L’uomo che fissa le capre. E fissa anche noi.

Un George Clooney follemente simpatico, un grande Ewan McGregor in sua balia e le capre sono i protagonisti de “L’uomo che fissa le capre”. La prima psicosatira politica della storia del cinema.

Una divertente parodia della politica estera degli Stati Uniti dell’ultima decade, dove “Psico-spie” dell’esercito agiscono senza motivo e senza armi contro dei nemici e obiettivi che neanche loro conoscono. “Se sapessimo dove andare davvero, non avrebbero chiamato una psico-spia”.

Le psico-spie hanno fantomatici poteri, tra cui annullare le nuvole e uccidere le capre solo fissandole. Queste ultime sono onnipresenti vittime dei loro esperimenti, esattamente come lo era il popolo americano attraverso l’indottrinamento mediatico nell’era Bush.

A splendere nella pellicola, le interpretazioni, gli sguardi di Clooney e McGregor, i loro dialoghi pazzeschi, surreali e del tutto sconclusionati, ma soprattutto la vacuita’ delle parole della politica quando le si mettono su copione. E allora, la grandiosa macchina da guerra si rivela solo un’Armata Brancaleone contemporanea, senza arte ne’ parte.

Mentre le capre subiscono passivamente, fino alla loro liberazione – attenzione: non si liberano da sole, ma grazie ad una psicospia fatta di acidi. Ed e’ qui’ l’amara verita’: loro sono e sempre saranno solo delle capre, totalmente incapaci di affrancarsi dal potere dei politici.

Un film da vedere per ridere ma anche per riflettere e riflettersi.

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