Ieri sono stato davvero GAY

Gay significa GAIO, FELICE in inglese. Mi sono sempre chiesto: a me rode il culo ogni giorno, sarò mica etero?

Un giorno, si leggeva con il mio capo una serie di caratteristiche personali per avere successo a lavoro. Tra queste c’era “Non evitare gli scontri necessari” – ed io: “Obiettivamente, sono troppo conciliatore a volte”. Il mio capo mi guarda e ride a crepapelle: “STAI SCHERZANDO? Non mi sembra che tu te ne faccia passare manco una!”. Tradotto: sono uno stronzo di prima categoria. Di GAIO, FELICE c’ho solo il viso quando dormo o sono ubbriaco. Spesso le due cose coincidono.

Ma ieri sera, miei cari lettori, ieri sera è stata DAVVERO la serata più GAIA della mia vita. Roma, quartiere EUR, megaevento da Ibiza: LA LECHE! Già il titolo è un programma, perchè ha tre significati in spagnolo: LATTE, SPERMA, FIGATA. In altre parole, la sacra triade gay, il segno della croce omo: nel nome delle PROTEINE, del SESSO e del DIVERTIMENTO. E devo dire che ieri è stata all’insegna di tutte le leche possibili ed immaginabili.

PROETINE: ormai se un cibo non è proteico manco mi degno di chiamarlo cibo; ieri sera avevo mangiato 1kg di Fiorentina in onore dell’evento religioso. SESSO: prima di uscire mi sono fatto una sana e ricchissima scopata con un simpatico 30enne sposato che chiamo ogni qualvolta urge tachicardia post-orgasmica; ma anche perchè in discoteca ho raccolto tanti numeri che il mio blackberry ormai fa concorrenza alle pagine gialle. DIVERTIMENTO: immaginate un capannone industriale, almeno 1000 maschi a torso nudo (il 70% dei quali decisamente meritevoli di levarsi anche il resto dei vestiti), musica DA PAURA e tanti tanti stranieri che il giorno dopo partiranno (un elemento decisivo se ci si vuole davvero divertire!).

Ieri per la prima volta in vita mia, ho provato l’ebbrezza di essere al 100% gay stereotipato discotecaro, lampadato e posaiolo. E devo dire, che mi è piaciuto da morire. Ogni tanto fa bene seguire la massa: perchè essere pecora è meglio di essere leoni a volte. In tutti i sensi.

Bonne dimanche a tous!

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Sabato omo-cida

Adoro il sabato. E’ il mio giorno preferito.

Il week end è iniziato, la sera prima l’ho celebrato al Mucca. Il sabato è il giorno dello shopping, dei servizi, dei caffè con gli amici, del recruiting di appuntamenti per la domenica (che invece è il giorno delle esterne). Ma soprattutto, è il giorno in cui faccio colazione al bar, seduto al tavolino, leggendo il giornale. E’ un rituale magico: ci sono solo io, la caffeina, il latte e l’odore della carta stampata.

Ma oggi, purtroppo, questo mistico rito è stato PROFANATO da uno scherzo della natura.

Mentre leggevo dell’ennesimo rutto istituzionale del Presidente dello Sconsiglio, alzo lo sguardo e noto una faccia da pesce lesso putrefatto che mi fissa e dice: “Leggi il giornale?”. Io lancio fiamme ossidriche dagli occhi, emetto prima un borbottio e rispondo: “Tu cosa credi? Che mi piace toccarlo e basta?!”. Lui sorride con fare da giapponesina timida: “Divertente” – e se ne va. Nella mia testa una sola frase echeggia: il mio quartiere è pieno di merda.

Ritorno alla lettura, quando il verme ritorna con il suo FRAPPE’ (DEVE essere psicopatico, chi cazzo si prende il frappè alle 9 di mattina? Il mago Otelma?) e mi chiede se può sedersi al tavolo accanto al mio. Lo guardo in cagnesco e pronuncio la sentenza: “Sto leggendo il giornale, potresti fingere che non esisto?”. E lui sorride nuovamente, ma questa volta l’ho messo a disagio. Godo.

Nei successivi 15 minuti, lo scopro varie volte a fissarmi di nascosto. La paranoia inizia ad aumentare, quando ho un’illuminazione. E’ lo stesso CESSO che mi ha fissato tutta la sera in discoteca! Ma nonostante la scoperta, l’angoscia continua fino a che non mi convinco che è un OMO-CIDA, cioè un frocio che ti uccide i coglioni fino alla morte. DEVO SCAPPARE subito.

Pago di corsa il conto, e mi rifugio in un Acqua&Sapone vicino al bar. Ma per sfuggire allo strano disagio che mi portavo addosso, una strana compulsione mi assale: DEVO ASSOLUTAMENTE APPROFITTARE DI QUESTE MERAVIGLIOSE IDEE REGALO. E così, senza accorgemene, esco dal negozio con 17 fottuttissime idee regalo. Sono felice, perchè in un nanosecondo ho risolto la questione regali natalizi per la mia famiglia. Poi però realizzo: ma chi cazzo la vorrà la simpatica pochette con vibratore della Durex?

Ecco quello che succede quando la routine è spezzata da un devastato mentale. Si finisce col comprare merdose idee regalo, che puoi solo rifilare alla signora delle pulizie. D’ora in poi, in disco TESTA BASSA. Esisteranno solo le mie scarpe. Peraltro, stupende.

buon week end!

Diario del Muccassassina – Episodio #3 – La Revuelta de los Porteros

La serata inizia bene: appuntamento con Volu Ekumenika alle 23.15. ESSA mi scrive alle 23: “Appena sveglio, ci metto 20minuti”. Già immagino: ESSA che si sbatte nel bagno tipo bagascella rumena devastata da una giornata di lavoro. Tutto per accontentare il suo PAPPONE: IO. Appena ci vediamo, ha una voce da trans brasiliana: VEEEEEERY sensual. Una volta in macchina (destinazione: prima bar e poi la mansione della Velina), mettiamo a palla gli ABBA e “LAY ALL YOUR LOVE ON ME” diventa “CHIAVAMI” nella nostra traduzione trashonal-popolare. Ed è subito furore a tutti i semafori: la nostra coreografia attrae l’attenzione di TUTTI i conducenti fermi nell’arco di 20km. Siamo avanti, avanti.

Al bar “CAPPUCCINO NOTTE” continua lo show, perchè io non mi trattengo e gli racconto le mie recenti avventure sessual-sentimentali in termini molto sessual e poco sentimentali. Il barista MANZOBOVE ormai non fa un piega: ci conosce, e si meraviglierebbe se parlassimo di geopolitica internazionale (cosa che peraltro facciamo, ma solo in privato…in pubblico, amiamo fare scalpore…it’s funnier!). Dopo il rito del caffè, ci dirigiamo verso la mansione velinesca, ma non prima di inviarle un sms per avvertirla: “Siamo ad Arco di Travestita, get ready!” (ndr. Arco di Travertino è una fermata della metro).

La Velina è puntualissima: stupenda, cosce da fuori, pantaloncino arancione stile “Non è la Rai, ma sicuro è la Salaria”, giacchetta safari. L’accogliamo con “DANCING QUEEN” – lei non è più “seventeen” da secoli, ma la si può tranquillamente scambiare per una minorenne thailandese in cerca di turismo sessuale (dove però lei è la cliente, mica la prostituta!!!). Ed in macchina continuiamo con gli ABBA: ogni canzone ci gasiamo a panico, tanto che ci dimentichiamo l’evento luttuoso che di lì a poco sarebbe accaduto. Ieri infatti ERA L’ULTIMA SERATA DEL MUCCASSASSINA. Dovevamo celebrare anche la promozione della Velina: ma gli ABBA ci hanno sopraffatto con la loro carica trash e frocia.

Arrivati al Mucca saltiamo la fila KILOMETRICA, perchè noi siamo V.I.P. (fuck yeah!) ed iniziamo lo show.

Ieri è stata la serata di alcuni eventi particolari.

1. I buttafuori – solitamente silenziosi e low-profile – erano decisamente fuori di giri. Uno mi fa: “ABBASSA LA VOCE e non URLARE”. E certo, bello: io vengo in discoteca e mi comporto come una monaca di clausura. Gli obbedisco urlando ancora più forte “ARRIBAAAAAAAAA”. Fanculo a te e alla tua vita da demente poraSCIO di TorbellaMonaca.

2. La Velina era particolarmente conturbante ed io non riuscivo a staccarmi dal suo procace culo da femmina siciliana. Questo, unito al fatto che le avessi detto che recentemente avevo pensato a lei mentre chiavavo con altra gente, l’ha portata a sfogarsi furiosamente: “Continua così e ti sbatto al muro un giorno di questi”. La paura mi attanaglia: tra i due, LEI E’ L’UOMO. Peraltro, con piglio mussoliniano!

3. Volu era particolarmente sensuale: un bel giovinotto gli passa vicino e sfiora tutta la schiena con fare laido e lascivo. Lui da bravo divo non lo degna di uno sguardo, però dopo mi confessa: “MI SONO ECCITATO TUTTO…queste situazioni mi fanno arrapare”. Ma quali situazioni?!?!?!?! Minchia, ma se qualcuno mi sfiora la schiena, io mi giro e infilo subito la lingua!!!!! Minchia, Volu, devi essere più proattiva!

4. Finalmente ci facciamo la foto con la nostra drag preferita: TIFFANY. Scopriamo che è napoletana (come me!!!), e che ha un marito che è la versione in miniatura di un siciliano degli anni ’30, ma con accento romano. Un mix davvero disorientante. Lei mi stringe e mi dice: “AH FAI LA PARRUCCHIERA!”. Ha decretato così, ed non c’è verso di farle capire che lavoro in azienda. Così alla fine mi arrendo e mi fa: “IO PURE VOLEVO FARE LA PARRUCCHIERA..ma HO FATTO FORTUNA COME SHOWGIRL”. Ed io: “Si, ma hai fatto bene, è un lavoro molto faticos0!”. Apprendiamo pure che i costumi se LI CUCE DA SOLA! Magnifica, luminosa, brillante, stupenda! L’amo!

La serata volge al termine relativamente presto (verso le 3.30), però siamo abbastanza sfranti da farci l’ultimo giro di ABBA in auto. Siamo sempre magnifici, rien a dire!

Mucca, ci vediamo prossimo 13 giugno per party post-gay pride…e poi a SETTEMBRE. Ci mancherai come l’aria; noi non siamo NESSUNO senza di te. Ma sappiamo che tornerai: nel frattempo, fingeremo di essere persone come le altre.

Diario del Muccassassina – Episodio #2 – Non son nessuno se la drag non opportuno!

Premessa: credo di non essere mai arrivato a Mucca più scemo e rincoglionito. Appuntamento con la Velina alle 23 chez elle, si festeggiava la sua Assunzione (al Regno del Marketing). Ovviamente, io mi sveglio dal pisolino pre-mucca alle 23..ed in 45 min, sono riuscito a: stendere i panni, farmi la doccia, scegliere un vestuario strafigo, prendere la metro e arrivare dalla mia dolce meta’ muccante. Non ero trafelato, ma se mi fossi iniettato metadone, sarei stato più lucido. Prendiamo il taxi e parliamo di bambini che si pisciano addosso. Questo mi ricorda di un tizio che si eccita pisciandosi addosso mentre veste un pannolone (tale “pampers boy”). Il tassista non fa una piega: credo che quando dici di portarti al Mucca diano per scontato che tu pratichi fetish pissing.

Arrivati al club, ci accoglie il solito stuolo di froci vecchi e drag sfatte. Ma si vede che questo venerdì avevo sex appeal perche’ stavolta ho beccato pure io! La prima e’ stata una drag queen osceMa, tutta bionda, alta e con la faccia da figlia di Fantozzi. La Velina mi fa: “si, ma non sarai mai nessuno, se non fermi la drag”. Il suo fare di sfida mi incita alla vittoria: mi avvicino all’orrenda creatura e le chiedo una foto; manco a dirlo, lei e’ stata strafelice, e dopo ci premia con un “energia! Benvenuti al Muccassassina!”. 10 secondi dopo la foto era su Facebook, per esporre me e la velina al pubblico ludibrio.

Secondo rimorchio: siamo usciti fuori a prendere un po’ d’aria. E appena ci sediamo, ci si avvicinano un frocio che ha pensato bene di intavolare una discussione con la Velina circa DANIELA SANTANCHE’; mentre io mi sono beccato l’amico passiva napoletano che mi si e’ piazzato sul pacco e ha iniziato a shakirizzarsi i fianchi furiosamente. Ero gia al terzo drink, ma mi pare di aver capito che urlasse:“si, scopami ora, dammelo dammelo”. Una vera signora.

Una volta liberatici da questi invasati. Rientriamo e balliamo come assatanati di sesso, e ovviamente ci si avvicina uno che prima ci prova con la Velina e poi con me. Intrigata dal triangolo, una drag con tanto di barba incolta e forte profumo di Axe si avvicina a me, si gira, si appoggia (needless to say) al pacco e mi urla isterica: “io sono più bella della tua fidanzata..molto più bella, vero?!?”. CERTO CERTO: era il doppio di me, la sua moral suasion era decisamente effettiva.

E cosi abbiamo terminato la serata, contenti perche’ solo noi attiriamo tutto il trash nell’arco di mille miglia. Bertolaso poteva chiamarci per ripulire Napoli..altro che discariche! Abbiamo un futuro radioso, mia cara Velina
(Sent from my BlackBerry® wireless device)

Diari del Muccassassina – Puntata #1 – La VELINA CATERPILLAR

Ieri sera in discoteca è stata una serata speciale: ho assistito alla nascita di una creatura urbana nuova, qualcosa che i miei occhi non avevano mai avuto il piacere di incontrare. LA VELINA CATERPILLAR, che rimorchia tutto, ma proprio tutto! Andiamo in ordine.

La Velina è la mia amica del corazon, con la quale il venerdì ci rechiamo religiosamente al Muccassassina, storica disco romana famosa per il suo ambiente ALTERNATIVO (leggi, PIENO DI RICCHIONI, TRANS BRASILIANE  e ETERO ALLUPATI) e per la musica STUPENDA. Il Mucca è una filosofia di vita, perchè non ci si limita al venerdì sera, ma tutta la settimana ci si dedica alla preparazione dell’evento – tanto che alcuni filosofi si sono spinti oltre dicendo: “La vita è ciò che avviene aspettando il Muccassassina”. Io non sono così estremo: mi limiterei a dire che sentire la sigla d’apertura è un’esperienza che ha aiutato moltissimi a raggiungere il nirvana, nonchè guarigioni date impossibili per la scienza ufficiale (una volta ho visto un paraplegico alzarsi e ballare!).

Premesso ciò, inauguro questa rubrica proprio con la storia della VELINA CATERPILLAR.

La povera figlia, ieri sera ha rimorchiato:

  1. Una trans
  2. Un gay col cilindro
  3. Un argentino bono
  4. Una lesbica

Mi soffermerei sull’ultima, perchè è stato ECCEZZIONALE.

Usciamo fuori per sfumare i bollenti spiriti (al Mucca il concetto di areazione dell’ambiente è alieno quanto quello di democrazia nella testa di Berlusconi). Siamo ubbriachi come due fottuttissimi barboni (e puzziamo anche come loro). Stiamo parlando della ditta Falli,Orgasmi&CO. quando si avvicina una donna con l’occhio languido e fare piuttosto mascolino. Esordisce: “Che poi io da piccola giocavo sempre a calcio in piazza..cazzo dovevo fare con le bambole io?!?!”. Io e la Velina agiamo come se ogni giorno ci si avvicinassero sconosciute a farci coming out. “AH si?!” rispondiamo cordialmente. Ma NON AVREMMO MAI DOVUTO DARLE CORDA.

Inizia la sua filippica – insidiosa e infima – sul fatto che lei al Mucca non si sente lesbica, ma ci si sente solo all’Alpheus – non chiedetemi cosa significhi, sto solo riportando i fatti. E poi ecco la sua sentenza: “TU SEI UNA ETERO CURIOSA E LUI E’ IL TUO MIGLIORE AMICO GHEI”. Noi ci guardiamo basiti, ma essendo la VELINA più camionista della tizia le risponde subito: “Veramente a me piace il cazzo, e lui me lo voglio scopare”.

Qualsiasi essere umano si sarebbe arreso di fronte a tanta onestà, ma la LESBICA INSIODIOSA ha continuato imperterrita nella sua opera di convincimento sessuale: “NO, MA ALLORA PERCHE’ VIENI QUI SE NON SEI LESBICA?!?!”. L’idea che volesse ballare e che metà della discoteca fosse popolata da eterosessuali non le passava neanche per la testa.

Fortunatamente, ci scolliamo da ESSA con la più semplice delle scuse: DOBBIAMO ANDARE A CERCARE DEGLI AMICI. E ce ne andiamo felici ed appagati per la nuova scoperta: IO E LA VELINA SIAMO ETERO CURIOSI!

Eh già, ho dimenticato di dirlo: solo al Mucca, puoi conoscere te stesso. Altro che oracolo di Delfi!

Carta Bianca

Sanremo è finito, la De Filippi ha ottenuto quello che voleva: un enorme spot per AMICI. Di fatti, ha vinto il suo protetto Marco Carta con una canzone che non è melensa – ma solo vomitevolmente sanremese. In finale, ci sono andati anche Povia (l’uomo che sputa nel piatto dove ha mangiato, inveendo contro i gay) e Sal Da Vinci (l’uomo che se chiudi gli occhi sembra Gigi D’Alessio in versione ancor più tamarra – non c’è mai fondo in questo cose).

La De Filippi ormai non si controlla più: la sua anima da master incallita è venuta tutta fuori con un vestito Givenchy stile drag queen del Muccassassina. Ha detto di essere emozionata, ma a me è sembrato che fosse inamovibile come quando fa le televendite della comodissima ed iperautomatizzata poltrona Roberta. Ma come dargli torto? Sanremo è un enorme e lunghissima settimana dedicata allo stesso pubblico della poltrona Roberta.

E poi Bonolis, l’unico che poteva liberarci definitivamente da Sanremo (Del Noce aveva detto che questa sarebbe stata la sua ultima possibilità) ed ha fallito. Ci toccherà sorbircelo ancora per molto molto molto tempo. Cosa s’inventeranno l’anno prossimo? Povia che canta LUCA ERA GAY E PURE IO ME LO SONO FATTO? Mastella che farà la madrina della serata insieme a Luxuria? Paola e Chiara che si leccano reciprocamente mentre toccano il culo a Malgioglio? Iva Zanicchi che prende a mazzate Roberto Benigni con una fiorentina da 2kg? Marco Masini che minaccia il suicidio ingoiando il microfono in diretta? I lavoratori della FIAT impegnati in un duetto con la Marcegaglia?

Tutto è concesso, perchè SANREMO E’ SANREMO.

( ‘tacci loro )

Matrimonio o Fratricidio?

Ieri ho finalmente capito perchè abbiamo creato il concetto di “famiglia” e/o di “parentela”. Per avere qualcuno da costringere a venire a quelle infinite maratone di coglioni appesantiti che sono i matrimoni; solo un presunto legame di sangue, infatti, può obbligarti a subire cotanta violenza sullo scroto.

Se non fosse chiaro, ieri mio fratello si è sposato. Era MERCOLEDI’, per cui mi sono dovuto prendere dei giorni di ferie per assecondare ogni singola pazzia degli sposi e di mia madre. La cosa divertente è che noi siamo ebrei, la sposa di mio fratello è cattolica…per cui, ubi maior minor cessat: mio fratello si è convertito al cattolicesimo.

Non perchè ci credesse davvero, ma perchè per la conversione è bastato un simpatico obolo per avere un pack all inclusive battesimo-cresima-corpo-di-cristo-ascensione-in-paradiso-assicurata. Per convertirsi all’ebraismo, lei avrebbe dovuto studiare la torah per anni. Cosa avreste scelto voi? La low-cost delle religioni ovviamente.

Detto ciò, il matrimonio è durato all’infinito. Ecco una brevissima cronistoria (mica voglio smaronare anche voi!).

ore 13.30 –> vado dal fioraio a prendere il bouquet. 5 fiori messi a forma di vagina: 130euro

ore 14.00 –> arriva il fotografo che mi sottopone ad un servizio tipo La Vita in Diretta (“Sei il fatello dello sposo? Ma da quanto lo conosci?”)

ore 14.45 –> mi reco con mia madre dalla sposa a consegnare il bouquet. Il cugino gay di lei mi nota subito e dice: “ma a roma ti ho visto al muccassassina (nota disco gay di roma, ndr), vero?” e io: “sono dell’opus dei, non vado in discoteca“.

ore 16.00 –> arriviamo in chiesa. Tutti mi domandano cosa sia il muccassassina – io li distraggo facendo scivolare la nonna e spaccandole un’anca. Alcuni irriducibili continuano a chiedermi del muccassassina.

ore 16.16 –> arriva la sposa e mia nonna esclama: “marò, ma si è fatta chiatta“. La sposa non le tira uno sputo in faccia solo per non rovinarsi il trucco.

ore 16.30 –> il prete GAY (gayssimo) inizia l’omelia con “Siamo qui per unire Nicola e Simonetta..”. Mia cognata si chiama Annalisa, e Simonetta è la ex di mio fratello.

ore 16.45 –> mia nonna urla nel silenzio della chiesa: “ma perchè devo chiedere scusa, quella si è fatta chiatta”. Mia mamma la tramortisce con un candelabro.

ore 17.30 –> finisce la cerimonia e andiamo al ristorante. La badante di mia nonna si litiga con un’altra badante, perchè “io c’ho la vecchia con più malattie, la tua ha avuto solo un ictus”.

tutto tranquillo (leggi, mi sono fatto un valium che mi ha tramortito per 5 ore) fino alle ore 22.00

ore 22.00 –> arriva la torta e mia madre perde una lentina nella crema chantilly. Vuole denunciare lo chef perchè è convinta la torta si sia rubata la sua lentina.

ore 24.00 –> finisce il matrimoio, ma mia madre saluta la sposa chiamandola Simonetta.

Ore 1.30 –> sono al PC a DOVER scrivere di questa giornata tremenda.

Dopo tutte queste peripezie, mi sto seriamente domandando se l’invito al matrimonio non fosse un velato invito a commettere suicidio. E non è escluso che non lo faccia fra qualche minuto.

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