Assenze e presenze

Il Gay Pride 2013 di Roma si è caratterizzato per le assenze, e non per la causa per cui è stato organizzato. Nessuno ha parlato dei diritti GLBT, tutti hanno gridato allo scandalo per l’assenza del neo-sindaco laico Marino. Questo decreta il fallimento totale di questa manifestazione vetusta e vintage in ogni suo aspetto.

Peraltro, le polemiche sono prive di fondamento. Non è che appena che i gay si mobilitano, i sindaci si devono prostrare alla santa causa dei loro (nostri) diritti. Se Marino era stanco per la campagna elettorale, e ha preferito mandare un video di sostegno, ne è in pieno diritto. Non facciamo i ridicoli.

Per me, è stato molto meno di classe quanto fatto (ahimè) da Papa Francesco, che ha deciso di benedire i motociclisti, riuniti nello stesso giorno del gay pride, e di snobbare totalmente quest’ultimo. Il messaggio è chiaro: conta di più l’amore per una motocicletta che per un altro essere umano.

I due casi differiscono molto per un motivo semplice: la scelta di campo. Marino non ha appoggiato una manifestazione e snobbato l’altra, il Papa si. Eppure nessuno si è scandalizzato di questo. Tutti a osannare il Papa, perché è COOL. Non fraintendetemi: a me piace Francesco, pure tanto. E non pretendo mica che appoggi i matrimoni gay, MA da uno COOL mi aspettavo quantomeno un messaggio di distensione. E invece, si è messo a benedire marmitte.

Speriamo bene nel futuro, non voglio pensare a male. Non vorrei mai fosse la versione 2.0 di Carol Telepromozione Deambulante Woityla.

Comu-anali 2013

Riepologo dei risultati del primo turno delle comunali. Vince l’astensione. PD in vantaggio dappertutto. PDL segue a ruota. Movimento 5 Stelle disintegrato. Poche, ma chiare lezioni.

1) Il PD vince quando vanno solo quelli del PD a votare. Sostanzialmente, sono state delle primarie data l’affluenza bassissima; 2) Il M5S lo si vota solo alle nazionali, perché poi alle comunali ci si caga sotto di mettere degli incompetenti (il che rivela molto di quanto pensiamo siano utili i Parlamenti);

3) Il PDL tutta questa rimonta non ce l’ha avuta, ma neanche un crollo (come uno penserebbe dato il suo leader accusato di frode fiscale); 4) I sondaggi ormai sono accurati quanto una rondine che fa la primavera; 5) Alemanno si fa di crack (si può mai dire che i romani non sono andati a votare per via del derby?)

Con queste elezioni, la situazione è esattamente uguale a quella di febbraio. Non si capisce proprio un cazzo. Anzi, quello si capisce, ed è diretto verso il nostro deretano.

Win for PD

Vota il leader del Partito dei Debosciati

Vota il leader del Partito dei Debosciati

Ho sempre disprezzato i giochi d’azzardo di Stato. Ho sempre biasimato chi si facesse abbindolare dalla falsa promessa di ricchezza milionaria. Ma, malgrado tutti questi bei discorsi, ieri sono stato 30 minuti in fila in ricevitoria per giocare al nuovo gioco Sisal: WinForLife, che ti da la possibilita’ di vincere una rendita di 4000 al mese per 20 anni. C’era da scazzottare con vecchie e donne incinta in ricevitoria. E non eravamo gli unici:  e’ stato un boom senza precedenti. Ma perche’? In fondo, in palio e’ “solo” un milione di euro: nulla paragonato alle vincite del Superenalotto. Le ragioni sono molteplici.

1)  Almeno due terzi di chi vince si ritrova con meno soldi di prima dopo pochi anni. Spezzettare il premio in tanti stipendi ha il pregio di non farci cadere mai in eccessi.

2) Le estrazioni sono continue: una ogni ora. Questo risponde all’esigenza compulsiva del giocatore doc, che vede decuplicate le possibilita’ di vincita. Se invece di spendere solo un euro, se ne giocano due: si raddoppiano ulteriormente le possibilità

3) E’ facile: basta indovinare 10 numeri+un numerone finale. E si vince anche con 7,8,9 e 10 numeri.

Se ci sono cascato anche io, e’ una trappola micidiale e vincente. Senza precedenti, e mefistotelicamente geniale. Complimenti a chi l’abbia ideata.

Perche’ non giocarsi cosi’ anche il nuovo leader del PD? Uno va in ricevitoria, segna il candidato preferito e le 10 correnti  (mediamente) che le sostengono e vince chi ha indovinato. Certo, in questo caso,  a vincere una rendita a vita sara’ il leader vincente (ben superiore a 4000 euro al mese!!!), ma almeno ci gasiamo un po’ per per le primarie del PD, ormai noto come Partito dei Debosciati.

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