “Made in Italy”, e’ surclassata dalla Cina in qualita’ e prezzo, la nostra universita’ e’ depressa dai tagli, la cultura va a pezzi (letteralmente, vedi caso Pompei), il turismo e’ affidato alla Brambilla, per Cristo!

Tutti gli asset del nostro sistema-Paese vanno a rotoli. Il nostro governo pensa solo alla giustizia, il resto passa inosservato. La conseguenza e’ la più totale disaffezione degl’italiani alla res pubblica, l’orgoglio di appartenere alla nostra comunita’ e’ ai minimi storici.

La Francia, l’Inghilterra hanno uno spirito nazionalista molto più saldo del nostro. Sono una nazione, un popolo, prima che uno Stato. Noi sembriamo un Europa in piccolo: uniti dalla moneta, separati in casa. E i partiti al governo non fanno che acuire i contrasti.

Cosa fare allora? Quale ricetta per tornare ad essere Grande tra i Grandi? Semplicemente, iniziare a pensare come tale. E comportarsi di conseguenza. Bisogna cambiare l’atteggiamento mentale nei confronti del nostro Paese.

Il punto di partenza e’ innescare meccanismi virtuosi nella scuola. Che l’educazione civica, la storia dell’arte e la letteratura siano il pilastro della nostra educazione. Che qualsiasi ragazzino possa fare da guida turistica nella propria citta’. Che si parlino almeno due lingue straniere (il dialetto non conta come lingua).

Che si ami ardentemente la propria Costituzione. Che si recitino a memoria i suoi principi fondamentali. Che si scolpiscano col fuoco la storia che li ha generati. Che non si dimentichi mai più da dove veniamo, e cosa siamo diventati.

Insomma, la cultura come elemento strategico, e come compagno di vita di ogni singolo italiano. Si deve nascere nella culla, e morire nella cultura. Perche’ altrimenti si nascera’ nella merda, e ci si morira’ pure.

S-illogismi

Mi piacciono i sillogismi della Moratti. Ieri ha detto: “un clandestino se e’ un clandestino normalmente delinque, dato che non ha un lavoro”. Sindaco, vorrei che ci spiegasse bene la sua teoria, perche’ anche Lombroso si stia interrogando dall’al di la’. Non si capisce quale sia per lei la causa della “naturale tendenza” a delinquere di un immigrato irregolare. Il fatto che sia clandestino o che non lavori. Analizziamole.

Se credesse al primo caso, non dipenderebbe da loro, ma da voi di destra. La causa si chiama legge Bossi-Fini che sancisce un principio: nessun permesso di soggiorno a chi non ha un contratto di lavoro; ergo, chi non ha un lavoro commette ipso facto reato di clandestinita’. Ma, caro Sindaco, questa e’ una tautologia da inserto di Vanity Fair: non è che le poesie di Bondi le danno alla testa?

Passiamo al secondo caso. Se chiunque non abbia un lavoro delinque (chiaramente, escludiamo l’ipotesi fascista che solo un disoccupato immigrato lo faccia, mentre uno italiano no, VERO?) vorrei farle presente una questione. Anche lei non ha un lavoro vero da quando e’ nata: cosa ne dovremmo dedurre? Che anche lei delinque? Non mi permetterei mai di pensarlo, perche’ sono un garantista come lei. O mi sbaglio?

La prego di rispondermi, così alle prossime elezioni mi candido anche io. Perchè, se per fare il Sindaco basta ragionare con il culo e sparare merdate, allora ogni mattina sono già il più grande Sindaco d’Italia.

Chiesa Nord

La Chiesa cattolica è solo una succursale appenninica della Lega Nord.

Stamane, leggendo delle nuove disposizioni in merito di pedofilia nel Vaticano, mi ero per un secondo meravigliato. Condanna immediata alle autorita’ civili, laicizzazione automatica del colpevole senza processi e potere d’investigazione dei vescovi. Un vero colpo di spugna; ma mi sbagliavo. Commentando la notizia, Bertone ha detto: “La pedofilia non va collegata al celibato, ma semmai all’omosessualita’“. E questa dichiarazione va a braccetto con quella, poi vigliaccamente smentita, da mons. Babini:  ” E’  tutta una campagna mediatica degli ebrei e degli omosessuali”.

Questa Chiesa mi fa schifo, lo dico senza mezzi termini.

E’ una Chiesa che odia la gente, perche’ e’ solo un potentato mafioso, un ricettacolo di voti di scambio con la politica italiana, un crogiolo di razzisti reazionari, omofobi repressi e aristocratici finto-populisti. Mi fa ancora più schifo, perche’ oscura l’ottimo lavoro che la chiesa (con la c minuscola) fa sul territorio, con la gente, con i poveri. La vera chiesa.

Rimane un solo punto che impedisce la piena fusione tra il Vaticano e la Lega: l’immigrazione. Ma la sintesi si potrebbe trovare in un batter d’occhio: che dire dei moltissimi immigrati (soprattutto, sudamericani) fuggiti dai loro paesi, perchè perseguitati per l’orientamento sessuale? In quel caso, ‘fanculo l’integrazione: che muoiano nei loro paesi. No, caro Joseph?

Italiani a punti

Chissa’ cosa ne pensa Nancy Pelosi, presidente italoamericana del Parlamento USA che ha accolto Fini a braccia aperte proprio ieri, della nuova trovata governativa: il permesso di soggiorno a punti. Funziona cosi’: si devono raggiungere 30 punti dimostrando conoscenza della lingua italiana e della Costituzione, avendo la fedina penale pulita, un regolare contratto abitativo, essendo iscritti al SSN e rispettando l’obbligo scolastico dei figli.

Cosa ne penserebbe la Pelosi che ha accolto Fini come leader “del popolo e dei diritti civili” se sapesse che il suo Governo ha appena varato la raccolta punti fedelta’ alla bandiera italiana?

 Da quando avere un contratto abitativo regolare rappresenta l’italianita’? Perche’ i cittadini italiani (e soprattutto, gli studenti fuori sede) non devono averlo allora? O forse neanche loro sono italiani? Per non parlare della fedina penale pulita: avendo lo stesso Governo creato il reato di immigrazione clandestina, un extracomunitario appena sbarca in Italia non ha neanche il tempo di ottenere tutti quei punti che gia’ e’ criminale e quindi escluso dalla cittadinanza! Ironico: con crimini pendenti non puoi essere italiano, ma parlamentare si – ma si sa: loro non sono italiani.

Se siete patiti dei punti, ma non avete la fortuna di essere immigrati, potete comunque partecipare alla raccolta fedeltà di Despar e Sigma (vedi foto): potreste addirittura vincere un posto di lavoro – diventando dei VERI ITALIANI, come recita quello strano regolamento di concorso che è la Costituzione italiana, che proprio sul lavoro si basa.

Ma non facciamo i disfattisti!

L’italianita’ ad intermittenza, in ogni caso, e’ tratto distintivo di questo Governo. Hanno fatto l’ira di Dio per salvare Alitalia (parliamone: l’hanno davvero fatto?), ma non stanno muovendo un dito per preservare Telecom dalla scalata della spagnola Telefonica. Indovinello: per un paese, e’ più strategico avere aerei che servono il 2% della popolazione (che ormai preferisce le low cost straniere) oppure evitare che un paese straniero abbia accesso alla rete di comunicazione che usa il 100% della popolazione?

Non pensiamoci, su! Sono solo dettagli rispetto alla vera grande notizia do jour, un’ottima notizia per la salvaguardia dell’homo italicus: finalmente la pizza e’ protetta dall’Europa come bene gastronomico non falsificabile! Ottimo: peccato che il più grande falsificatore di cibo italiano sia proprio il Governo italiano: con quale artificio di marketing si pensano di prenderci per il culo con la trovata del McItaly di McDonald’s? Un panino americano con ingredienti italiani: ma non era la prima Repubblica quella?

Viva gli italiani a punti….di sutura!

Bertolaso, ministro tampone

“Bertolaso avrà un ministero – è il minimo che possiamo fare per lui dopo tutto quello che ha fatto”.

“Tutto quello che ha fatto”? Ma ora diamo un ministero a tutti quelli che FANNO semplicemente il LAVORO per cui sono LAUTAMENTE pagati? Cazzo, una nazione di ministri dovremmo avere! Ma non c’è da stupirsi: Berlusconi ha annunciato solo l’ennesima prebenda al suo fido facchino porta-macerie; ha sancito per l’ennesima volta la sua idea di Stato: un oggetto a sua disposizione. Lui elargisce ministeri a chi fa il bravo, così come la mamma da la merendina a chi finisce i compiti prima di cena. Lo Stato è la sua credenza piena di leccornie da dare ai servetti che gli sbavano dietro in segno di riconoscenza.

Quale ministero gli darà? Quello delle fogne? Data la sua familiarità con le FIGURE DI MERDA. Oppure, quello per l’immigrazione e deliquenza? Dato che per il premier-donna sono LA STESSA COSA. Anzi, meglio: Ministro per l’Emergenza pre-elettorale. Ogni qualvolta si voti, Bertolaso creerà una cataclisma naturale, che risolverà prontamente grazie all’aiuto dell’amato ed efficiente Governo Berlusconi. Una sorta di ministro-tampone interno: appena scorre sangue, arriva lui, lo fa prima filmare, e poi lo tampona – infine, va 40 volte in TV a dire che solo il suo tampone trattiene qualsiasi flusso mestruale, leggero o pesante che sia.

Che felicità, le mie notti saranno meno agitate d’ora in poi. E non avrò manco più paura di macchiarmi in quei giorni del mese.

Grazie Berty!

Grande Flagello

In Inghilterra, chiude i battenti il Grande Fratello: ascolti troppo bassi. In Italia, invece, non amiamo l’Eutanasia (a parte, il neo-PD Gianfranco Fini), e quindi il grande morto lo si tiene in vita in tutti i modi: quest’anno per celebrare i primi 10 anni del programma, durerà cinque mesi e non più “solo” tre mesi”.

Tutto coerente: allungano la detenzione degl’immigrati dei “centri d’accoglienza”, e lo stesso si fa con i concorrenti di questo reality, che quest’anno accoglierà anche dei terremotati abruzzesi (probabilmente gli unici che riceveranno una casa decente entro settembre): ormai li trattano come dei Panda.

Ma non è l’unico atto di contrizione di Berlusconi&Co: domani il premier sarà a cena con il cardinal Bertone, per la festa della Perdonanza dell’Aquila. Si è rotto di farsi chiamare Papi: vuole essere Papa. Due piccioni con una fava: un inchino ai terremotati, ed una pecorina per la Chiesa. Un genio quest’uomo.

E mentre ci prepariamo all’ennesimo anno di censura mediatica grazie alla mitica triade tette/culi/emilio fede, vi consiglio una chicca tutta italiana: VIDEOCRACY, un film documentario sull’Italia di oggi. Non è ancora uscito; chissà perchè, non si trovano dei distributori. Ma sono pronto a scommetterci che spopolerà in rete.

Buona visione. Allucinogena.

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