Vacanza

Hanno detto la cazzata del secolo e poi se ne sono andati in vacanza. Questi sono i nostri politici, che ieri hanno saputo litigare persino sulla morte di Monicelli.

Da un lato, i radicali che denunciavano l’assenza di una legge per l’eutanasia (sostenevano che il grande regista ne avrebbe fatto uso), dall’altro la Binetti che definiva il suo suicidio come “un gesto di solitudine e disperazione”. Entrambe si arrogavano il diritto di sapere cosa pensasse il defunto in questione. Se solo l’interessato fosse stato vivo, le avrebbe mandate a cagare.

Ma non e’ finita qui. Dopo questa estenuante discussione che ha cambiato sicuramente il destino dei disoccupati, dei cassaintegrati e dei lavoratori italiani, i nostri simpatici sforna-leggi dovevano essere esausti. Ben due ore di lavoro al giorno! E cosi’ hanno deciso di andare in vacanza per una settimana, chiudendo la Camera fino al voto di fiducia del 14 dicembre.

Dite che non esiste l’eutanasia? Ma allora cosa e’ la dolce morte che state imponendo al paese intero? Siete vergognosi. E non mi viene manco una battuta sagace: ci avete rotto i coglioni. Spero solo che gli studenti vi travolgano come un fiume in piena.

Adios.

Mario, il sopravvissuto

Qual e’ il limite tra vivere e sopravvivere?

Questa e’ la lezione più grande di Monicelli, nelle opere e nella sua tragica morte. Il suo e’ stato un cinema di vita, di comicita’ nostalgica, di interesse nazional-popolare.

Tutto denunciava una voglia tremenda di esprimersi in tutti i sensi e con tutti i sensi, tanto che il codice cinematografico a volte sembrava non poterla contenere.

E Monicelli si e’ suicidato, perche’ non vedeva più speranza. Proprio perche’ neanche più la vita riusciva a contenere la sua rappresentazione dell’esistenza.

Perche’ sopravviversi quando non esiste più la tua idea di vita? Personalmente, tendo a chiedermelo sempre di più.

Grazie, Maestro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: