Le sconnessioni di Adriano

 

Quando mi sono avvicinato a Le Memorie di Adriano (ed. Einaudi – pag. 333 – € 14,46 ) di Marguerite Yourcenar non ero molto convinto. I soliti libri degli anni 50, pomposi, melensi, retorici ed infine pallosi all’inverosimile. Inoltre, allo scritto non giovava l’aura di “magnifico, stupendo, meraviglioso” che tutti i miei amici gli avevano ricamato attorno. Gli stessi hanno detto che “3 metri sopra il cielo” di Moccia è capolavoro. Non solo: da più fronti, mi veniva disegnato come un libro cult del mondo gay: odio i libri di settore. Leggere un libro a tematica gay è come leggere un libro specializzato in meccanica: ti annoi dopo la 20sima volta che leggi “lubrificante”.

Premesse tutte le mie remore, il libro mi ha entusiasmato moltissimo. Certo, è decisamente ampolloso, in alcuni passaggi pesante e poco fluido, MA il bilancio complessivo è positivo. Gli amanti degli aforismi (io amo solo i miei, non quelli degli altri) ne avranno di cui spiattellare a cena per fare i radical-chic. Questo aspetto a parte, la Yourcenar dipinge un uomo modernissimo (forse troppo), un novello Sant’Agostino, dedito ad ogni tipo di piacere della vita. Solo che, a differenza del patrista, egli non si pentirà mai di averlo fatto. L’unico rimorso: non aver compreso fino in fondo il suo amato Antinoo, precursore del wildiano Dorian Gray.

Un libro da leggere, senza dubbio.

Un saluto,

Il SarcoTrafficante

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