La malaoccupazione

Prenderó schiaffi in faccia, ma io credo che in Italia non ci sia disoccupazione. Esiste un problema ben più grave: la malaoccupazione. C’è difatti una grande fetta di lavoratori che non ha assolutamente voglia di fare un cazzo, e che toglie posto a chi invece si farebbe in quattro pur di lavorare. E non a caso parlo di “mala”, perchè sono una mafia di iperprotetti dai sindacalisti, i reazionari del lavoro. 

Mi fa una rabbia pazzesca, sento storie di ragazzi della mia età ancora senza una meta, senza una prospettiva, costretti ad emigrare, ad abbondare il proprio paese (ed il suo PIL) pur di avere uno straccio di vita normale. E poi, mi giro attorno e vedo gente con niente di cui lamentarsi lagnarsi come se non ci fosse un domani. 

Poi mi chiamano “fascista” quando celebro l’eliminazione dell’articolo 18 attraverso il Jobs Act. Un’accusa pretestuosa, perchè garantire un posto ai volenterosi avviene solo attraverso un repulisti dei fannulloni. Questo significa difendere i deboli, ed essere di sinistra

Spero che questi ultimi trovino presto giustizia (e che gli altri patiscano la fame più nera). Chiamatemi fascista, io penso di essere solo giusto.

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E adesso chi candidiamo?

Emma Bonino ha un tumore al polmone. Un dramma per i Toto-quirinalisti. E adesso quale donna fingeranno di voler mettere al posto di Napolitano? Su Twitter impazza l’hashtag #ForzaEmma, ed io mi unisco alla Rete. Anche se vi dirò: dato l’acume di certi politici, una sola Emma sotto chemioterapia vale quanto almeno 100 politici sani.

Lo dico a ben donde. Se penso all’ultima polemica sulle Primarie in Liguria, mi vien voglia di candidare Totti; che si è arreso ai selfie, e con le parodie che fioccano sul web, almeno ci facciamo quattro risate. Oppure, potremmo candidare Marchionne, che ha appena annunciato 1500 assunzioni alla Fiat di Melfi, leccando il culetto al Jobs Act del Governo.

Ancora meglio. Ho un’idea per tagliare la testa al toro. Lancio la candidatura di Jennifer Lopez. Dopo il vestito a bocce da fuori ai Golden Globes, un mix tragicomico tra una MILF ed un lampadario KUUT di Ikea, chi meglio di lei per rappresentarci nel mondo?

Scherzi a parte, l’affare è serissimo.

Tutti i sondaggisti non sanno a chi appellarsi. Dopo la scommessa del Premier, fioccano nomi come rutti in una birreria dell’Oktober Fest. Eppure dovrebbero aver capito: Renzi spara, spara, spara. Tanto nessuno controlla. Lui vince grazie alla nostra brevissima memoria storica, a misura di Brunetta.

Vedremo, valuteremo. A noi basterebbe una persona onesta.

Ed ora sì che siamo nel campo dell’impossibile narrativo.

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