Ruby RubaCuli

Che grande questa Ruby! E’ un genio del male. Per NON aver fatto sesso con il premier (così dice lei), si becca settemila euro. Dopo di che, diventa famosa e si guadagna pure un’intervista esclusiva da Santoro. Nel frattempo, fa andare in crisi un governo che non era traballato neanche con il caso Mills. Tutto in pochissimi giorni.

Dal Lodo Alfano al Godo d’Ano il passo è breve se c’è di mezzo il nostro Primo Ministro. E questa volta l’ha fatta davvero grossa. Abuso d’ufficio e menzogne alle autorità pur di liberare una minorenne marocchina. La legge Bossi-Fini è durissima contro gl’immigrati, ma anche B diventa molto duro con le immigrate.

“Sono un uomo generoso, aiuto chi è nel bisogno” – ha ammesso tra i rifiuti di Napoli. Ed infatti, porta sempre la carta igienica a Brunetta al bagno, perchè con i tagli di Tremonti non si trova manco più un rotolo al ministero. Brunetta ha cercato di digitalizzare anche i suoi bisogni, però è difficile scannerizzare le sue feci dimensione coniglietto. Che tenero.

Ma povero B! Manco una NON-scopata si può fare e tutti lo sgamano. Si è sfogato alla buona: “Meglio andare a donne, che gay”. Ed allora una domanda: visto che si trova andando, perchè non se ne va anche a fare in culo, signor Presidente? Chieda alla sua amica Ruby: le indicherà la rettaL via.

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La vera forma della Riforma

Lodo Alfano? Processo breve? Legittimo impedimento?

“L’utente da lei RICERCATO al momento è al Governo, la preghiamo di CONDANNARLO più tardi,

grazie”.

Legislazione precoce

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Mr B e Mr F hanno finalmente trovato l’accordo sulla (contro)riforma della giustizia. Processo breve, ma no alla prescrizione abbreviata. Una formula carina per dire esattamente la stessa cosa; partiamo da un fatto:

Durata media processi = somma durata processi / numero processi

Una riforma della giustizia, volta a diminuire la durata dei processi (come i Berluscones dichiarano sia la loro) ha due opzioni: lavorare sul numeratore o sul denominatore della precedente formula. Una riforma di lungo termine agisce sul primo, una di breve sul secondo. Perche’ la durata di un processo e’ data da numero magistrati per risorse economiche per infrastrutture: questo e’ decisamente più difficile, costoso e time-consuming.

La riforma Berlusconi ha scelto questa strada?

Funziona cosi’: un processo comprensivo dei tre gradi di appello deve arrivare alla sentenza in massimo sei anni, conclusi i quali si annulla. Parebbe cosa buona e giusta se non fosse per un dettaglio. Non garantendo più risorse umane, economiche e infrastrutturali (quindi, mantenendo il numeratore costante), la riforma si riduce semplicemente ad agire sul denominatore, ovvero tagliando il numero dei processi.

Questo non è altro che un indulto processuale bello e buono; questa non e’ certezza della pena, ma pena dell’incertezza.

Insomma, l’ennesima legge potenzialmente giusta (una vera riforma della giustizia serve e come!) caduta vittima della sindrome da legislazione precoce del Premier: tutto e subito, e al diavolo il dibattito parlamentare. L’atto legislativo ridotto ad orgasmo governativo rapido e pulito. Non e’ un caso: da un’inchiesta de La Repubblica emerge che l’attuale maggioranza approva una legge di origine governativa in 20 giorni, mentre una di tipo parlamentare almeno in 120. Se le leggi le approviamo in uno schioppo di dita, perche’ non fare lo stesso per la loro applicazione?

Prima o poi qualcuno spieghi al premier che l’eiaculazione precoce potra’ funzionare con le escort, ma non con le leggi di stato. Saremo pure un popolo di santi, poeti e navigatori, ma di marchettari non ancora. Suo malgrado.

Meno male che la Consulta c’è!

Ci sono momenti in cui sono felice di vivere in Italia.

Ultimamente sono sempre più rari, ma devo dire che ieri quando ho sentito della bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta c’è mancato poco che avessi un orgasmo patriottico. Già pregusto il piacere degli attacchi isterici del premier quando dovrà difendersi nei vari processi in cui è coinvolto (Mills, Mondadori, MediaTrade, Diritti TV).

Ma tale piacere ha raggiunto il culmine estremo, quando ho appreso che oggi ci sarà una sessione plenaria del parlamento europeo dedicata interamente al Caso Berlusconi ed al suo conflitto d’interessi. L’obiettivo è chiaro: arrivare ad una direttiva europea sull’argomento. È la prima volta che l’organo europeo si (pre)occupa di un caso nazionale, elevandolo a problema di democrazia e di salvaguardia dei diritti fondamentali di tutti cittadini europei. E questo risultato ha maggior rilievo considerando che la maggioranza dell’europarlamento è di destra, una destra che si è stancata di dover difendere il nanerottolo escortofilo ogni volta che spari un peto dalla sua boccuccia.

Ma dopo essere più volte “venuto” per queste notizie, è giunta anche l’amarezza: ma è possibile che per garantire la legalità si debba arrivare ad organismi tanto super partes quali la Consulta o l’Europa? Una politica nazionale incapace di salvaguardare se stessa dal vilipendio, dall’umiliazione, dalla violenza verbale è una politica MORTA e DECREPITA. Lo dimostrano le posizioni moderate di PD e UDC, che invece di invitare il Premier a dimettersi (come ha giustamente fatto IDV), invitano alla cautela. Ma cazzo GODETE ANCHE VOI il momento e dategli il colpo di grazia: ieri il MOSTRO MALEFICO ieri era furioso e non dormirà più notti tranquille. Gioitene!

A caldo, ai giornalsti ha detto che la Consulta è di sinistra, il Presidente Napolitano è di sinistra, i Magistrati sono di sinistra, il 72% dei Giornali è di sinistra, i programmi di approfondimento della RAI sono di sinistra. Se a questo aggiungiamo le invettive di Brunetta contro le elite di merda dei registi, intellettuali, dipendenti pubblici, gay, immigrati, musulmani, sorge spontanea una domanda: ma presidente, se sono tutti contro di voi, ma chi cazzo vi vota? Come fate ad arrivare al 70% degl’italiani? Chi sono? Tutti disoccupati? Le escort valgono doppio nella conta?

FATEMELO CAPIRE, perchè delle due una: o i vostri fantomatici sondaggi sono pure STRONZATE, oppure gl’italiani sono tutti schizopatici perchè vi odiano ma vi votano (opzione non del tutto incredibile considerando che la sinistra aspetta Godot ad eternum).

VIVA L’ITALIA! ABBASSO SILVIO!

Io non lodo Alfano!

Telegiornali di tutto il mondo e un gran casino ieri al tribunale per assistere alla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, la legge che immunizza le 4 cariche più alte dello Stato dai procedimenti legali durante il loro mandato. Ieri fumata bianca, ma al di là della decisione che sarà presa, ci sono anomalie che ormai ci sfuggono, che ci sembrano quasi normali.

1) Non è normale che il Primo ministro sia immune dalla legge. Leggi simili all’estero esistono solo per i Presidente della Repubblica; l’unica ad estendere questa legge anche al Premier e’ la Francia, ma solo per la configurazione bi-presidenziale di quel paese.

2) Non è normale che la sentenza su una legge italiana riscuota tanto interesse internazionale.  Il caso Berlusconi e’ molto seguito, perche’ unico caso occidentale di potere esecutivo, legislativo e mediatico nelle mani di un solo uomo.

3) Non è normale che a difendere una legge di Stato ci fosse l’avvocato personale di Berlusconi – lo stesso che lo difende nel lodo Mondadori e in altri procedimenti. L’equivalenza tra Stato e Silvio e’ conditio sine qua non del Governo attuale: questa non si chiama dittatura?

4) Non è normale che per difendere la legge si utilizzino argomenti quali: “La legge e’ uguale per tutti, ma non la sua applicazione” o “il Premier gode di tutti i cittadini di legittimo impendimento“.  Il messaggio è chiaro: ok non ci rompete le balle co’ sta costituzione, non abbiamo tempo da perdere, abbiamo troppo da fare. La riduzione della Carta Costituzionale a Carta Straccia (se non proprio Igienica) e’ sempre più evidente.

5) Non è normale che un Governo sia tanto preoccupato di un’eventuale bocciatura della Consulta. In fin dei conti è solo una legge, no? Oppure il nervosismo dipende dal fatto che è un salvacondotto per il Premier e quindi per la stessa tenuta del Governo? 

Lodo Alfano, lodo Mondadori: Berlusconi ha proprio ragione, quando dice che non si puo’ governare con la pressione dei giudici sul collo. Ma caro Primo Ministro, il problema non sono i giudici che indagano su di lei, ma lei che compie azioni che la rendono oggetto delle loro indagini!

Lasci girare le frittate al suo amico Vissani, e lei pensi solo ad un solo obiettivo: dimettersi!

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