D&G, gli stupri ed i pacchi

Dolce & Gabbana Intimo underwear 2009-4

Violenze sessuali domestiche, stupri: come mai ogni anno sono in aumento? E come mai succedono quasi sempre a Roma? IO UN’IDEA CE L’AVREI.

Avete mai preso la metro nell’Urbe? Se no, vi spiego un dettaglio: e’ letteralmente tappezzata di affissioni pubblicitarie. Ci sono tabelloni fissi, mobili e digitali. E quali sono i temi più ricorrenti? FIGA, PACCO,TETTE,SESSO. A volte ho la netta sensazione di entrare in un club di scambisti e non in un mezzo di trasporto pubblico. Quando ci entri e magari stai pensando ad altro, subito ti vengono in mente scene di sadomaso sulle scale mobili, oppure nel gabiotto della security.

Ma la più grande colpa di tutti ce l’hanno due maledetti: Dolce e Gabbana. Ogni fottuto anno cacciano una campagna con sportivi seminudi in cerca di adorazione dei loro mega pacchi. Che siano ritoccati al pc poco importa: io vedo donne sudare, turiste cadere per la distrazione, uomini in strasse toccarsi nelle parti intime (un mio amico che odia i mezzi pubblici ha cambiato idea solo per vederli ogni mattina!!!), persino suore e preti iniziare a recitare l’ave maria. GLI STILISTI LA DEVONO SMETTERE.

Solo perche’ loro sono abituati a cotanta abbondanza di maschilita’, non e’ detto che lo siano tutti. Io, per esempio, ogni mattina (e almeno altre 20 volte nella giornata) mi guardo allo specchio e vedo un gran bonazzo maschio; per cui, non mi fa alcun effetto. Ma penso ad alcune amiche ed amici che invece non hanno questo privilegio e li ho visti annaspare dinanzi al pacco show D&G.

Ora, se fanno un effetto del genere su persone normali, pensate cosa possa mai accadere su persone gia’ di loro maniache? NON VA BENE. Ordunque, si profilano tre soluzioni: o questo tipo di pubblicita’ sparisce o gli mettiamo costumi meno aderenti a questi giovanotti oppure cambiamo soggetti ed al loro posto mettiamo i politici nudi.

Certo, avremmo il rischio effetto lassativo collettivo, ma sempre meglio degli stupri, no?

Il vecchio e la metro

Tanto perchè ad Hemingway non avevo mai rotto le palle, ho deciso di deturpare anche il titolo del suo famoso libro. Però ci stava tutto come titolo di questo post.

Oggi ero in metro – come mi capita spesso durante il week end – e il mio viaggio si è incrociato con l’uscita dai licei. Pletore di ormoni ricoperti di carne si sono riversati nei vagoni dove io stavo tranquillamente leggendo “Holidays on ice” di David Sedaris (seguirà recensione). Ero intenzionato ad ignorarli al 100%, ed infatti, faccio per indossare le cuffie del mio ipod quando scopro che sono fatalmente rotte. Caput, game over, distrutte. Controllo il display della metro: mancano ancora SEI FERMATE – sei interminabili fermate in cui mi sarei sorbito tutti quei discorsi alla Federico Moccia che detesto quanto un pugno nei coglioni.

Il fato ha voluto che accanto a me stesse seduta una ragazzina tutta intenta a sistemarsi i capelli. Lo faceva in una maniera così stizzosa che temevo seriamente sarebbe scesa calva dalla metro. Alla fermata successiva, entra un ragazzotto che le sorride, evidentemente un suo amico. Dopo aver parlato dello STRESS di aver ricominciato la scuola (e già mi giravano i coglioni: STRESS? STRESS?!?!?), ad un certo punto lei afferma solennemente: “Quando farò 24 anni, mi sentirò una vecchia” – e lui: “Io a 25”.

Nella mia testa ripeto con loro: “Eh si, a 25 anni uno è vecchio”. Poi torno alla realtà: “Cazzo, io ne ho 26!”. Volevo prendere quella ragazzina-non-ancora-calva e sbatterla contro i denti del ragazzotto, in modo da rendere lui sdentato e lei sfigurata; ma non l’ho fatto. Purtroppo, non era colpa di quei brufoli deambulanti se la pensavo esattamente come loro. E’ da quando sono piccolo che ho stabilito la soglia del quarto di secolo come il limite massimo di scadenza. Ed ora che l’ho appena superato, vorrei spostarlo al mezzo secolo. Vado avanti a passi del giubileo – di 25 in 25.

Ma poi ho pensato che erano sfortunati: per loro il sesso è ancora un’ossessione, i brufoli sono all’ordine del giorno, ogni giorno devono lottare con i compagni di classe, hanno dei professori rompicazzo e delle interrogazioni paurose, senza contare la costante sensazione di non sapere chi sei e cosa farai nella vita.

E poi mi venne in mente un pensiero che mi sollevò: minchia, ma anche io sono ancora ossessionato dal sesso, c’ho brufoli fino alla gola, devo discutere con i colleghi,  e fare delle riunioni di lavoro spaventose, senza contare la costante sensazione di non sapere chi sono o cosa farò nella vita.

Che culo: ho ancora 18 anni!

Emergenza Igiene

Berlusconi vara leggi ad personam, la sinistra (?) spaccata, l’Italia è in crisi economica, i palinsesti televisivi in declino estivo, preti pedofili in USA, uragani vari in oriente, massacri in libano, l’emergenza caldo e Maroni vuole uccidere tutti i rom. “Ground-breaking!” – direbbe una mia amica londinese, come a dire ironicamente “Che novità!”. La vita politica italiana sembra appassionata di Vico e Nietsche, perchè i corsi e i ricorsi storici , con un pizzico di eterno di ritorno sono gli unici leitmotive giornalistici della nostro gran bel Stivale. Stivale che durante l’estate andrebbe abbandonato per un bel paio di infradito, perchè è evidente che la puzza di pelle di camoscio non si sposa tanto con il sudore estivo dei piedi. E di puzza di piedi se ne sente davvero tanta, soprattutto se si prende la metro B a Roma.

L’altro giorno, in uno di questi incontri aziendali per farti accrescere la auto-consapevolezza, ci è stato chiesto di AUTOAFFERMARCI, ovvero, alzarci e dire un’idea al resto della classe. Idea di qualsivoglia natura. Io ho esordito dicendo: “I rumeni puzzano“. Perchè è il tema che maggiormente mi affligge in queste giornate di caldo metropolitano. Da prima mattina, puzzano di sudore ed alcol. Le opzioni sono due: o bevono così tanto la sera che trasudano etilene la mattina successiva o fanno colazione con caffe corretto alla vodka. Si, sono ok tutte le storie che anche noi siamo stati immigrati, che anche noi eravamo indicati come “gli altri”, però almeno noi ci siamo messi a lavorare e abbiamo costruito mezza New York, Chicago, Los Angeles. A meno che non si pensi che Caltagirone – noto immobiliarista romano – sia di origine rumena, non vedo grandi progressi in tal senso. Eppure, vi dirò una cosa: non vorrei comunque che ‘sti poveri rumeni fossero cacciati, espulsi o via dicendo.

Io spererei che il governo varasse una legge anti-sudore nei mezzi pubblici. A chi puzza, 60e di multa più pubblica umilizione di farsi lavare in pubbico attraverso idratanti. Nel caso di rumeni particolarmente ben messi, far addirittura pagare lo spettacolo a donne morbose e gay interessati alla sua visione. Unire l’utile al dilettevole. Maroni, questo è un consiglio: fai qualcosa in merito, invece di fare il solito contadino nazista che se ne esce con la schedatura dei bimbi rom. Perchè in realtà, l’emergenza sicurezza è meno importante dell’emergenza igiene personale.

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