Vicky Cristina Barcelona – e qualcun altro no?

Ho appena finito di vedere l’ultimo film di Woody Allen. Erano settimane che lo lasciavo in stand-by, perchè non mi convinceva: ED AVEVO RAGIONE. Premetto che:

1. Ho vissuto tanto a Barcellona

2. Non apprezzo particolarmente la virata di Allen verso qualsiasi genere che non sia film-di-un-ebreo-con-evidenti-complessi-sessuali-che-sfoga-il-tutto-con-l’ironia.

Fatte queste doverose premesse, voglio esprimere senza mezzi termini il mio giudizio: è un film nato dalla mente pruriginosa-puritana di un americano che vede la Spagna attraverso i clichè più consumati (passione, arte, pazzia, calore – insomma, una canzone delle Lollipop ad Ibiza). L’unico spettatore che può apprezzare davvero questo film sono a) lesbiche abituatissime a sublimazioni pseudo-artistiche della voglia di fallo; b) intellettualoidi che leggono MicroMega e ne capiscono un ceppa di niente; c) ubbriachi e/o spinellomani

Non voglio di certo disincentivare la visione di questa pellicola – anche perchè non ne ho il potere. Però se l’avessi, lo farei solo censurare. Unica nota positiva è la sempre magnifica Penelope Cruz: lei renderebbe stupenda anche la merda con le pallettes.

Per il resto, risparmiatevi il tempo per fare sesso con la vostra dolce metà – umana o di plastica che sia.

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Omo-logazione

Tra gli omosessuali è crescente il lamento per l’eccessiva omologazione dei loro pari. C’è grossa crisi, e pure ai ricchioni non dice culo per niente; in qualche modo, devono pur farsi accettare ed ecco la strada più ovvia e naturale: sembrare delle persone normali.

La legge è quell’insieme di regole che una comunità si da per regolare gli aspetti di cui sente il bisogno di regolare. Un esempio per tutti: in Spagna non esistono leggi in materia di prostituzione. Lo chiamano “hueco legislativo”, ovvero vuoto legislativo, che nasce dal non percepire il bisogno di legiferare al riguardo. E perchè mai dovrebbero farlo allora?

Uguale è la questione omosessuale.
In Italia, la comunictà GLBT è una lobby ancora troppo piccola, particolaristica e di nicchia per essere “riconosciuta” dalla società. Quando dico “riconosciuta” mi riferisco a due modalità:

1. Si è riconosciuti dalla comunità, quando questa prende atto delle differenze e ne accetta i confini nei suoi ranghi;
2. Si è ri-conosciuti dalla comunità, quando la stessa vede buona parte di se stessa nel nuovo gruppo.

Non si può chiedere al corpo di non rigettare un rene di un maiale. La probabilità di espulsione del corpo estraneo è altissima. E’ una questione di antropologia. La parziale omologazione è L’UNICO vero passo per essere accettati dalla comunità ed, in seguito, compresi nella legislazione.

Cerchiamo di evitare gli errori della Spagna che – a causa di una legge imposta dall’alto – sta vedendo aumentare gli episodi di razzismo e violenze sugli omosessuali.

Un saluto,
IlSarcoTrafficante

ps questo è un trackback ad un post di Penelopebasta

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