Sorella de che?

Sta girando su Facebook un video dove una suora, alla domanda “Cosa pensa delle coppie omosessuali?”, risponde così: “Vanno annientate, perchè la famiglia esiste da quando esiste Cristo. Quindi, evviva la famiglia, abbasso i gay”. L’ultimo frame è del volto della suora visibilmente compiaciuto per quanto ha appena detto.

Senza mezzi termini, vi dirò cosa penso.

1) “Vanno annientate”. La suora deve vivere in una sorta di allucinazione manga alla Daitan 3. In cui Ratzinger, con la scintillante armatura di ermellino, annienta i fottuti froci con i raggi laser emessi dal rosario fotonico. L’utilizzo di questa espressione mi spinge a chiedere l’internamento di questo soggetto psicopatico in una clinica. Immediatamente.

2) “La famiglia esiste da quanto esiste Cristo”. Devo sottolineare lo svarone storico-sociale della povera rimbambita? Forse alla sorellina di Dio è sfuggito che il Cristianesimo è la copia pop del Giudaismo, che già prevedeva molto prima di Cristo (ammesso sia mai esistito) il concetto di famiglia con matrimonio e crismi del cazzo.

3) “Evviva la famiglia, abbasso i gay”. Dopo l’allucinazione manga, e le distorsioni spazio-temporali, la suora crede di essere allo stadio a tifare per la squadra della “Famiglia” in contrapposizione a quella dei gay. Al posto della sciarpa al collo, perchè non si mette un bel cilicio? Lo stringa bene bene, mi raccomando, sorella.

Conclusione.

A me questa suora fa letteralmente schifo. Non è un essere umano. Questa gentaglia (vedete anche le dichiarazioni del vescovo di Otranto su Nichi Vendola) rappresenta solo l’ultimo rantolo del moribondo che non si arrende alla sua fine. La Chiesa è morta: persino l’iPAD ha più adepti.

E l’argomento della famiglia “naturale” tra uomo e donna cade rovinosamente per un cortocircuito logico. Se fosse l’unica naturale, perchè genera figli omosessuali, contronatura secondo la suddeta visione? La natura può produrre la sua negazione?

Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli. Questa suora è già alla fase della fame chimica: si mangiasse un bel cazzo.

Così almeno si da una calmata.

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Da Tri(e)ste in giu’!

Questo blog sembra diventato il bollettino dell’emergenze gay ultimamente. E’ di ieri una notizia alquanto…singolare: il sindaco di Spresiano, il leghista Missiato, ha vietato l’omosessualita’ sulle rive del Piave.

SINDACO, ho un pò di domandine facili facili per lei.

1) Perche’ ha paura dei gay? Il massimo del dolore che ho visto infliggere da un omosessuale e’ dire a qualcuno che porta un capo griffato falso;

2) Come fara’ ad identificare i gay? Munira’ la polizia di stereo e cd di Madonna per vedere chi si mette a ballare? E se poi si mette a ballare anche un poliziotto?

3) Come si fa a “vietare l’omosessualità”, nel concreto? Distribuirà tappi per il culo? Spruzzerà nell’aria succo di palle di toro? Ricorrerà al solito prete pedofilo per minacciare i passanti?

4) Come puo’ accettare l’onta di avere “ANO” come finale del nome del suo comune? Per coerenza, dovrebbe ribattezzarlo in SpresiFiga o SpresiMona;

4) Non le interessa la carriera da maniaco sessuale? Perche’ le riesce bene guardare nelle mutande degli altri; in alternativa, sono certo che Don Verzè ha una cattedra pronta anche per lei.

5) Ed ultima domanda: a chi s’ispira per la sua attività di governo? Bossi beve l’acqua del PO, lei invece urina di pipistrello. Le ha causato neurolesioni definitive.

La Carra’, grande icona gay, cantava: “Com’e’ bello far l’amore da Trieste in giu'”. Dite a Raffaella di non bazzicare il Piave: l’arresterebbero per apologia di reato.

Boccata d’aria

Non voglio illudermi, ma la domanda resta: cosa sta succedendo in Italia tutto all’improvviso? Quattro eventi, quattro presagi positivi. Un milione e mezzo di firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Retromarcia del Governo sul ddl intercettazioni. L’Italia dei Valori propone la contromanovra che non colpisce le classi medie. La prima coppia lesbica riconosciuta nel comune di Torino.

E in un solo giorno, ho intravisto l’Italia dei diritti contrapposta a quella dei “dritti”, dei furbetti e delle cricche. Un Italia che non sposa la logica del profitto a tutti i costi, che comprende il bene necessario della liberta’ di stampa, che non colpisce solo i poveri e che dice no alle discriminazioni sessuali. Un’Italia laica, corretta, umana. E’ l’Italia che vorremmo ogni giorno della nostra vita, perche’ ce la meritiamo tutta.

Non dimentico la triste realta’, che e’ ancora greve e passatista. Ma lasciatemi gustare questo momento di modernita’ inaspettata.

Ps riguardo il post precedente, oggi Metro ha pubblicato lettere riparatorie allo scempio discriminatorio pubblicato ieri. Anche questa e’ un’ottima notizia.

Sbavaglio

Oggi tra le lettere alla redazione della free press METRO sono incappato nella simpatica epistola di EP (Entita’ Pirla) che si esprimeva contro le unioni gay. Cosi’ anche io ho scritto un’altrettanto simpatica lettera al giornale, ve la riporto.

“Caro Metro, rispondo a EP, contro le unioni gay. Per punti.

1) “Cosa impedisce loro di andare a vivere insieme?”. Niente, ci mancherebbe altro; ma col matrimonio si da l’accesso a ben altri diritti;

2) “Perche’ riconoscerli per legge?”. Perche’ in una democrazia (sa che l’Italia lo e’ da 60 anni?) e’ cosi’ che si allargano i diritti.

3) “Gia’ esistono delle leggi per i cittadini”. Esistono anche quelle per la tosatura dei barboncini, ma le assicuro che non ne esistono per le unioni gay, altrimenti di che parliamo?

4) “Dobbiamo creare altre categorie protette?”. Le da tanto fastidio che si proteggano le minoranze e i più deboli? Le posso consigliare la Cina come luogo di residenza?

5) “Non sara’ per creare nuovi business?”. Verissimo: e’ la potente lobby gay dei wedding planner dietro questo complotto internazionale;

6) “La nostra societa’ sta degenerando sempre di più”. Sono d’accordo: lei ne e’ una prova evidente.

Spero pubblichiate questa lettera, perche’ e’ indecente che si debbano leggere queste lettere discriminatorie senza un GIUSTO contradditorio a latere. Nel nostro Paese, ci sono già i politici che seguono la pancia della gente, speravo che i giornali fossero alieni da certe spinte gastrointestinali“.

Vi tengo aggiornati sull’esito. Mentre in Argentina si approvano le nozze gay, da noi sembra ancora di vivere nelle Pampas dei diritti civili.

L’istinto del righello

La guerra a chi ce l’ha più lungo in Mediorente continua senza tregua. Ieri Israele ha barato: ha misurato il pisello comprese le palle, e ora va dicendo al mondo intero di avercelo più grande degli altri. L’attacco israeliano di ieri ad una flotta di pace turca (il “Free Gaza Movement“) non solo ha del grottesco freudiano, ma anche del marcio lombrosiano. Perche’ attaccare un convoglio di pace? Cosa facevano di male?

Ma la risposta non e’ razionale. Chi e’ mosso dall’istinto del righello ha solo un obiettivo: superare l’altro in dimensioni. Non importa chi sia l’altro. E’ lo stesso istinto che guida anche i “Veri Maschi” a picchiare gli omosessuali, com’e’ successo per ben due volte (Roma/Milano) negli ultimi giorni. Più e’ debole l’avversario, più e’ facile dimostrarsi il più virile. Un meccanismo psicologico tra i più basici, tipico dei babbuini subtropicali e del bradipo del Gange.

Ad ogni modo, in entrambi i casi (il primo è realmente disarmante, perchè si tratta di uno Stato e non di singoli rincoglioniti alla sbando) rimane l’ironia: quanto più si sforzino a definirsi maschi così, tanto più sono senza palle. E allora un consiglio: cambiate righello, vi serve un nanoscopio.

Fusione Nucleare

I migliori post di questo blog li ho scritti incazzato e livido di rabbia nei confronti dei politicanti pescivendoli che ci ritroviamo in questo balordo Paese. E’ una regola di sempre: quando sono innamorato, tendo a scrivere sempre meno.

Cerchero’ di farlo comunque, anche se la storia che sto vivendo in questi giorni m’impedisce di fottermene di Berlusconi e Fini che sciolgono il loro Pacs, o di Bersani che apre il suo cantiere per le riforme dove e’ l’unico operaio co.co.pro.

Solo una nota politica: ora sto con uno spagnolo e gia’ si parla di sposarsi, di avere figli ed una famiglia insieme. E’ solo uno di quei sogni ad occhi aperti, e’ ancora troppo presto, ma rimane il punto politico: con lui, in quanto cittadino di un paese non omofobico, io posso sognare – con un italiano, avrei potuto solo rosicare.

Vada come vada, crisi o non crisi, l’Italia potra’ avere anche meta’ della disoccupazione iberica, ma non ha neanche un decimo della sua lungimiranza politica. Che aprissero pure le centrali nucleari, io preferisco vivere in una fusione nucleare tutta privata. A la mierda todos.

Aperta la caccia!

Ieri il governo ha dato il via alla deregulation sulla caccia. Ogni regione avra’ una parziale autonomia sui calendari, che potranno essere anche allungati o posticipati rispetto al periodo definito da Roma.

E nello stesso giorno, si e’ aperta un’altra caccia: ai gay. Non sono bastate le parole dei neofascisti cardinale Bertone&Co (vedi post precedente), ora ci si mette anche la Corte Costituzionale. “Inammissibili” e “infondati” i ricorsi delle coppie omosessuali che si sono viste respinte le domande di matrimonio dai loro comuni.

D’ora in avanti, ogni regione potra’ allungare o restringere i diritti ai gay, definendo un rigido calendario in cui i suddetti soggetti potranno essere liberamente fucilati dai passanti. Come in ogni teocrazia occidentale che si rispetti.

Mi sono perso una puntata: ma la Corte non deve stabilire cosa sia costituzionale e cosa no? E come chiamare degli atti pubblici che violano il principio di uguaglianza tra i cittadini? Un simpatico calcio nel culo ai diritti, ecco il nome tecnico – ed ora, anche un doppio calcio nei coglioni da parte della Corte.

Eh si, c’e’ chi caccia con i fucili, chi con dichiarazioni naziste e chi con mancati provvedimenti anti-discriminatori. Il risultato e’ lo stesso: la morte. Di animali, della dignita’ umana, della costituzione. Verra’ il tempo in cui rimarrano soli, e non gli restera’ che scannarsi tra loro.

Chiamatemi: almeno mi godro’ lo spettacolo. Con un fucile in mano.

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