Il sesso, secondo chi non lo fa

Il nuovo libro del Papa, Luce del mondo, e’ andato a ruba. Alcuni stralci sono trapelati nei giorni scorsi e sono davvero interessanti. Entrambi riguardano il magnifico mondo del sesso.

1) Il preservativo e’ giustificato in alcuni casi. Esempio: lo e’ se una prostituta lo usa con il cliente, perche’ indica una presa di coscienza di rischio per l’altro; 2) L’omosessualita’ e’ contro natura, anche se e’ una grande prova da affrontare.

Sul secondo punto non spendero’ più parole, ho gia’ sbugiardato ampiamente questa tautologia in precedenza (“se fosse contronatura, come mai i figli gay nascono da famiglie etero?”). Vorrei soffermarmi sul primo: inverecondo e inverificabile.

Inverecondo, perche’ ribalta i ruoli della questione, considerando la prostituta carnefice ed il cliente vittima; e perche’ da per assodato che tutte le prostitute siano malate. Illogico, perche’ se e’ vero che il preservativo protegge dalle presunte malattie delle prostitute, allora serve anche contro le malattie contratte da tutti gli altri. Perche’ escluderli dal ragionamento? Forse chi va a prostitute e’ più degno di protezione di chi non ci va?

La profonda miopia sociologica che emerge da queste affermazioni ha una sola spiegazione: incompetenza. Se il Papa&co non hanno mai fatto sesso, perche’ mai dovrebbero esserne esperti? Come si fa a pontificare su qualcosa di cui non si ha esperienza?

Carissimi, di una cosa bisogna dare atto al caro Joseph. Il titolo stavolta e’ davvero azzeccato: ora più che mai, ci ha illuminato sulla sua visione del mondo. E ci getta nel buio più medievale possibile.

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