Convegno

Convegno deriva dal latino (surprise!) e significa “trovarsi assieme”. In Italia prima dell’art. 17 della Costituzione erano illegali. Sono una libertà fondamentale per la democrazia. Essenziali per la sua esistenza stessa. E sono così democratici da poterne organizzare anche su argomenti da MedioEvo, quando la democrazia non esisteva.

Ascriviamo a quest’ultima tipologia il convegno tenutosi nella Regione Lombardia dal titolo evocativo, stile Assassin’s Creed: “Difendere la famiglia per difendere la comunità”. Il gadget all’entrata era uno scudo crociato in Kriptonite ed una spada laser alla Obi-Wan Kenobi.

Da cosa devono difendersi le famiglie?

Da uno Stato che si è dimenticato di loro? Dalla mancanza di politiche attive che le aiutino nella quotidianità? Dall’assenza totale nel dibattito pubblico di discussioni al riguardo? No, l’unico problema delle famiglie italiane sono i GAY. Chiaro e logico, no?

Invece di preoccuparsi del fatto che ai nostri confini esiste un Paese, la Francia, con un welfare familiare tra i migliori al mondo e di prenderne esempio, preferiscono andare addosso agli omosessuali che cercano diritti per il loro amore ed i loro figli. Legittimo. La libertà di espressione è fondamentale, ma quando diventa una scusa per non parlare dei veri problemi, si chiama IPOCRISIA.

Più facile ottenere politiche dal governo o andare addosso ad un comune nemico per unirsi? In questo, questi simpatici pro-family sono come i Palestinesi e gli Israeliani. Anziché trovare soluzioni al conflitto, si fanno propaganda contro a vicenda, distraendo l’opinione pubblica con immagini evocative di un nemico pericoloso pronto a distruggerli. Ed intanto i civili muoiono.

Mi fa ridere un Gabbana che, dall’alto dei suoi miliardi, si dice sorpreso di una simile iniziativa, lui che ha sempre sostenuto Berlusconi anche durante gli anni dell’alleanza con la Lega omofoba. E se poi penso che tale convegno ha pure il patrocinio dell’EXPO 2015, ho voglia di tagliarmi le vene e vendere il sangue al mercato nero.

La famiglia è il centro della vita sociale. Ma la famiglia è quella che si basa sulla reciproca promessa di solidarietà. Quali che siano i suoi membri è assolutamente irrilevante. Per quello, io sostengo anche queste persone totalmente andate di testa. Io, a differenza loro, morirò perché loro possano sostenere le loro tesi.

Quanto vi rode che facciamo parte della stessa famiglia?

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E’ ora di cambiare.

Il Nano ha fatto un passo da Gigante. Finalmente ha girato i tacchetti rialzati per farsi da parte. Il mondo esulta, Wall Street chiude in positivo le contrattazioni, e chissà a quanto riaprirà oggi Piazza Affari e di quanto si ridurrà lo spread BTP-Bund. Alcuni dicono almeno di 100 punti, scendendo a quota 400 (mostruosamente enorme, in ogni caso).

E’ una giornata storica. Finisce un Ventennio berlusconiano. Finisce la Seconda Repubblica, s’inaugura la Terza. Le forze in Parlamento non sono cambiate, ci sono sempre gli stessi noiososissimi burocrati a sinistra (vedere Enrico Letta – il nuovo che avanza nel PD – ieri sera a Ballarò mi ha provocato attacchi di apoplessia), e ci sono i soliti azzeccagarbugli populisti a destra. Ma ora esiste qualcosa in più rispetto a vent’anni fa. L’opinione pubblica s’è desta, finalmente.

L’ha dimostrato con le amministrative di Maggio, ed il referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. L’hanno dimostrato le piazze delle Donne Se non Ora Quando, degli operai, degli studenti, degl’indignati (nonostante si sia tentato di offuscarli con i black bloc), degli omosessuali (ci siamo già dimenticati il milione di persone a Roma lo scorso Giugno?), e potrei continuare all’infinito.

Ora non è più tempo di lamentarci, non è più tempo di anti-berlusconismo. E’ tempo di cambiare il paese. Tutti assieme. Politici e cittadini. Perchè non si vedano MAI PIU’  francesi ed tedeschi – dei vichinghi ripuliti – ridere di noi. MAI PIU’.

Ora iniziano le danze, signori miei. E dobbiamo sbrigarci, altrimenti l’Europa ci fa una BCE di culo così.

Mercato si, Mercato no

Ieri Berlusconi ha parlato alle Camere, ma non ha detto un emerito cazzo. Un passo avanti: almeno non ha cercato di metterlo da nessuna parte. Da lui ci si aspettava che anticipasse la manovra del 2013, che annunciasse misure per la crescita e che si dimettesse. Non ha fatto nulla di tutto questo.

Il premier ha pero’ ricordato a tutti gli italiani di “essere in trincea”, perche’ e’ “imprenditore di tre aziende capitalizzate in borsa”. Ma come? Non aveva risolto il conflitto d’interessi affidando ad altri il suo impero? Non era un falso problema dei comunisti disfattisti ed anti-italiani?

Caro Alfano, lei ha perfettamente ragione quando dice che “i governi non li decidono i mercati”. Ci mancherebbe altro. Ma le faccio notare che lei e’ leader di un partito nato da un imprenditore (appunto!), organizzato come un’azienda, e che si fa vanto di essere liberale. Di che credibilita’ gode una maggioranza pro-mercati sfiduciata dai mercati?

Non solo. Segretario, i mercati prendono il sopravvento quando un governo non c’e’. Altrimenti, se ne stanno zitti e tranquilli in un angolo, come hanno fatto da qui a vent’anni. Nel PDL sarete onesti quanto le pare. Ma svegli non vi state proprio dimostrando di essere ai loro occhi.

Incrociamo le dita per stamattina. Quei cattivoni dei mercati potrebbero non credervi. E a quel punto, sono curioso di sapere cosa v’inventerete.

Ps degl’interventi delle opposizioni manco voglio parlare. Se Berlusconi poteva stare anche zitto, loro potevano evitare proprio di presentarsi in aula.

La Crisi Avanza, ma il Governo va con le chiappe al mare

Vedi Silvio e poi muori. O meglio, vai in vacanza. E’ quello che faranno i parlamentari italiani. Oggi si sorbiranno il noioso discorso alle Camere del Premier, e da domani in ferie per ben quaranta giorni. Yeah! Una pacchia. Addirittura, l’ultima settimana sara’ dedicata ad un pellegrinaggio di massa in Israele. Che cosi risparmiano pure con i pacchetti comitiva organizzati dall’on. Maurizio Lupi. Il quale d’inverno passa il tempo urlando nei talk show, e d’estate preferisce il silenzio dei ritiri spirituali.

Che fatica fare il parlamentare! Una fatica immane intascare lo stipendio più alto d’Europa, senza vivere nel paese più ricco, senza RENDERLO il paese più ricco. Cosa che dovrebbero sentirsi in dovere di fare nella loro posizione. E mentre la finanza mondiale ci sta divorando vivi, loro se ne scappano a pregare sulla Tomba di Gesu’. Che quasi quasi ci scappa un bel miracolo: ma per Cristo, che presa nota dei loro privilegi, pare si presenti alle prossime elezioni con il PD. “Basta cercare l’Uomo Nuovo, il Papa Straniero“, ha detto Bersani, “Ci prendiamo direttamente l’originale”.

A me dispiace tanto rovinare i piani dei nostri politici, ma c’e’ un fattore che potrebbe mandare all’aria tutto. Il discorso del Premier. Che, ringalluzzito da una recente “cena elegante”, torna alla ribalta politica dopo settimane di silenzio. Lunedì scorso, i suoi alleati hanno fatto di tutto per dissuaderlo (“…e se il suo discorso fa crollare i mercati? Cazzo, ci fa saltare le vacanze ‘sto coglione!”). Ma l’effetto del Viagra aveva preso il sopravvento, nessuno poteva fermare il Vecchietto, deciso a stare dritto pure in Parlamento. Alla sua destra, siedera’ la Carfagna, in caso ce ne sia bisogno.

Nella Prima Repubblica, andavano di moda i “governi balneari“. Berlusconi ha innovato anche in questo. Lui spera in un “governo bagnino”, che ci salvi dalle aspree maree finanziarie. Speriamo non si distragga a vedere le tette della collega bagnina, Pamela Anderson.

La Primavera Italiana

Il vento del Nord e’ cambiato. O forse, e’ un vento del Sud, dall’Africa, dal mondo arabo. I giovani, Internet, e il cambiamento hanno travolto anche il nostro Vecchio, che non potra’ più coprire i segni della disfatta col Cerone.

Il Ventennio fascio-catodico e’ terminato, anche se faranno di tutto pur di tenerlo in vita con idratazione forzata. Perde il Vecchio, ma perdono anche le sue stampelle, il PDL ed il PD. Sarebbe da miopi attestare la vittoria al centrosinistra, o anche all’anti-politica di Grillo.

Ieri hanno perso i politici (tutti), ed ha vinto la Politica con la P maiuscola, la Polis, le ragioni del bene comune, della civilta’, della grinta moderata, dell’apertura al mondo. E’ finita la rappresentazione grottesca di una nazione impaurita da zingari, gay e terroristi.

Una campagna elettorale iniziata con lo slogan “For da i ball” finisce con un popolo che le palle le ha cacciate fuori. La battaglia e’ vinta, ma la guerra non ancora. Concentriamoci sui referendum del 12 e 13 giugno. Nucleare, acqua, legalita’: non possiamo tirarci indietro.

E subito dopo, si indicano le primarie, che dovranno incoronare il portavoce del Movimento. I partiti siano al suo servizio. Mai più leader carismatici, mai più miracoli o leggi straordinarie.

Che questo vento gentile e non-violento spazzi via l’Inverno del Potere.

E’ l’ora della Primavera Italiana!

Gira la ruota, compriamo una vocale!

Nella capitale del nord, la minoranza batte la maggioranza, che si sgretola per via partiti estremisti, e di correnti che la lacerano dall’interno. Il presidente del Consiglio viene esortato a non presentarsi ai comizi. Non e’ il Governo Prodi, ma quello Berlusconi. Nemesi storica tra le più ironiche, se non fosse tragica per il nostro Paese.

La sinistra ne approfitta, unita per la prima volta da anni. Dilagano con gli “spin” di Pisapia Il Moderato, e di De Magistris Il Nuovo Che Avanza. Conquistano il web con parodie su Youtube e pagine Facebook con decine di migliaia di fan. Coinvolgono, commuovono i giovani. Persino D’Alema sembra più simpatico (“Zingaropoli islamica a Milano? Per ora solo Arcore e’ piena di marocchine”). Cosa sta succedendo?

Il vento sta cambiando, ripetono i leader del PD e gli editorialisti simpatizzanti. Oggi un sondaggio Demos-Coop registra un dato impressionante: il ceto medio e’ minoranza (43%), superato da quello operaio (48%); la stessa percentuale delle amministrative di Milano con una Moratti bloccata al 41% e Pisapia al 48%. E’ davvero un caso?

In Spagna, i giovani occupano le maggiori piazze di Barcellona e Madrid da giorni. Il Partito socialista crolla al 27%, e vince il Partito Popolare con un misero 38%. L’astenzione è ai massimi storici, al 33%. Il premier Zapatero ha perso il tocco magico, e così anche il premier francese Sarkozy che registra un crollo nei sondaggi.

Ed intanto, i paesi arabi si fanno portatori di democrazia e libertà, tanto da spingere il presidente Obama a lanciare un nuovo Piano Marshall in quell’area del mondo. Ma non solo: gli USA appoggiano un cinese per sostituire DSK alla presidenza del FMI. Ormai, l’Europa è sempre più marginale.

Alleanze prima inimmaginabili si realizzano. Vecchi nemici diventano amici. Vecchi poteri scalzati da nuovi poteri, che vengono dal basso. Tutto ormai è possibile. E non mi resta che lasciarvi con una canzone storica, “Wind of Change” degli Scorpions. “Listen to the wind of change…..”

Un Leader SUBITO!

Chi di giustizia ferisce, di giustizia perisce. Berlusconi ha voluto buttare le amministrative sulla magistratura comunista, anziche’ parlare dei problemi dei cittadini? Ora si trova contro un magistrato di sinistra a Napoli (De Magistris), ed un avvocato comunista (Pisapia) a Milano. E’ il caso di dirlo: esiste una giustizia divina.

La Lega e’ irrequieta, stare con il Cav non paga più, tanto da perdere ben 4 punti rispetto all’elezioni dell’anno passato. Pidielle o PERDIelle? Questo e’ il dilemma per l’establishment padano, che ieri ha rilasciato poche stitiche dichiarazioni.

Il centrosinistra ha vinto a Torino e Bologna, e va al ballottaggio a Napoli e Milano. Su quest’ultima va spesa una parola: l’opposizione non ripeta l’errore di Roma 2008. Adagiandosi sugli allori della vittoria al primo turno di Rutelli, lasciarono poi vincere la destra della paura e delle donne violentate di Alemanno.

Quale fu il loro errore? Fingersi quello che non sono, seguire l’avversario sul suo campo, risultando credibili solo ai polli con l’aviaria. Rutelli ando’ in tv a dire che avrebbe munito tutte le donne romane di un braccialetto radio SOS: un collare per cani.

L’errore lo ripetevano gia’ ieri: da Vespa, Enrico Letta si affannava nel sostenere che Pisapia e’ il vero moderato, non la Moratti. Ma Pisapia ha vinto, proprio perche’ non rientra in quelle categorie da Seconda Repubblica che tanto piacciono agli spin doctors PD e PDL. Riformisti e moderati? Morti e sepolti, mettetevelo in testa.

Tutti parlano di “grande sorpresa” a Milano per la vittoria del vendoliano Pisapia. Più o meno la stessa sorpresa che accompagna ogni vittoria di Nichi. Sarebbe il caso di prender atto che l’uomo funziona, che la sua narrazione sconfigge quella berlusconiana e quella democratica. Cari amici PD, non c’e’ nulla di cui vergognarsi se avete bisogno di lui per vincere.

Milano non e’ l’Italia. Ma puo’ fornirci l’ennesimo modello che il centrosinistra potra’ decidere di snobbare o meno. Un candidato forte, “da sfondamento”, con idee anche radicali, supportato da tutte le forze di centrosinistra vince, perche’ risulta credibile all’elettorato. Tornare indietro non si puo’. E al diavolo il Terzo Polo: quelli sono i Tre Polli! Corteggiarli significa perder tempo con la cessa della classe, che se la tira pure.

Il dado e’ tratto. E se il PD non lo capira’ neanche stavolta, consegneremo l’Italia ad una destra massimalista, scillipotiana, santancheiana, e sallustiana. E allora altro che riformismo: tutti al riformatorio meriterete di andare.

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