Poteri FOTTI

Siamo al paradosso. Coloro i quali hanno accompagnato il nostro Stato alla fogna (CEI, Cgil, comunisti, Confindustria, Corriere Della Sera) criticano CONTEMPORANEAMENTE l’unico politico che da sei mesi sta cercando di cambiarne la rotta, accusando LUI di massoneria. In soldoni, una puttana che accusa una suora di rubarle il lavoro.

Siamo finiti. La gente si è totalmente rincoglionita dietro al matrimonio di Clooney. Le giornaliste si sperticano di lodi post-femministe, perché sua moglie è una donna di successo e non una figura anodina e sorridente. Mi viene da sorridere e piangere assieme. Dobbiamo essere proprio un paese del Terzo Mondo per meravigliarci che una donna lavori.

Siamo nella merda. Se il sindaco della mia città, Napoli, dopo esser stato eletto grazie all’anti-berlusconismo, al giustizialismo, al manettismo facile, poi si ribella ad una sentenza che lo accusa di abuso di ufficio. Usando gli stessi identici argomenti di chi lui stesso osteggiava. Una storia che fa senso, più che averne uno.

Ed infine, siamo bolliti se la compagna di Berlusconi diventa il vessillo delle lotte per i diritti civili in Italia, tanto da ospitarla alla serata finale del più grande evento gay in Italia.

Paradossali, finiti, coprofagi, e bolliti. Ecco cosa sono gl’italiani. E questo solo in una settimana di notizie.

Buona vita.

Lega..teli!

Lega. Questi sono matti da LEGARE. Non bastavano i mille insulti fatti negli anni all’Italia. L’altro giorno Calderoli, ministro della Repubblica pagato anche dai napoletani, ha dichiarato di voler andare ad aiutare Napoli. La storia si ripete: il nord vuole portare i suoi peggiori rifiuti al sud.

ieri Bossi, di fronte la morte dell’ennesimo italiano in Afghanistan, si e’ solo preoccupato dei costi: “Troppi, costano e muoiono”. Potremmo dire lo stesso dei leghisti al governo. Sono troppi, costano troppo, ma purtroppo non muoiono. Politicamente, s’intende.

Perche’ sono cimici attaccate al potere, alle poltrone, sulle quali amano sputare sopra ad ogni comizio. Ma intanto sempre seduti rimangono. Paciolli, paciolli, ad ingozzarsi di paiata romana e bucatini alla matriciana. Si sentono dei turisti della Democrazia, e non perdono occasione per ricordarcelo.

Le amministrative dello scorso maggio li hanno rimessi a posto. A furia di sputare – letteralmente – ultimatum mai fatti rispettare, hanno perso credibilita’ (se cosi la si vuole chiamare) agli occhi degli sfi-gatti di Pontida. E cosi ora sono incazzati neri, strepitano, straparlano. Ma mai, e poi mai strapazzano.

Ce l’hanno duro. Durissimo. Ma gl’italiani hanno dimostrato di sbattersene. Un maniaco sessuale al parco fa paura la prima volta, ma gia’ dalla seconda fa tenerezza. Non importa quanto ce l’abbia duro.

La Primavera Italiana

Il vento del Nord e’ cambiato. O forse, e’ un vento del Sud, dall’Africa, dal mondo arabo. I giovani, Internet, e il cambiamento hanno travolto anche il nostro Vecchio, che non potra’ più coprire i segni della disfatta col Cerone.

Il Ventennio fascio-catodico e’ terminato, anche se faranno di tutto pur di tenerlo in vita con idratazione forzata. Perde il Vecchio, ma perdono anche le sue stampelle, il PDL ed il PD. Sarebbe da miopi attestare la vittoria al centrosinistra, o anche all’anti-politica di Grillo.

Ieri hanno perso i politici (tutti), ed ha vinto la Politica con la P maiuscola, la Polis, le ragioni del bene comune, della civilta’, della grinta moderata, dell’apertura al mondo. E’ finita la rappresentazione grottesca di una nazione impaurita da zingari, gay e terroristi.

Una campagna elettorale iniziata con lo slogan “For da i ball” finisce con un popolo che le palle le ha cacciate fuori. La battaglia e’ vinta, ma la guerra non ancora. Concentriamoci sui referendum del 12 e 13 giugno. Nucleare, acqua, legalita’: non possiamo tirarci indietro.

E subito dopo, si indicano le primarie, che dovranno incoronare il portavoce del Movimento. I partiti siano al suo servizio. Mai più leader carismatici, mai più miracoli o leggi straordinarie.

Che questo vento gentile e non-violento spazzi via l’Inverno del Potere.

E’ l’ora della Primavera Italiana!

Un Leader SUBITO!

Chi di giustizia ferisce, di giustizia perisce. Berlusconi ha voluto buttare le amministrative sulla magistratura comunista, anziche’ parlare dei problemi dei cittadini? Ora si trova contro un magistrato di sinistra a Napoli (De Magistris), ed un avvocato comunista (Pisapia) a Milano. E’ il caso di dirlo: esiste una giustizia divina.

La Lega e’ irrequieta, stare con il Cav non paga più, tanto da perdere ben 4 punti rispetto all’elezioni dell’anno passato. Pidielle o PERDIelle? Questo e’ il dilemma per l’establishment padano, che ieri ha rilasciato poche stitiche dichiarazioni.

Il centrosinistra ha vinto a Torino e Bologna, e va al ballottaggio a Napoli e Milano. Su quest’ultima va spesa una parola: l’opposizione non ripeta l’errore di Roma 2008. Adagiandosi sugli allori della vittoria al primo turno di Rutelli, lasciarono poi vincere la destra della paura e delle donne violentate di Alemanno.

Quale fu il loro errore? Fingersi quello che non sono, seguire l’avversario sul suo campo, risultando credibili solo ai polli con l’aviaria. Rutelli ando’ in tv a dire che avrebbe munito tutte le donne romane di un braccialetto radio SOS: un collare per cani.

L’errore lo ripetevano gia’ ieri: da Vespa, Enrico Letta si affannava nel sostenere che Pisapia e’ il vero moderato, non la Moratti. Ma Pisapia ha vinto, proprio perche’ non rientra in quelle categorie da Seconda Repubblica che tanto piacciono agli spin doctors PD e PDL. Riformisti e moderati? Morti e sepolti, mettetevelo in testa.

Tutti parlano di “grande sorpresa” a Milano per la vittoria del vendoliano Pisapia. Più o meno la stessa sorpresa che accompagna ogni vittoria di Nichi. Sarebbe il caso di prender atto che l’uomo funziona, che la sua narrazione sconfigge quella berlusconiana e quella democratica. Cari amici PD, non c’e’ nulla di cui vergognarsi se avete bisogno di lui per vincere.

Milano non e’ l’Italia. Ma puo’ fornirci l’ennesimo modello che il centrosinistra potra’ decidere di snobbare o meno. Un candidato forte, “da sfondamento”, con idee anche radicali, supportato da tutte le forze di centrosinistra vince, perche’ risulta credibile all’elettorato. Tornare indietro non si puo’. E al diavolo il Terzo Polo: quelli sono i Tre Polli! Corteggiarli significa perder tempo con la cessa della classe, che se la tira pure.

Il dado e’ tratto. E se il PD non lo capira’ neanche stavolta, consegneremo l’Italia ad una destra massimalista, scillipotiana, santancheiana, e sallustiana. E allora altro che riformismo: tutti al riformatorio meriterete di andare.

Napule e’

A Napoli tutto e’ dissimulato. Si gesticola per distogliere l’attenzione dalle parole, le donne si truccano tanto ed i maschi sono tanto marroni per via delle lampade per non mostrarsi reali. Alla fine, hai la sensazione di camminare in uno splendido teatro umano. Splendido, perche’ niente e’ vero, e’ tutta scenografia. La munnezza riemerge sempre, alla fine.

E allora, i napoletani invocano il San Gennaro di turno per “fare o’ miracolo”, per poi ritrovarsi punto e a capo dopo pochi mesi. Ma a Napoli non interessa la realta’. Napoli e’ la nuora che mette la polvere sotto il tappeto quando le fa visita la suocera. E cosi’ vanno avanti tra pulizie di primavera mai fatte, e cambi di stagione che sono più scambi d’identita’.

Napoli e’ magica. Ma di una magia angosciante, triste, decadente. Un pagliaccio triste che ogni giorno ammazza i suoi abitanti con diossine e polveri sottili, con il sorriso stampato in faccia. Diciotto anni della mia vita qui’ mi hanno insegnato più di ogni altra scuola. Devo molto a questa citta’. Eppure, non ci tornerei mai a vivere. Fa male, troppo male veder morire agonizzante un proprio caro. Di una morte lenta, ma inesorabile.

Napoli e’ malata di napoletanita’, e fino a quando non ne troveranno la cura, la citta’ e’ destinata a soccombere a se stessa. Ogni giorno, sempre più.

Napolicidio

La prossima volta che mi viene la malsana idea di passare le vacanze di Natale a Napoli, autorizzo chiunque a fracassarmi il cranio con un prosciutto San Daniele. Perchè è sempre meglio una morte in stile Almodovar, piuttosto che 10 giorni passati in questa infernale trappola scaccia-buonsenso. Sono stati i giorni più surreali di tutto l’anno: come se non fossero bastati quelli precedenti! Due aspetti in particolare mi hanno sconvolto: famiglia e appuntamenti “galanti”.

Famiglia

Mia mamma ha passato tutto il tempo a dirmi che voleva lavarmi i jeans e che dovevo andare a trovare la nonna. Si poteva parlare anche di politica, ma prima o poi, i miei jeans e la nonna spuntavano magicamente. Una volta accontentata, si è spenta miserabilmente, come se quelle due fossero le sue uniche missioni di vita.

I miei nipotini sono drasticamente cambiati: ora hanno acquisito coscienza di essere entità con diritti umani e li pretendono! Per farne calmare una in preda a crisi d’astinenza da Coca-Cola, ho dovuto applicare terrorismo psicologico alla Guantanamo (“Bea, amore, ma tu non volevi fare la ballerina? E lo sai che che le ballerine sono magre? E la Coca lo sai che fa ingrassare?”). Ad un altro, il più carino e dolce, ho detto che deve imparare a scrivere bene, così fa i soldi e potrà avere tutte le donne che vuole.

Mia zia era ossessionata dai fottuti arrosticini di pecora: me li voleva rifilare anche a colazione con i latte – credo che solo la notizia della pazza che ha tramortito il Papa l’ha fatta zittire per circa 30 secondi. Suo commento: “sicuro era del PD”.

Mia nonna è ingrassata a dismisura ed interpellata al riguardo, ha risposto contenta e pasciuta: “nella vita, io nun agg mai faticat e agg semp magnat” (in napoletano, non ho mai lavorato ma ho sempre mangiato). Una donna, una perla di saggezza.

Mio padre – l’uomo che ha sempre scartavetrato la sua pelle per lavarsi – improvvisamente puzza come uno scaricatore di porto livornese senza acqua a casa. Roba che quando passa sia il gatto che il cane si coprono il naso con le zampine – e non scherzo. Io cammino per casa con i tamponi vaginali nel naso.

Appuntamenti “galanti”.

Ne ho fatti solo due: uno che sembrava la versione barbuta di Britney Spears e l’altro, un ex cubista sotto effetto di Lexotan. Ed erano i più normali che ho beccato! Altri casi umani: disoccupati (“lavorativamente sto cercando” mi ha detto. Ma cazzo chiama le cose con il loro nome!), ballerini e artisti vari, 30enni con gravi scompensi ormonali, 20enni con picchi iperglicemici evidenti, 40enni devastati da anni ed anni di palestra fatta male. Questi poveri cristi sono tutti isterici come gli abitanti di New York, ma non si rendono conto di vivere in Burkina Faso.

La cosa peggiore: mi mancano ancora 3 giorni in questo inferno, e non credo di resistere ancora senza commettere un genocidio. Perchè a Napoli avranno pur liberato le strade dalla munnezza, ma ce n’è rimasta davvero tanta nella testa dei suoi abitanti. E per quella, non servono a niente i termovalorizzatori.

Rassegna(ta) stampa – 9 gennaio 09

Caos Napoli, il sindaco Iervolino scrive una lettera aperta ai cittadini.

Speriamo che almeno il discorso l’abbia riciclato da qualcun altro.

DL anticrisi, il permesso di soggiorno si pagherà 50 euro.

Giusto, perchè non mi pagano pure l’abbonamento al solarium, che molti di loro manco ne hanno bisogno?!?!

DL anticrisi 2, il Vaticano propone pensione per le casalinghe.

Ma un bel pre-pensionamento per le cazzate di questi preti, no eh?

Ok da Berlusconi su Alitalia, un quarto della compagnia sarà francese – anche se pochi mesi fa voleva restasse italiana.

Giornalisti? Ehi? Toc toc! Ci siete?! O forse anche voi siete un quarto di Berlusconi?

Andreotti compie 90 anni: “Conosco segreti di stato che mi porterò nella tomba”.

Intende quella del suo cane, perchè lui è ancora troppo giovane per morire.

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