Ozpetek: dall’orgoglio gay a Orgoglio la fiction

Un giorno perfetto

Un giorno perfetto

Due palle, due enormi sfere. Che si gonfiano e gonfiano e gonfiano. Fino a scoppiare. Ecco descritta l’evoluzione dei miei testicoli durante la visione di questo pallosissimo film (è palloso, si è capito?). Ozpetek è passato da film alla orgoglio gay a Orgoglio la fiction. E a niente sono valsi le preziose recitazioni di Mastandrea e della Ferrari* – il copione era dei più melensi, carrozzone-andante, deprimente, mosci, ed infine PALLOSI mai visti prima.

A questo punto, uno, cento, mille Almodovar – almeno con lui vai sul sicuro: vedrai sempre una prostituta, un frocio e un malato di aids e/o cancro. Con questa virata verso il polpettone post TG1 del mercoledì sera, Ozpetek forse si è giocato un pubblico affezionato. Ed io di sicuro mi sono giocato un inizio settimana sereno.

* è stato il primo film in cui la vedo con delle labbra con una pressione sotto i 10.000 millibar. Sembrano quasi labbra umane.

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Gratta-capo

Prodi: “L’Ulivo tornerà!”

Già mi sto grattando la palle.

Ma l’Ulivo non era il simbolo della pace? E che trovasse la Pace dei Sensi ‘sto professore!

Il S@rcoTr@fficante

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