Julie&Julia – la recensione

La domenica passata rinunciai a vedere un film, solo perchè dovevo fare un’uscita galante.

MAI PIU’ RINUNCERO’ ALLA MIA PASSIONE PER UN PEZZO DI CARNE.

Spinto da questa grande illuminazione, sono andato a vedere un film che di carne parlava davvero. L’ultima commedia di Nora Ephron tratta interamente della cuoca americana Julia Child e di Julie, una sua fan che ha avuto successo dedicandole un blog.

Bisogna dirlo: la pellicola è soprattuto dedicata alla passione smisurata per la vita e la cucina.

Due aspetti che s’intrecciano, esattamente come le storie delle due protagoniste. Che vivono vite parallele in tempi diversi (Julia negli anni 60, Julie nel 2002), ma con un’intensità ed una tensione identica. E’ Julia ad essere tremendamente moderna o è Julie a vivere una fiaba vintage? La verità non c’interessa, perchè gl’ingredienti per il successo di questo film ci sono tutti: un montaggio delicato come una creme brulèe, una Meryl Streep spumeggiante come la panna montata e una Amy Adams dolcemente pazza come la mayonese.

Sono 90 minuti durante i quali vi s’ingrasserà il cuore dalle risate e dalla tenerezza. E per una volta, alla merda il colesterolo.

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“Il dubbio” – recensione

Nonostante l’ira funesta di chi non voleva accompagnarmi (“due palle, il solito film di preti pefofili”), siamo andati a vedere “Il dubbio” – con Meryl Streep.  C’ho messo tutta la buona volontà per farmelo piacere. Ma non spenderò tante parole e vi dico:

“Il dubbio” mi ha dato una certezza: è un film che fa cagare.

Mamma mia!

Sono amante di musical (ebreo che ama i musical, originalissimo!), adoro gli ABBA e Meryl Streep – per cui, vi avverto: questa recensione è totalmente parziale.

Mamma Mia! l’avevo visto al teatro in due lingue diverse (spagnolo e inglese), mi era piaciuto tantissimo – sono arrivato al cinema un pò scettico, perchè avevo delle aspettative altissime. E di solito, quando parto così, le deludo sempre. Ovviamente mi sbagliavo alla grande. L’adattamento cinematografico riprende e rende più vivide le immagini, le coreografiche, l’universo immaginifico di una mamma e di una figlia inguaribili sognatrici e pasticcione.

Vi dico solo che in sala la gente ballava e cantava ad ogni singola canzone (sembrava una discoteca gay degli anni ’70 in piena regola). Eppure la maggior parte erano coppiette, o meglio, femmine che avevano trascinato i loro maschi al cinema. Ed i maschi- sottomessi come sono alla figa – hanno accettato di buon grado.

La scena più brutta è quella in cui Pierce Brosnam canta. Sembra che sta per cagarsi sotto tanto lo sforzo, ed inoltre, fa delle facce simili a Prodi quando ha l’orgasmo (immagino abbia quella faccia quando succede).

Mentre la scena più bella in assoluto è quella in cui Meryl Streep danza al ritmo di “Dancing Queen”. Lì non solo ho cantato, ma ho pure calpestato qualche vecchia per ballargli addosso. Sono volati sputi e dentiere – per fortuna ero munito di fiamma ossidrica per carbonizzarle tutte quelle vecchie di merda.

Bello, bello, bello. Una, cento, mille stelle a questo musical!

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